Sorprendente scoperta a Villa, durante gli scavi per i nuovi alloggi

Affiorano tombe romane. Potrebbero risalire alla caduta dell’Impero

10/06/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

A Vil­la di Salò, nel cor­so dei lavori di sca­vo per la costruzione di allog­gi del­la Fil­ca, sono venu­ti alla luce ossa e prob­a­bili tombe risalen­ti al peri­o­do del­la cadu­ta del­l’Im­pero romano. Il luo­go è sta­to poi ricop­er­to con il ter­ric­cio, delim­i­ta­to da transenne e pos­to sot­to seque­stro dai vig­ili urbani, che han­no infor­ma­to la Soprint­en­den­za di . I fun­zionari dovreb­bero arrivare in queste ore e dare risposte più pre­cise. «In un opus­co­lo edi­to nel 1925 — spie­ga Rena­to Cobel­li, il con­sigliere comu­nale del­la Margheri­ta che abi­ta nelle vic­i­nanze ed ha pre­sen­ta­to inter­pel­lan­za urgente sul­la vicen­da, per sapere come il sin­da­co inten­da muover­si -, l’avvo­ca­to Dona­to Fos­sati ricor­da che qui abitò l’uo­mo delle cav­erne e delle palafitte, lo stes­so che las­ciò trac­ce nel­la tor­biera di Pola­da a Lona­to e pescò nel laghet­to di Polpe­nazze. «Tombe romane furono scop­erte alle falde del colle di Castel­lo. Nel 1880, lun­go gli argi­ni di Bura­go, sca­v­an­do il ter­reno alla pro­fon­dità di un metro per real­iz­zare la sede stradale del tram, ven­nero allo scop­er­to dieci tombe romane, costru­ite con las­tre di cot­to e con­te­nen­ti lucerne, vasi, armi, orna­men­ti e qualche mon­e­ta di bron­zo del tem­po degli Antoni­ni e di Costan­ti­no. Sot­to lo stes­so argine si rin­venne qualche muro. Non è fuori di luo­go ritenere che in quel sito, che dom­i­na la pia­nu­ra di Pratomag­giore, sorgesse la vil­la di un patrizio». Res­ta il fat­to che la notizia del ritrova­men­to si è dif­fusa rap­i­da­mente. Domeni­ca e lunedì, giorni fes­tivi, sul­la spi­ana­ta di Bura­go è sta­to un via vai con­tin­uo. «Aves­si­mo fat­to pagare un euro cias­cuno — dicono i pen­sion­ati che sorveg­liano i bam­bi­ni nel par­co giochi -, avrem­mo rac­colto un buon bot­ti­no. Abbi­amo l’im­pres­sione che qual­cuno fos­se con­vin­to di pot­er recu­per­are mon­ete antiche». La Soprint­en­den­za, inter­pel­la­ta tele­foni­ca­mente, ha sol­lecita­to i vig­ili urbani a pre­dis­porre turni di guardia. Intan­to i lavori per la costruzione degli appar­ta­men­ti Fil­ca (una coop­er­a­ti­va che ha real­iz­za­to 14.454 unità in Lig­uria, Valle d’Aos­ta, Piemonte, Lom­bar­dia e Vene­to, e che, nel­la nos­tra provin­cia, sta inter­ve­nen­do a Cal­vagese, Cel­lat­i­ca, Orzivec­chi, Pon­te­vi­co, Ron­cadelle, S.Zeno e, appun­to, Vil­la di Salò) sono fer­mi. Le ruspe han­no effet­tua­to uno sca­vo pro­fon­do che, sul fon­do, si è riem­pi­to d’ac­qua. Man­cano recinzioni, e i bam­bi­ni cor­rono in bici­clet­ta, col ris­chio di cadere den­tro. L’uf­fi­cio tec­ni­co del munici­pio è sta­to infor­ma­to del peri­co­lo. L’im­pre­sa ver­rà quin­di invi­ta­ta a osser­vare le con­dizioni min­ime di sicurez­za. La lot­tiz­zazione, che riguar­da diverse pro­pri­età, prevede la real­iz­zazione di 27.500 metri cubi (5.500 mc. saran­no del comune), rag­grup­pati in maniera dif­fer­ente. Altez­za mas­si­ma delle case: sei metri e mez­zo. Prog­et­to redat­to da Sil­vano Buzzi e Bernar­do Ton­ni. La super­fi­cie del com­par­to è di 50.320 metri quadri; 27 mila mq. rimar­ran­no verde pub­bli­co e 2.200 mq. adibiti a parcheg­gio. Pre­vista anche una piaz­za. Una stra­da con­giungerà alla sot­tostante via del Mel­o­gra­no. In Regione han­no chiesto di rispettare i para­metri sis­mi­ci indi­cati nel­la relazione geo­log­i­ca. L’Asl ha invi­ta­to ad adeguare le reti fog­nar­ie alle norme tec­niche e a osser­vare le dis­po­sizioni in mate­ria di dis­tanze dalle fonti che gen­er­a­no campi elet­tro­mag­neti­ci e di radiofre­quen­za. Lo Stap di Bres­cia ha insis­ti­to sul­la neces­sità di effet­tuare uno stu­dio idrauli­co det­taglia­to per lo smal­ti­men­to delle acque pio­vane e del mate­ri­ale di sca­vo, definen­do altresì le carat­ter­is­tiche del ter­reno, le capac­ità por­tan­ti, il val­ore di ced­i­men­to in con­dizioni dinamiche. L’Azien­da spe­ciale Gar­da Uno ha det­to che, per la zona denom­i­na­ta Valene, è pre­vista una vas­ca di infil­trazione di cir­ca 4.700 mc., a monte del­l’at­tra­ver­sa­men­to del­la stra­da statale 572. Un’­opera indis­pens­abile per sal­va­guardare le zone a valle di Vil­la-Bura­go, da real­iz­zare pri­or­i­tari­a­mente o con­giun­ta­mente alla lot­tiz­zazione. Il prob­le­ma del­lo smal­ti­men­to delle acque è di notev­ole ril­e­van­za. In pas­sato l’area (palu­dosa) era fre­quen­ta­ta dai cac­cia­tori, che spar­a­vano alle bec­ca­c­ce. Il ritrova­men­to delle tombe ha acce­so i riflet­tori sul­la col­li­na di Bura­go. Adesso la paro­la pas­sa alla Soprint­en­den­za.

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