Abbandonata l’area verde alla Colombara. E accanto ai giochi sta nascendo una discarica

Abitanti giardinieri per forza

Di Luca Delpozzo
Peschiera del Garda

È anco­ra abban­do­na­ta a sé stes­sa, o meglio, alla cura degli abi­tan­ti del­la zona, l’area verde attrez­za­ta con giochi di via San Francesco, a due pas­si dal San­tu­ario del Frassi­no: gli ulti­mi inter­ven­ti di taglio del­l’er­ba e di manuten­zione, almeno per la parte usufrui­ta soprat­tut­to dai bam­bi­ni e dagli anziani del­la zona, sono sta­ti fat­ti dai cit­ta­di­ni che chiedono a viva voce l’in­ter­ven­to del­l’am­min­is­trazione comu­nale nel sol­lecitare l’im­pre­sa tito­lare del­la lot­tiz­zazione a fare quan­to con­venu­to per la tutela di questo spazio verde. «Sap­pi­amo, infat­ti, che il Comune non ha in cari­co questo spazio», sot­to­lin­ea Luca Ari­eti, «ma ha, comunque, tut­to il dirit­to e dovere di chiedere che chi deve occu­par­si del­la manuten­zione di questo pic­co­lo par­co lo fac­cia; ma qui non si provvede nem­meno al taglio del­l’er­ba, tan­t’è che a fine estate lo abbi­amo rifat­to noi, almeno nel­la parte dove ci sono i giochi e che viene uti­liz­za­ta dai bam­bi­ni, anche se non è anco­ra sta­ta recin­ta­ta per ren­der­la più sicu­ra; in ques­ta situ­azione non si può nem­meno par­lare di con­dizioni igien­iche adeguate e sono mesi che andi­amo avan­ti così». Il campet­to, parte inte­grante del­la lot­tiz­zazione denom­i­na­ta Colom­bara 2, è sta­to anche dota­to del­l’impianto di irrigazione. «Ma abbi­amo molti dub­bi che sia anco­ra fun­zio­nante vis­to che non è mai sta­to uti­liz­za­to ed è un vero pec­ca­to; a fian­co di questo cam­po c’è poi un altro spazio com­ple­ta­mente abban­do­na­to, e sen­za recinzione o cartel­li in prat­i­ca è come avere di fronte a casa una dis­car­i­ca». «Abbi­amo più volte scrit­to agli uffi­ci ammin­is­tra­tivi com­pe­ten­ti e abbi­amo avu­to col­lo­qui con i respon­s­abili; non pre­tendi­amo che il Comune fac­cia ciò che non gli com­pete, ma non è nem­meno legit­ti­mo che nes­suno inter­ven­ga: paghi­amo le tasse rego­lar­mente», con­clude Ari­eti, «e non spet­ta a noi col­lo­qui­are con l’im­pre­sa per richia­mar­la a fare ciò che era sta­to con­corda­to in sede di con­ven­zione urbanistica».