Alberi, boschi, foreste. Il respiro del pianeta è il tema della XIV edizione del Festival Internazionale della Geografia, in programma a Bardolino dal 9 all’11 ottobre 2026. La manifestazione torna con una giornata di studio e riflessioni venerdì 9 ottobre al Teatro Corallo (via Fosse 13), dove ricercatori, botanici, divulgatori e architetti del paesaggio racconteranno come sta cambiando il patrimonio boschivo e perché difenderlo è una questione di sopravvivenza.
Il programma di venerdì: relatori e tematiche
La giornata di studio si apre alle 9.15 con i saluti istituzionali, seguiti dalla presentazione dei temi e dei relatori a cura di Paolo Gila, giornalista e scrittore che coordina il Festival. Alle 9.30 interverranno Patrizia Gasparini, ricercatrice senior, e Maria Rizzo, tecnologa, entrambe del Centro di ricerca Foreste e Legno del CREA di Trento: illustreranno il cambiamento del patrimonio boschivo in Italia negli ultimi decenni, con un focus sul Triveneto. Alle 10 lo scrittore e divulgatore scientifico Fabrizio De Marinis ripercorrerà la storia del bosco, dalla sua funzione di “miniera” di legno nell’antichità sino al ruolo attuale di risorsa sostenibile da salvaguardare.
Alle 10.30 parlerà Daniele Zanini, referente scientifico dell’Orto botanico del Monte Baldo a Novezzina e membro effettivo dell’Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere di Verona. Dopo la pausa, alle 11.30, l’architetto paesaggista Andreas Kipar porterà il pubblico alla scoperta del dialogo tra natura e artificio, verso una nuova architettura del paesaggio. Alle 12 la lectio magistralis di Flavia Guzzo, docente di Botanica generale all’Università degli Studi di Verona, approfondirà le potenzialità ancora inesplorate delle piante e le prospettive future. La mattinata si conclude alle 12.30 con un momento di domande e risposte e le riflessioni conclusive.
Mostra di artisti e itinerari nel verde
Parallelamente alla giornata di studio, dal 9 all’11 ottobre dalle 10 alle 20 il Municipio di Bardolino in piazzetta San Gervaso 1 ospiterà una mostra dedicata agli artisti bardolinesi, con quadri, disegni e acquerelli ispirati ad alberi, flora e ambiente. Per chi desidera proseguire l’esperienza all’aria aperta, l’organizzazione suggerisce diversi luoghi simbolo del verde veronese e non solo: i sentieri CAI del Monte Baldo, l’Orto botanico di Novezzina a Ferrara di Monte Baldo, il Parco Giardino Sigurtà a Valeggio sul Mincio e i giardini di Villa Pojega a Negrar di Valpolicella. Gli altri itinerari proposti includono l’anello del Monte Belpo a Lumini (sentiero CAI 51), la Foresta Demaniale di Giazza a Selva di Progno, le zone boschive del Parco Naturale Regionale della Lessinia, il Parco delle Cascate di Molina e Bosco Fontana a Marmirolo, nel Mantovano.
Gli organizzatori e il contesto
Il Festival è organizzato dall’assessorato alla Cultura del Comune di Bardolino ed è dedicato alla memoria di Girolamo Fracastoro. Ha il patrocinio di Regione del Veneto, Provincia di Verona, Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto, Consorzio Vini Bardolino e MUSE – Museo delle Scienze di Trento. Collaborano alla manifestazione Fondazione Bardolino Top, Hotel Association Bardolino, Degustibus – Associazione ristoratori e bar di Bardolino, l’Istituto alberghiero “Luigi Carnacina” e Visitloggia.events.

Il sindaco Daniele Bertasi sottolinea che “il Festival della Geografia è ormai parte dell’identità culturale di Bardolino”. Parlare di alberi e foreste significa parlare di clima, di salute, di qualità della vita e di paesaggio: “Un territorio come il nostro, stretto tra il lago, le colline e il Monte Baldo, sente profondamente suoi questi temi. Crediamo che la cultura debba aiutarci a leggere il presente e a compiere scelte consapevoli per il futuro”. L’assessore alla Cultura Marta Ferrari aggiunge che la manifestazione riunisce relatori di primo piano, ma l’organizzazione ha voluto allargare lo sguardo anche oltre il palco del Teatro Corallo, trasformando la riflessione in esperienza diretta nei boschi e nei giardini della provincia.
Paolo Gila, curatore del Festival, spiega: “Sostenibilità, ecosistema, transizione ecologica sono parole entrate nel nostro lessico quotidiano, ma rischiano di restare astratte. Gli alberi, invece, sono la concretezza stessa della vita. Catturano anidride carbonica e rilasciano ossigeno. Per questo abbiamo scelto di rimettere al centro il regno vegetale, il vero polmone della Terra e il custode della biodiversità. Conoscere gli alberi significa capire ciò che sta alla base della nostra esistenza”.
Per maggiori informazioni è possibile consultare il programma completo sul sito del Festival, il sito del Comune di Bardolino o contattare l’ufficio comunicazione municipale al numero 045 6213215 o all’indirizzo katia.mantovani@comune.bardolino.vr.it.


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