I turisti stranieri sul Garda hanno speso 469 milioni di euro nei primi otto mesi del 2026, pagando con carte di circuiti internazionali emesse all’estero. È il 2,9% della spesa straniera rilevata in Italia e vale al lago il sesto posto tra le destinazioni analizzate dal rapporto Tourism and Incoming Watch di Nexi, presentato giovedì 15 ottobre al TTG Travel Experience di Rimini. Rispetto allo stesso periodo del 2025 il Garda segna -0,5%, mentre a livello nazionale la spesa sale a 16,2 miliardi di euro, il 5% in più.
Il Garda tra le grandi mete
Davanti al lago ci sono soltanto Roma, Milano, Firenze, Venezia e la Costiera amalfitana e sorrentina. Il quadro, però, è diviso. Venezia cresce del 12,3%, la Costa Veneta arriva a 430 milioni (+9,2%) e il Lago di Como a 248 milioni (+11,3%). Roma resta quasi ferma (+0,2%) e la Riviera toscana perde il 4,5%. Nexi parla di segnali di normalizzazione nelle aree mature.
Il dato va letto con un limite preciso: conta solo i pagamenti con carta fatti nei negozi e nei locali, esclusi gli acquisti online, e non misura tutta la spesa turistica. Anche il passaggio dal contante alla carta può spostare le percentuali.
Le letture di Confesercenti
Per Andrea Maggioni, vicepresidente vicario di Confesercenti Lombardia Orientale, il rapporto conferma il peso del lago nel turismo italiano, ma la stabilità non va data per acquisita. «Il rapporto non ne indica le cause, ma per noi rappresenta un invito a non dare per scontate le posizioni raggiunte e a continuare a lavorare sulla qualità dell’accoglienza, sulla promozione, sui collegamenti e sulla capacità di rispondere alle nuove abitudini dei visitatori».
La presidente Barbara Quaresmini guarda a quanto resta sul territorio. «I numeri da soli non bastano: a camere piene non corrisponde automaticamente più valore per l’economia locale». Il rischio che indica è una «rarefazione del valore»: più presenze, con una parte crescente del budget che va in trasporto e alloggio e meno spesa per shopping, ristorazione e consumi accessori.
In Italia la ristorazione è la prima voce della spesa straniera con carta (24,9%), seguita dalle strutture ricettive (20,4%): insieme fanno il 45,3%. Le abitudini cambiano con la provenienza. Chi arriva dal Nord Europa destina alla ristorazione il 30,8% del budget, mentre la gioielleria pesa il 13,7% tra i viaggiatori del Sud-Est asiatico e l’8,1% tra quelli della Penisola Araba.
Confesercenti chiede che i benefici del turismo arrivino anche a negozi, pubblici esercizi e attività di prossimità, lo stesso tema della proposta di legge sul commercio di prossimità che l’associazione sostiene nei Comuni del Garda.


Iscriviti al nostro canale Telegram per tutti gli ultimi aggiornamenti







