mercoledì, Maggio 29, 2024
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E' stato definito il programma dell'Airshow, che si svolgerà martedì 12 settembre a Salò, Gardone Riviera e Toscolano Maderno

Trasferta sul lago di Garda delle “Frecce rosse” inglesi

E’ stato definito il programma dell’Airshow, che si svolgerà martedì 12 settembre a Salò, Gardone Riviera e Toscolano Maderno, incentrato sulle Frecce rosse britanniche («Thè red arrows»). L’inizio, alle ore 12.30, col passaggio di saluto della flotta dall’aereo club di Brescia, quindi l’esibizione del North American T6 Harvard, del MH 1521 Broussard, del Sìai Marchetti Sf260 Tp, del PittsSiTGM, della nazionale acrobatica, di Maurizio Costa su Cap 21 DS e Sergio Dallan su Sukhoi SU 31. Poiché la manifestazione costerà (agli enti pubblici) una quarantina di milioni, i tre Comuni e l’Amministrazione provinciale si sono uniti, in modo da dividere la spesa.«The red arrows», le Frecce rosse inglesi, sono la pattuglia permanente della Rat, istituita nel 1965 nella base di Fairford (Gloucestershire), come distaccamento della Centrai flying scho-ol. I cinque Hawker Sid-deley Gnat T.Mk 1, di colore giallo limone, furono dipinti di rosso e integrati da altri due aerei. Nel ’66 la pattuglia si spostò a Kemble (Wiltshire), e gli effettivi aumentati a nove. Nel ’68, sui fianchi della fusoliera, venne aggiunto il fulmine bianco. Nell’80 la pattuglia, che ha attuato per prima un gran numero di nuove manovre in formazione ed è riconosciuta come una delle migliori al mondo, passò al Bae Hawk T.Mk 1. Nell’83 il trasferimento alla base Raf di Scampton.«In un decollo da esibizione – dicono i piloti -, partono prima i numeri 1, 2 e 3, seguiti a 750 metri di distanza da 4 e 5, poi i quattro di coda. I primi tré si alzano in una bella formazione serrata a V, poi vengono raggiunti dagli altri due. Successivamente si inseriscono gli ultimi, formando la figura di base ‘Diamante a nove’, un rombo serrato, che costituisce anche il nostro marchio di fabbrica. Viriamo di nuovo alle spalle del pubblico, per disporci nella «Freccia a nove». E, nello sfilare, emettiamo fumo azzurro».Le altre figure: «Grande nove», «Grande vixen», «Aquila», «Apollo», «Concorde», «Fred», «Delta», «Leader’s Benefit», «Spaghetti», ecc. Con virate, cabrate in candela, viti orizzontali o a frollino, tonneau incrociati, voli rovesciati, picchiate.«Il nostro compito è di dimostrare la professionalità e il lavoro di squadra – proseguono i piloti -. Dietro, ci sono organizzazione, logistica, amministrazione e tecnica. La chiave di tutto è la precisione cronometrica, alla frazione di secondo. Se ci dicono di iniziare alle ore 15 e 25, dobbiamo cominciare in quell’istante. Tutta la pianificazione è molto accurata. In tempi di tensione, non effettuiamo esibizioni di acrobazia: gli aerei vengono riverniciati e armati di missili, pronti a entrare in azione. Siamo tutti esperti e, per la maggior parte, istruttori. Ogni anno, poi, diramiamo ai reparti della Raf l’invito a inviarci richieste di ammissione. Cerchiamo elementi che abbiano almeno 2.000 ore di volo e un’età massima di 34-35 anni. L’esperienza minima si ottiene in una decina di anni. Abbiamo sempre bisogno di gente in gamba, sia ai comandi che nei rapporti esterni. La difficoltà sta nell’essere precisi, e questo si ottiene solo mantenendo la massima concentrazione. I voli in assetto invertito sono rischiosi: sei vicino a terra, vai lentamente, a testa in giù e ti sembra di cadere. Devi stare molto attento. Ma, a ben guardare, attraversare una strada a Londra è più pericoloso».

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