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Secondo concerto al Teatro Ristori della Stagione Sinfonica 2013–2014

Il pro­gram­ma del con­cer­to pro­pone Leonore, ouver­ture n. 3 in do mag­giore op. 72a di Lud­wig van Beethoven. Com­pos­ta per le due rap­p­re­sen­tazioni del Fide­lio del 29 mar­zo e del 10 aprile 1806, rap­p­re­sen­ta una sos­ti­tuzione del­l’ou­ver­ture n. 2, di cui con­ser­va l’im­postazione for­male ed i temi prin­ci­pali. Tut­tavia ques­ta pag­i­na rag­giunge un ulte­ri­ore per­fezion­a­men­to: pri­ma fra tut­ti l’aderen­za ai prin­cipi del­la for­ma sonata, come la ripresa, assente nel­la Leonore n. 2, qui ricos­ti­tui­ta in modo grandioso, cosa che fa di ques­ta ouver­ture una delle par­ti­ture più rius­cite di Beethoven. Qui tut­ta l’opera viene stra­or­di­nar­i­a­mente sin­te­tiz­za­ta, tan­to che viene antic­i­pa­to nel­l’ou­ver­ture l’ef­fet­to del­la sce­na cul­mi­nante del dram­ma, cosa che spinse Beethoven a scri­vere ad accan­tonare la pag­i­na ed a scri­vere una nuo­va ouver­ture per il suo Fide­lio.

Segue la Sin­fo­nia con­cer­tante in mi bemolle mag­giore per vio­li­no, vio­la e orches­tra K. 364 di Wolf­gang Amadeus Mozart che vede la vio­lin­ista Anna Tifu tornare ad esi­bir­si con l’Orches­tra del­l’, insieme alla vio­la solista di Daniel Palmizio alla sua pri­ma vol­ta al . Com­pos­ta a Sal­is­bur­go nel­l’es­tate del 1779, è ritenu­ta il mas­si­mo risul­ta­to rag­giun­to da Mozart nel­la com­po­sizione con più stru­men­ti solisti e orches­tra. L’opera dimostra fin dal­l’inizio il suo carat­tere serio e severo, che si addice alla voce del­la vio­la, la quale dialo­ga con il vio­li­no in asso­lu­ta paritetic­ità. In questo cli­ma la com­po­sizione tro­va unità in un’ap­pro­fon­di­ta elab­o­razione con­trap­pun­tis­ti­ca, costan­te­mente sti­mo­la­ta dal­lo scam­bio di idee fra i due stru­men­ti solisti e, a loro vol­ta, fra questi e l’orches­tra.

Con­clude l’ese­cuzione del­la Sin­fo­nia n. 2 in re mag­giore op. 36 di Lud­wig van Beethoven. I pri­mi abbozzi del­la par­ti­tu­ra risal­go­no al 1800 per essere poi com­ple­ta­ta nel 1802 durante la vil­leg­giatu­ra del com­pos­i­tore a Heili­gen­stadt, e pre­sen­ta­ta al pub­bli­co il 5 aprile 1803 al teatro An der Wien diret­ta dal­lo stes­so com­pos­i­tore.

Si apre con un Ada­gio molto intro­dut­ti­vo che sfo­cia subito nel pri­mo movi­men­to, l’Al­le­gro con brio, che tes­ti­mo­nia la nuo­va con­cezione sin­fon­i­ca di Beethoven: abbon­dan­za di mate­ri­ale tem­ati­co e capac­ità di “rac­con­to” tramite la dinam­i­ca del con­trasto. Dopo un Larghet­to più ama­bile e umoris­ti­co, ed uno Scher­zo essen­ziale ed ener­gi­co, l’Al­le­gro molto del finale ricapi­to­la tut­to il sen­so del­la sin­fo­nia e si pone, striz­zan­do l’oc­chio ai gran­di finali delle sin­fonie di Haydn, su un ter­reno del tut­to nuo­vo per le sor­p­rese, la vena umoris­ti­ca e la car­i­ca vitale, che non ha più nul­la di set­te­cen­tesco.

Oltre agli abbona­men­ti tradizion­ali, ricor­diamo che sono disponi­bili le for­mule Car­net a 4 e 9 ingres­si ai con­cer­ti per costru­ire una pro­pria agen­da di appun­ta­men­ti con gli spet­ta­coli pro­posti dal­la di Verona al Teatro Ris­tori e al Teatro Filar­mon­i­co. Novità del­la Sta­gione 2013–2014 gli Abbona­men­ti Fam­i­ly Sin­fon­i­ca pen­sati per gen­i­tori con ragazzi fino ai 15 anni d’età.

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