Struttura, carattere, profumi straordinari: si preannuncia bene il Chiaretto della vendemmia 2008, autentica primizia della riviera bresciana del lago di Garda che arriva sul mercato in questi giorni per arricchire le tavole natalizie. Ed anche quest’anno

Arriva il primo Chiaretto Garda Classico della vendemmia 2008

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Di Luca Delpozzo

Con l’arrivo del Natale, si avvic­i­na anche il ritorno in tavola del Gar­da Clas­si­co, aut­en­ti­ca prim­izia in rosa che arri­va dal­la spon­da bres­ciana del lago di Gar­da: se ne pro­ducono ogni anno cir­ca 400 mila bot­tiglie, ma la quo­ta è in costante cresci­ta sull’onda del­la riscop­er­ta delle tipolo­gie rosate che ha seg­na­to negli ulti­mi tem­pi i con­su­mi enoici. Anche quest’anno il pri­mo Chiaret­to ad arrivare sul mer­ca­to, in tem­po per arric­chire le tav­ole natal­izie, sarà quel­lo fir­ma­to da Can­tine Turi­na di Moni­ga, azien­da leader nel­la pro­duzione di ques­ta par­ti­co­lare tipolo­gia, che nei giorni scor­si ha uffi­cial­mente stap­pa­to la pri­ma bot­tiglia di Chiaret­to 2008 nel cor­so di un “dèblocage” che ha tenu­to ban­co a Moni­ga, nelle sale del­la can­ti­na. “Il 2008 sarà un’annata di grande rilie­vo per i Chiaret­ti – ha affer­ma­to Pao­lo Turi­na, leader dell’azienda di Moni­ga che tradizional­mente antic­i­pa l’uscita del Chiaret­to nuo­vo alle set­ti­mane pre­na­tal­izie -. La cam­pagna vendem­mi­ale non è sta­ta facile, ma le splen­dide con­dizioni cli­matiche dell’ultima parte di estate han­no sis­tem­ato ogni tipo di prob­le­ma, cre­an­do i pre­sup­posti per un’annata da ricor­dare sia per pro­fu­mi, già eccezion­ali, che per carattere”.L’azienda di Moni­ga, in fat­to di Chiaret­to, riveste nell’ambito del Gar­da Clas­si­co un ruo­lo di lead­er­ship a par­tire dai numeri: sono infat­ti ben 65 mila le bot­tiglie di ques­ta tipolo­gia fir­mate ogni anno da Turi­na e dec­li­nate in due tipolo­gie, il Chiaret­to base (50 mila bot­tiglie) e il cru Fontanamo­ra (15 mila pezzi). C’è anche un Chiaret­to in ver­sione Spumante, prodot­to con meto­do char­mat: cir­ca 5000 bot­tiglie che doppo i pri­mi due anni di pro­duzione stan­no dan­do gran­di sod­dis­fazioni, com­ple­tan­do la gam­ma dei rosè aziendali.Quest’anno, il Chiaret­to Turi­na ha fat­to en plein di pres­ti­giosi riconosci­men­ti: tan­to per com­in­cia­re, a giug­no l’azienda ha con­quis­ta­to il Tro­feo Pom­peo Mol­men­ti 2008 per il miglior Chiaret­to 2007, con­seg­na­to nel cor­so del­la pri­ma edi­zione di Italia in Rosa (il fes­ti­val dei rosè che ha debut­ta­to a Moni­ga all’inizio dell’estate). Un verdet­to che ha di fat­to con­fer­ma­to quel­lo emes­so all’inizio del 2008 dai Castel­lani del Chiaret­to (che han­no selezion­a­to Turi­na come Chiaret­to dell’Anno), nonché l’Eccellenza col­ta alla Fiera del Gar­da Clas­si­co di Polpe­nazze a fine mag­gio. Pre­mi che han­no con­sen­ti­to all’azienda di incor­ni­cia­re nel 2008 una cresci­ta del 20% nelle ven­dite di Chiaret­to, che ha con­tribuito a con­sol­i­dare ulte­ri­or­mente un gen­erale trend di sem­pre cres­cente inter­esse ver­so il nettare rosa del­la riv­iera bres­ciana del Benaco.“Il Chiaret­to è frut­to di una scelta che per noi pro­dut­tori del Gar­da Clas­si­co viene da lon­tano – spie­ga Turi­na- . Si trat­ta di un molto impeg­na­ti­vo, che nasce da quat­tro vit­ig­ni rossi prodot­ti da vigneti che non super­a­no i 100 quin­tali per ettaro, con rese che per scelta azien­dale sono ridotte a 40 litri per ogni 100 chilo­gram­mi di uva anziché i 60 pre­visti dal dis­ci­pli­nare:”. Un vino che, Turi­na ne è da sem­pre con­vin­to, a Natale è già pron­to per portare in dono un anticipo di flo­re­ale pri­mav­era nei cenoni e nei pranzi delle festività.IL CHIARETTO GARDA CLASSICO- NOTA TECNICAE’ il pri­mo frut­to del­la bres­ciana e lom­bar­da a giun­gere ogni anno sul mer­ca­to nel pieno dei rig­ori inver­nali: il Chiaret­to Gar­da Clas­si­co Doc nasce da quat­tro uve rosse con in pri­mo piano l’au­toctono Grop­pel­lo. Viene sot­to­pos­to ad un meto­do di lavo­razione molto sin­go­lare, che con­siste nel man­tenere le buc­ce a con­tat­to con il mosto in fer­men­tazione per una dura­ta lim­i­ta­ta di tem­po. Tale pro­ced­i­men­to con­sente di non cari­care ecces­si­va­mente il col­ore ed ottenere un prodot­to dalle tonal­ità rosa del­i­cate ed incon­fondibili, che si dif­feren­zia rad­i­cal­mente dagli altri rosati per la flo­re­al­ità del suo bou­quet e per l’acid­ità tipi­ca delle pro­duzioni garde­sane, che uni­ta alla strut­tura spes­so sor­pren­dente ne fa un vino estrema­mente ver­sa­tile ed adat­to ai più dif­fer­en­ti accosta­men­ti.

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