Il Comune spenderà per la viabilità alternativa circa 280mila euro. L’itinerario più suggestivo raggiungerà la baia del Vento

Biciclette, largo alle piste

Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

A S. Felice del Bena­co la dit­ta Roda di Pon­te­vi­co sta real­iz­zan­do per con­to del munici­pio un sis­tema di per­cor­si tur­is­ti­co-ambi­en­tali attrez­za­ti. Il pri­mo stral­cio col­legherà il largo mar­ci­apiede di via Bertazzi, che unisce il capolu­o­go a Portese, con San Fer­mo e la spi­ag­gia del­la baia del Ven­to, di fronte all’iso­la Cavaz­za. Impor­to al net­to del­l’I­va: 278.695 euro, cir­ca 550 mil­ioni di vec­chie lire. «Nel giug­no 2001 — ricor­da Ele­na Lom­bar­di, con­sigliere comu­nale del­e­ga­to gli architet­ti Giusep­pina Fanoni e Andrea Bona com­ple­tarono il prog­et­to pre­lim­inare per la real­iz­zazione del­l’­opera. Il trac­cia­to prescel­to, che si estende per cir­ca sette chilometri e mez­zo, è il frut­to di atten­ti sopral­lu­oghi e di moltepli­ci con­fron­ti. L’o­bi­et­ti­vo: dotare San Felice di un sis­tema di per­cor­si cicla­bili o pedonali che, col­le­gan­do organi­ca­mente tut­to il ter­ri­to­rio, diven­ga un incen­ti­vo ad una mobil­ità alter­na­ti­va a quel­la tradizionale, e dia un forte con­trib­u­to alla pro­mozione di un tur­is­mo sosteni­bile. Nel con­tem­po ci siamo impeg­nati affinché il per­cor­so fos­se effet­ti­va­mente real­iz­z­abile e, a fronte dei ben­efi­ci che deriver­an­no agli abi­tan­ti e alle attiv­ità eco­nomiche, com­por­tasse il minor sac­ri­fi­cio per i pri­vati pro­pri­etari delle aree». Il trac­cia­to com­p­lessi­vo si può sostanzial­mente sud­di­videre in tre par­ti. Il pri­mo trat­to, di 2.040 metri, in cor­so di ese­cuzione, unirà i cen­tri stori­ci con la baia del Ven­to a S. Fer­mo e il por­to di San Felice. Par­tendo dal­l’in­cro­cio di via delle Gere con via Bertazzi (zona del cimitero), rag­giungerà l’innesto con la stra­da per la baia del Ven­to, pros­eguen­do suc­ces­si­va­mente lun­go via Bena­co e via San Fer­mo. Il per­cor­so ciclo-pedonale cor­rerà par­al­le­lo a via delle Gere fino all’al­tez­za del nuo­vo oleifi­cio del­la coop­er­a­ti­va, devian­do poi lun­go l’e­sistente stra­da con­sorziale fino ad arrivare allo sboc­co su via Bena­co. Da qui è pos­si­bile scen­dere ver­so la baia o pros­eguire sino a rac­cor­dar­si con la esistente di acces­so ai campeg­gi For­nel­la e Moss. È in cor­so di prog­et­tazione defin­i­ti­va la pros­e­cuzione fino al por­to di San Felice: un’oc­ca­sione impor­tante per com­pletare il lun­go­la­go e, al tem­po stes­so, inter­venire sui fenomeni di ero­sione e degra­do che afflig­gono la cos­ta. Sot­to l’azione del moto ondoso è sta­to infat­ti asporta­to il mate­ri­ale ghi­aioso del­la spi­ag­gia, e in certe sta­gioni del­l’an­no il tran­si­to è dif­fi­coltoso. Il prog­et­to gen­erale prevede un suc­ces­si­vo lot­to: dal con­fine con Salò al por­to di Portese, com­ple­tan­do il lun­go­la­go fino a pun­ta Como. L’itin­er­ario ver­rà chiu­so con l’ul­ti­mo trat­to, solo pedonale, dal­l’in­can­tev­ole pun­ta Como fino alla baia del Ven­to. «La filosofìa com­p­lessi­va a cui si ispi­ra­no gli inter­ven­ti — pros­egue Lom­bar­di nel­la sua accu­ra­ta relazione — è quel­la del minor impat­to ambi­en­tale pos­si­bile. In con­sid­er­azione del pre­gio pae­sag­gis­ti­co delle aree attra­ver­sate, si sono adot­tati tut­ti gli accorg­i­men­ti tipi­ci del­la ingeg­ne­r­ia nat­u­ral­is­ti­ca, che con­sentono di oper­are con la mas­si­ma atten­zione al con­testo nat­u­rale. Le opere di sca­vo e ripor­to di mate­ri­ale sono quin­di lim­i­tate al min­i­mo. Si è inoltre cer­ca­to di sfruttare le strade inter­poder­ali esisten­ti. La larghez­za media del per­cor­so è di due metri e mez­zo. Il man­to di pavi­men­tazione ver­rà real­iz­za­to in asfal­to a bas­so impat­to con un mate­ri­ale che, pur garan­ten­do un effet­to finale sim­i­le allo ster­ra­to, con­sente di avere una buona resisten­za nel tem­po. Nei pun­ti panoram­i­ci sono pre­viste delle piaz­zole di sos­ta attrez­zate con pan­chine, ces­ti­ni por­ta-rifiu­ti e sosteg­ni per le bici­clette. Par­ti­co­lare atten­zione è ded­i­ca­ta alla sicurez­za degli attra­ver­sa­men­ti stradali. Per favorire l’u­ti­liz­zo anche durante le prime ore not­turne del­la sta­gione esti­va si prevede di instal­lare un sis­tema di illu­mi­nazione, tipo seg­na-pas­so, con faret­ti incas­sati. Per quan­to riguar­da le poche opere di sosteg­no del ter­reno, niente muri in cal­ces­truz­zo, ma pal­ifi­cate da rin­verdire a pra­to. Allo stes­so modo, per evitare l’ero­sione del­la spi­ag­gia, il mate­ri­ale mobile sarà trat­tenu­to con l’impiego di geo­de­ti che for­mano delle gran­di sac­che sul fon­do, nascoste alla vista. Par­ti­co­lare atten­zione si è pos­ta alla cura del verde, evi­tan­do il taglio di essen­ze alto fus­to o pre­giate (ulivi, roveri ecc.) e provve­den­do al loro rein­te­gro dove mancanti».