Secono Viola Costa, direttore artsitico del Festival,: "il Teatro del Vittoriale e, con lui, Gardone Riviera, devono diventare un riferimento mondiale e la risposta del pubblico quest'anno dimostra che la direzione è quella giusta".

Con Lou Reed il Teatro del Vittoriale segna il record storico di spettatori

Di Luca Delpozzo

Ser­a­ta mem­o­ra­bile al Nuo­vo fes­ti­val del Vit­to­ri­ale ten­er – a- mente’. Cer­to, per un’icona rock come Lou Reed, il sold out era annun­ci­a­to.  Ma all’ex leader dei Vel­vet Under­ground, il teatro del Vit­to­ri­ale e il suo pub­bli­co han­no fat­to un rega­lo aggiun­ti­vo: ieri sera, era­no poco meno di 2000 per­sone a ren­dere omag­gio non solo a un genere musi­cale, ad una filosofia di vita, ma anche ad un luo­go magi­co. Pub­bli­co com­pos­to, nonos­tante i 530 posti in pie­di, affas­ci­na­to dal lago, da una luna a metà e dalle note dure e vibran­ti di Lou Reed & Band. Anche d’Annunzio avrebbe gra­di­to. E infat­ti il risul­ta­to è sta­to un tra­guar­do stori­co, una data rossa da aggiun­gere nelle tante pagine scritte, qui al Vit­to­ri­ale, dal Poeta e non solo. In 35 anni mai l’anfiteatro del Vit­to­ri­ale era sta­to così gremi­to.   “Ser­a­ta stra­or­di­nar­ia, un’emozione che fare­mo fat­i­ca a “smaltire” – affer­ma Vio­la Cos­ta, diret­trice artis­ti­ca del ‘Nuo­vo fes­ti­val del Vit­to­ri­ale’, reduce da not­ti costel­late da poche ore di son­no —  Non solo per l’intensità dell’interpretazione di Lou Reed, ma anche per la gran­dis­si­ma rispos­ta del pub­bli­co: qua­si 2000 per­sone prove­ni­en­ti da tutte le par­ti d’Italia e del mon­do (sono sta­ti ven­du­ti bigli­et­ti in Fran­cia, Spagna, Inghilter­ra, Bel­gio, Ger­ma­nia e addirit­tura Sta­ti Uniti)per  riu­nir­si attorno a Lou in una cor­nice incan­tev­ole e mag­i­ca come quel­la dell’anfiteatro. Abbi­amo seg­na­to un record nel­la sto­ria di questo mag­nifi­co teatro”.   Un suc­ces­so, a quan­to pare, sug­gel­la­to e rac­con­ta­to dai pro­tag­o­nisti stes­si, ovvero da chi, ieri sera, era pre­sente: “Ques­ta mat­ti­na – rac­con­ta anco­ra la diret­trice artis­ti­ca —  su face­book e sul nos­tro sito piovono com­men­ti com­mossi e il leit motiv è sem­pre lo stes­so: ‘loca­tion sug­ges­ti­va e avvol­gente, inti­ma e insieme affol­la­ta di gente e di “sto­ria”, che ha reso la ser­a­ta vera­mente indi­men­ti­ca­bile’. E devo dire che uno dei pun­ti di mag­gior sod­dis­fazione quest’anno è pro­prio questo “rispet­to” che il pub­bli­co sta mostran­do per un luo­go uni­co come il Vit­to­ri­ale, la scelta che ci accor­da pref­er­en­do­lo spes­so a sedi più canon­iche ma meno sug­ges­tive. Non dimen­tichi­amo che il tour di Lou Reed quest’anno con­ta 9 tappe in Italia, eppure quel­la di Gar­done Riv­iera è sta­ta la più get­to­na­ta fin dall’inizio, il pri­mo sold out annun­ci­a­to con il pub­bli­co dis­pos­to a una lun­ga trasfer­ta pur di vedere il pro­prio ido­lo qui da noi. Tut­to questo ci con­fer­ma la nos­tra con­vinzione – con­clude poi  Vio­la Cos­ta —  è ques­ta la direzione gius­ta per far rifiorire il teatro del Vit­to­ri­ale, che ha tutte le carte in rego­la per diventare, in asso­lu­to, uno dei pal­cosceni­ci di rifer­i­men­to del­lo spet­ta­co­lo dal vivo e con­tribuire a portare il nome di Gar­done Riv­iera a bril­lare nel mon­do”.   “Nes­suno si ricor­da così tan­to pub­bli­co come ieri sera – rac­con­ta , Pres­i­dente del — l’atmosfera fes­tante è giun­ta fino al Mau­soleo dove si tro­va d’Annunzio che ieri sera balla­va insieme a noi. Preve­do per il teatro un futuro lumi­noso e splen­dente come, del resto, per tut­to il Vit­to­ri­ale. Ieri sera inoltre il con­cer­to ha avu­to un val­ore aggiun­to – con­tin­ua poi il Pres­i­dente – un’icona del rock come Lou Reed ha can­ta­to sot­to il cav­al­lo blu di un altro sim­bo­lo dell’arte e del­la bellez­za: Mim­mo Pal­adi­no. I due sono ami­ci e ovvi­a­mente molto feli­ci di questo per­fet­to con­nu­bio che si è venu­to a creare. Col­go anzi l’occasione di ques­ta con­giun­zione per antic­i­pare che, a otto­bre, un’altra opera d’arte di un artista di fama inter­nazionale arric­chirà l’anfiteatro del Vit­to­ri­ale che diven­terà, così, una vera mostra a cielo aper­to di cap­ola­vori”.   Lewis Allen Reed, questo il nome di bat­tes­i­mo del­la rock­star, con il suo spet­ta­co­lo Sweet Tooth, ieri sera a Gar­done Riv­iera ha accon­tenta­to davvero tut­ti: dai fans dei Vel­vet Under­ground, gra­zie all’apertura con “Who loves the sun”, agli aman­ti del più ‘clas­si­co’ Lou, eseguen­do le intra­montabili “Saun­day Morn­ing”, “Femme fatale” e “Sweet Jane”, fino agli oltranzisti del rock con atmos­fere dure e ruvide con pezzi come “Sense­lessy cru­el”. E se il pro­tag­o­nista indis­cus­so del pal­co è sta­to lui, il vec­chio Lou, gli applausi e la stand­ing ova­tion finale, sono sta­ti però ind­i­riz­za­ti anche all’eccellente band, che ha accom­pa­g­na­to magis­tral­mente questo mito del rock, com­pos­ta da Toni Diodore e Joseph Aram Bajakian alle chi­tarre, Robert Wasser­man al bas­so, Kevin Hearn alle tastiere, Louis Cal­houn al com­put­er, Tony Thun­der Smith alla bat­te­ria e Ulrich Krieger al sax.