Rientrano nell’ambito dell’accordo-quadro le ricerche in ambito storico-architettonico e la collaborazione nel campo del restauro e della conservazione di beni architettonici

Accordo-quadro di collaborazione tra Università degli Studi di Brescia e Fondazione Ugo Da Como

17/11/2021 in Attualità
Di Redazione

Il Dipar­ti­men­to di Ingeg­ne­r­ia Civile, Architet­tura, Ter­ri­to­rio, Ambi­ente e di Matem­at­i­ca – DICATAM dell’ degli Stu­di di Bres­cia e la di Lona­to del Gar­da pre­sen­tano l’Accordo-quadro di col­lab­o­razione sul tema “Stu­dio, tutela e val­oriz­zazione del pat­ri­mo­nio stori­co-architet­ton­i­co, pae­sag­gis­ti­co, archivis­ti­co, librario, artis­ti­co e muse­ale di pro­pri­età del­la Fon­dazione Ugo Da Como”.

L’accordo rilan­cia e for­mal­iz­za in un quadro uni­tario i vari rap­por­ti di col­lab­o­razione sor­ti in anni pas­sati fra sin­goli docen­ti del DICATAM dell’Università di Bres­cia e la Fon­dazione Ugo Da Como. In ambito stori­co-architet­ton­i­co van­no ricor­date le ricerche con­dotte dal­la prof.ssa Irene Giusti­na a par­tire dal 2011, sia nell’ambito di prog­et­ti di ril­e­van­za nazionale finanziati dal Min­is­tero dell’Università, sia su temi più speci­fi­ci come quel­lo rel­a­ti­vo al prog­et­to per il mon­u­men­to ad Arnal­do da Bres­cia, e quelle svolte anche attual­mente e aven­ti ad ogget­to il Fon­do archivis­ti­co e librario Tagli­a­fer­ri, dona­to alla Fon­dazione dagli ere­di del­la famiglia nel 2010. Un’attività di stu­dio e di ricer­ca che, oltre alla val­oriz­zazione del fon­do archivis­ti­co, ha con­tribuito a met­tere in evi­den­za l’importanza dell’opera di Anto­nio Tagli­a­fer­ri e l’influenza che egli ha avu­to in ambito lom­bar­do sul­la edilizia res­i­den­ziale borgh­ese di fine sec­o­lo diciannovesimo.

All’archivio Tagli­a­fer­ri, che si è riv­e­la­to una fonte molto ric­ca per la sto­ria architet­ton­i­ca e urban­is­ti­ca di Bres­cia e del­la provin­cia, si è poi affi­an­ca­to il depos­i­to del Fon­do Nociv­el­li che com­prende 184 opere mono­gra­fiche per un totale di 400 volu­mi riguardan­ti l’architettura, l’archeologia e l’antiquaria.

L’archivio Tagli­a­fer­ri, il Fon­do Nociv­el­li, uni­ta­mente alla , cos­ti­tu­is­cono un pat­ri­mo­nio che la Fon­dazione Ugo Da Como intende ren­dere sis­tem­ati­ca­mente acces­si­bile agli stu­den­ti lau­re­an­di del DICATAM e in par­ti­co­lare a col­oro che han­no intrapre­so il per­cor­so magis­trale. Respon­s­abile delle attiv­ità pre­viste dall’Accordo in relazione ai con­tenu­ti sci­en­tifi­co – dis­ci­pli­nari del­la Sto­ria dell’architettura è indi­ca­ta la prof.ssa Irene Giusti­na, la quale met­terà a dis­po­sizione di ques­ta col­lab­o­razione l’importante espe­rien­za mat­u­ra­ta sul campo.

Sul ver­sante del restau­ro e del­la con­ser­vazione dei beni architet­toni­ci del­la Fon­dazione Ugo Da Como si ricor­dano le col­lab­o­razioni instau­rate a par­tire dal 2012, dap­pri­ma con il prof. Gian Pao­lo Trec­ca­ni e suc­ces­si­va­mente con il prof. Ezio Giuri­ani, per inter­ven­ti sul­la cin­ta muraria ester­na del­la Roc­ca e per il recu­pero del quartiere medievale del­la Cit­tadel­la in Lona­to, final­iz­za­to alla real­iz­zazione di un alber­go diffuso.

La Fon­dazione è impeg­na­ta nel­la costante ver­i­fi­ca del­lo sta­to con­ser­v­a­ti­vo del­la Casa del Podestà, degli edi­fi­ci del­la Cit­tadel­la e in par­ti­co­lare del cir­cuito murario del­la Roc­ca, per la quale van­no messe in cam­po com­pe­ten­ze di geolo­gia appli­ca­ta, tec­ni­ca delle costruzioni, rilie­vo e di restau­ro architet­ton­i­co. Com­pe­ten­ze che oper­a­no nell’ambito del DICATAM e che ritrovano pos­si­bil­ità applica­tive nel pat­ri­mo­nio immo­bil­iare del­la Fon­dazione, con ben­efi­ci effet­ti per entram­bi gli Enti che han­no dato vita all’Accordo.

La Fon­dazione può infat­ti fare affi­da­men­to su un pan­el di esper­ti in gra­do di val­utare lo sta­to di con­ser­vazione del pro­prio pat­ri­mo­nio architet­ton­i­co, di sug­gerire gli inter­ven­ti che si ren­dano nec­es­sari e di pro­porre le linee di svilup­po di un piano inte­gra­to di restau­ro in gra­do di val­oriz­zare det­to patrimonio.

