Partito il restauro interno, quindi verranno realizzati i servizi: in 180 giorni il cantiere dovrebbe chiudere. L’inaugurazione avverrà in autunno con la tre giorni dedicata al miele

Dogana, ultimi mesi di lavori

21/12/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Bazerla

Un mas­si­mo di 180 giorni per effet­tuare gli inter­ven­ti di pulizia, restau­ro, con­sol­i­da­men­to, raschiatu­ra e con­sol­i­da­men­to delle mura interne del­la , nonché per con­clud­ere il restau­ro del­la fac­cia­ta mer­la­ta fronte lago e il com­ple­ta­men­to del val­lo. Ques­ta è la sca­den­za impos­ta dall’ufficio tcni­co comu­nale, set­tore lavori pub­bli­ci, per com­pletare il recu­pero sta­ti­co e fun­zionale del fab­bri­ca­to pub­bli­co più impor­tante e rap­p­re­sen­ta­ti­vo del­la cit­tà, che fu degli Scaligeri e quin­di del­la Serenis­si­ma Repub­bli­ca. A ques­ta nuo­va inizia­ti­va, pos­ta in essere dall’amministrazione comu­nale attra­ver­so un ban­do di gara pub­bli­ca, han­no ader­i­to ben 23 imp­rese spe­cial­iz­zate in restau­ri e con­ser­vazione di immo­bili stori­ci, dis­lo­cate in tut­ta Italia. L’amministrazione l’ha aggiu­di­ca­ta allo stu­dio Cam­pag­no­la Daniela di Verona, che ha offer­to un rib­as­so del 16,8 per cen­to sul prez­zo a base d’asta. In totale, l’amministrazione dovrà sostenere una spe­sa di 113mila euro. Pro­prio in forza dell’aggiudicazione dei lavori, la sig­no­ra Daniela Cam­pag­no­la ha già dato cor­so all’avvio del restau­ro all’interno del­la grande stut­tura col­lo­ca­ta sul por­to vec­chio. Ha già instal­la­to le nec­es­sarie impal­ca­ture e sta lavan­do con liq­ui­di spe­ciali le gran­di mura­ture in pietra dalle incrostazioni di mal­ta, calce, cemen­to, derivan­ti dal restau­ro totale del tet­to del­la Dogana Vene­ta. Suc­ces­si­va­mente provved­erà al con­sol­i­da­men­to di alcune pietre, al ripristi­no di altre, al com­ple­to restau­ro dei para­men­ti murari. Seguono i lavori, oltre alla Soprint­en­den­za, anche i tec­ni­ci incar­i­cati, ovvero l’ingegnere Edoar­do Otto­boni di Vil­lafran­ca e l’architetto Gior­gio Ugoli­ni di Verona. In questo mese deve poi par­tire il sec­on­do stral­cio delle opere di recu­pero del­la Dogana: ovvero la posa di tut­ti i servizi, dall’impianto di riscal­da­men­to e raf­fres­ca­men­to, ricam­bio d’aria e impianto anti­ncen­dio. L’impianto di riscal­da­men­to sarà dota­to di ven­til­con­vet­tori col­lo­cati al di sot­to del pavi­men­to e dis­lo­cati lun­go il perimetro inter­no del­la strut­tura. La pavi­men­tazione inter­na sarà in leg­no a doghe. Il piano di calpes­tio sarà real­iz­za­to con travi in leg­no lamel­lare e il sopras­tante tavola­to sarà in mul­ti­stra­to spes­so 40 mil­limetri, in olmo. All’interno ver­rà quin­di real­iz­za­ta una grad­i­na­ta per il pub­bli­co: nove gradoni in gra­do di ospitare 50 per­sone cias­cuno. Sot­to la grad­i­na­ta ver­rà real­iz­za­to un mag­a­zz­i­no-depos­i­to. «Resterà da instal­lare, a lavori interni ulti­mati» spie­ga il geome­tra Giuseppe Zani­ni, «l’impianto antivolatili, che ovvi­a­mente ver­rà instal­la­to sul tet­to e sul­la mer­latu­ra fronte lago, affinché non abbiano più a sostare i colom­bi, con le con­seguen­ze che tut­ti ben conos­ci­amo. I lavori si con­clud­er­an­no con la col­lo­cazione dell’arredamento inter­no». Le pre­vi­sioni dell’ufficio tec­ni­co sono ottimiste: tut­to dovrebbe essere pron­to entro l’inizio dell’estate 2005. «Noi come ammin­is­trazione», spie­ga l’assessore al pat­ri­mo­nio Fabio Mari­noni, «vor­rem­mo finire con la mas­si­ma celer­ità, per pot­er uti­liz­zare quan­to pri­ma la Dogana. È evi­dente che la buro­crazia e i tem­pi incer­ti dovu­ti alle dif­fi­coltà di restau­ro han­no ral­len­ta­to molto il nos­tro piano dei lavori. Con­ti­amo tut­tavia di pot­er uti­liz­zare il gioiel­lo del­la Dogana almeno per la prossi­ma fiera del miele, ovvero nell’ autun­no del 2005».

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