Respinta l’ideadella pistaper idrovolanti

Assemblea del Consorzio del demanio

01/12/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Instal­lare una pista di atter­rag­gio degli idro­volan­ti sul Gar­da? La ha chiesto un parere ai sin­daci del­la riv­iera bres­ciana che, riu­ni­ti in assem­blea a Salò, han­no rispos­to di no.«Da – spie­ga Bernar­do Berar­dinel­li, pres­i­dente del Con­sorzio per il demanio che rag­grup­pa tutte i comu­ni del­la spon­da ori­en­tale del lago (14), e i tre dell’Eridio — ci han­no chiesto il parere sul­la pos­si­bil­ità di creare una base. Vor­reb­bero uno spazio a ter­ra di 4–5mila metri qua­drati e cor­ri­doi in acqua. La Regione avrebbe indi­ca­to Sirmione come local­ità preferi­ta. Ma vuole sapere cosa ne pen­si­amo tut­ti noi».I SINDACI o i loro del­e­gati, per lo più asses­sori, si sono guar­dati in fac­cia, espri­men­do un net­to dis­senso. Queste le obiezioni emerse nel dibat­ti­to. «Il munici­pio dovrebbe met­tere a dis­po­sizione una super­fi­cie molto ampia. Poi bisogna indi­vid­uare una rot­ta di sicurez­za sul lago, ed effet­tuare il col­lega­men­to con la ter­rafer­ma. Si trat­ta di un’idea che non serve a nul­la, se non per qualche ric­cone che intende toglier­si lo sfizio di un volo dalle nos­tre par­ti. Par­las­si­mo di eli­cot­teri per offrire un servizio di pron­to inter­ven­to san­i­tario, e dell’individuazione di una rete di pun­ti-sos­ta, allo­ra sì, la cosa inter­esserebbe. Ma il dis­cor­so degli idro­volan­ti non è fun­zionale allo svilup­po tur­is­ti­co». Da qui un sec­co no.Con il ter­mine idro­volante si inten­dono gli aerei in gra­do di decol­lare ed ammarare dal­l’ac­qua. Pos­sono essere clas­si­fi­cati in base al sis­tema di sos­ten­ta­men­to (gal­leg­gia­men­to) oppure alla pos­si­bil­ità di oper­are anche da super­fi­ci ter­restri (anfibi). I pri­mi, in genere pic­coli monomo­tore (Cess­na, Pipe, De Hav­il­land), mon­tano degli «scar­poni». I più grossi, esem­pio i Canadair, uti­liz­zano la fusoliera come lo scafo di una imbarcazione.IL GARDA ha sem­pre avu­to una tradizione in mer­i­to. Dopo aver con­quis­ta­to la cop­pa Louis Bléri­ot con un volo da Por­to Reca­nati (Mac­er­a­ta) a Por­to Corsi­ni (Raven­na) e ritorno, alla media di 619,374 km., il 22 giug­no 1934 Francesco Agel­lo toc­cò a Desen­zano i 730. Un risul­ta­to sbalordi­ti­vo, ma il risul­ta­to non poté essere omologa­to per la man­can­za di cronometristi e per l’in­ter­ruzione del­la pro­va, causa­ta dal dis­tac­co di una punti­na plati­na­ta di un mag­nete. Sem­pre a quei tem­pi Fran­cia, Italia, Inghilter­ra e Sta­ti Uni­ti dis­puta­vano la cop­pa Schneider.

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