L’Università può d’altro can­to trarre da ques­ta col­lab­o­razione pos­i­tive ricadute, sia in ter­mi­ni di avan­za­men­to del­la ricer­ca appli­ca­ta, sia di effi­ca­cia dell’attività didat­ti­ca: i docen­ti del DICATAM han­no la pos­si­bil­ità di sper­i­menta­re sul cam­po l’applicazione delle tec­niche diag­nos­tiche o delle metodiche di inter­ven­to sulle quali si incen­tra la loro ricer­ca, men­tre agli stu­den­ti viene offer­ta la pos­si­bil­ità di sot­to­porre a ver­i­fi­ca le com­pe­ten­ze teoriche acquisite, con la Roc­ca di Lona­to che si trasfor­ma in una spe­ciale aula universitaria.

La respon­s­abil­ità per i con­tenu­ti sci­en­tifi­co – dis­ci­pli­nari iner­en­ti il set­tore del restau­ro è attribui­ta alla prof.ssa Car­lot­ta Coccoli.

La Fondazione Ugo Da Como di Lonato del Garda (Brescia)

La Fon­dazione fu volu­ta dal Sen­a­tore bres­ciano Ugo Da Como (1869–1941), politi­co, stu­dioso, appas­sion­a­to rac­cogli­tore di opere d’arte e raf­fi­na­to bib­liofi­lo che dis­pose, per tes­ta­men­to, la creazione di un ente autonomo pro­mo­tore di cul­tura, riconosci­u­ta con Regio Decre­to nel 1942.

Lo scopo statu­tario del­la Fon­dazione è quel­lo di man­tenere, tute­lare, pro­muo­vere e val­oriz­zare i beni di inter­esse architet­ton­i­co, artis­ti­co e stori­co che cos­ti­tu­is­cono l’ingente pat­ri­mo­nio cul­tur­ale las­ci­a­to dal Sen­a­tore bres­ciano. La Fon­dazione fa capo ad un eccezionale com­p­lesso mon­u­men­tale che com­prende la Casa- det­ta del Podestà, la Roc­ca vis­con­teo vene­ta e un pic­co­lo grup­po di antichi edi­fi­ci facen­ti parte del bor­go medievale lonatese.

Ugo Da Como fu par­ti­co­lar­mente lega­to a Lona­to e — a par­tire dal 1906 — com­in­ciò ad acquisire antichi edi­fi­ci con lo scopo di ricos­ti­tuire e ridare evi­den­za all’antica Cit­tadel­la medievale.

Il pri­mo inter­ven­to di risana­men­to toc­cò alla quat­tro­cen­tesca Casa del Podestà, com­ple­ta­mente restau­ra­ta dall’architetto Anto­nio Tagli­a­fer­ri (1907–1909) che ricon­ferì all’antica dimo­ra vene­ta i pre­sun­ti carat­teri quat­tro­cen­teschi. Il Sen­a­tore la riem­pì di impor­tan­ti arre­di, mobili, dip­in­ti, scul­ture e quan­to oggi con­corre a farne una delle casa-museo lom­barde meglio con­ser­vate, di grande suggestione.

Aut­en­ti­ca gem­ma del­la Fon­dazione, incas­to­na­ta nel com­p­lesso del­la Casa del Podestà, è la Bib­liote­ca mon­u­men­tale, costru­i­ta negli anni Ven­ti dall’Ingegnere Arnal­do Trebeschi e apposi­ta­mente con­cepi­ta quale sede per la rac­col­ta di lib­ri rari del Sen­a­tore. Oggi si con­tano più di 52.000 volu­mi, data­bili a par­tire dal XII sec­o­lo. Numero­sis­si­mi sono gli incun­aboli, soprat­tut­to bres­ciani, più di quat­tro­cen­to i mano­scrit­ti, migli­a­ia le cinque­cen­tine, tra queste spic­cano le edi­zioni di Aldo Manuzio, par­ti­co­lar­mente amate da Ugo Da Como.

Nel 2010 la Fon­dazione ha rice­vu­to in don­azione l’Archivio Tagli­a­fer­ri di Anto­nio e Gio­van­ni Tagli­a­fer­ri, ric­chissi­ma fonte per la sto­ria architet­ton­i­ca e urban­is­ti­ca del­la cit­tà di Bres­cia e del­la Provincia.

Nel mar­zo 2011 la Bib­liote­ca si è arric­chi­ta del­la preziosa rac­col­ta di Lui­gi Nociv­el­li, Cav­a­liere del­la Legion d’Onore che com­prende oltre 400 trat­tati di architet­tura, arche­olo­gia e anti­quar­ia data­bili dal XV al XIX secolo.

Nel 2020 la Fon­dazione Ugo Da Como ha rice­vu­to la “Don­azione Lom­bar­di”, eccezionale insieme di ogget­ti d’arte, prin­ci­pal­mente scul­ture, prove­ni­en­ti dal lab­o­ra­to­rio di Rez­za­to (Bres­cia) di Davide Lom­bar­di, il prin­ci­pale cava­tore e for­n­i­tore di pietre e mar­mi servi­ti per la costruzione per il Vit­to­ri­ano a Roma, conosci­u­to anche come “Altare del­la Patria”.

La Fon­dazione Ugo Da Como si avvale costan­te­mente del­la preziosa opera dell’Associazione Ami­ci del­la Fon­dazione Ugo Da Como che coa­d­i­u­vano l’Istituzione nelle numerose inizia­tive di carat­tere cul­tur­ale e di valorizzazione.

Il Com­p­lesso mon­u­men­tale del­la Fon­dazione con­ta annual­mente cir­ca 80.000 presenze.