Case scoperchiate, camping devastati, venti feriti. La Prefettura: danni gravissimi

Basso Garda nell’occhio del ciclone

05/08/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
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Chi vive sul Gar­da e del lago conosce seg­reti e capric­ci, una notte sim­i­le non l’aveva mai incon­tra­ta. Lo giu­ra­no i pesca­tori di Maner­ba, Moni­ga e San Felice: «Mai vis­to niente del genere. Ha tem­pes­ta­to come se in cielo ci fos­se una mitraglia», han­no com­men­ta­to in tan­ti ieri davan­ti al por­to. La Valte­n­e­si ha subito dan­ni ingen­tis­si­mi; Maner­ba. Moni­ga e Raf­fa di Pueg­na­go han­no ripor­ta­to i dan­ni mag­giori: auto dis­trutte, tet­ti e finestre bucati dai grossi chic­chi, alberi cadu­ti. «Ero a Raf­fa di Pueg­na­go — rac­con­ta­va una don­na, 32 anni -: ho vis­to la gran­dine cadere, trasporta­ta da un ven­to for­tis­si­mo. Era una trom­ba d’aria. Ha grand­i­na­to per 35 minu­ti». «Una mia vic­i­na ha pesato un chic­co — dice una 77enne di Padenghe, indi­can­do il por­tone in leg­no mas­s­ic­cio divel­to dal­la gran­dine -: era un etto e mez­zo!». Inutile ogni riparo. Ter­rore a Maner­ba nei campeg­gi «Al Rio» e «Pieve», dove alla fine si sono con­tati una venti­na tra fer­i­ti e con­tusi. Molti i tur­isti col­pi­ti dal­la gran­dine men­tre cer­ca­vano di portare al riparo auto e camper spo­sta­ti dal ven­to sino al lago o rib­al­tati. Dan­ni anche alle attiv­ità indus­tri­ali e arti­gianali. Tra le più col­pite la «Avanzi», che pro­duce olio e . Seri prob­le­mi anche ai vigneti. «Bisogna atten­dere almeno un giorno per il pri­mo cal­co­lo dei dan­ni. Si è trat­ta­to di un even­to eccezionale che ha col­pi­to diverse zone del Bres­ciano. Atten­di­amo la ria­per­tu­ra delle attiv­ità per un pri­mo cen­si­men­to», ha affer­ma­to dopo una notte in bian­co il fun­zionario del­la Prefet­tura Gian­car­lo Di Vin­cen­zo, che in stret­to con­tat­to col prefet­to Anna Maria Can­cel­lieri ha coor­di­na­to gli uomi­ni del­la , delle squadre di soc­cor­so, dei vig­ili del fuo­co che han­no mes­so in cam­po cir­ca 200 uomi­ni per prosci­u­gare case e scant­i­nati, rimuo­vere alberi peri­colan­ti. Bat­tes­i­mo del fuo­co per la polizia provin­ciale, inter­venu­ta per ren­dere più scor­rev­ole la via­bil­ità e assis­tere gli auto­mo­bilisti in dif­fi­coltà. Una notte da incubo, un even­to eccezionale dal pun­to di vista mete­o­ro­logi­co. I dan­ni ammon­tano a svariati mil­ioni di euro. Il ritorno del sole ha per­me­s­so di iniziare i lavori di bonifi­ca, di coprire i tet­ti. I vig­ili del fuo­co han­no avu­to più di cen­to chia­mate, una cinquan­ti­na i volon­tari del Gar­da. Molti gli inter­ven­ti del 118. E chi ha potu­to si è arran­gia­to da solo, con sec­chi, pale, scope e stracci.

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