Acquistato dalla famiglia Biondo, sarà presentato nel debutto di sabato 31 marzo

Ecco il contrabbasso di Gasparo. Avrà una casa a Santa Giustina

23/03/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

È sta­to fis­sato saba­to 31 mar­zo il debut­to a Salò del con­tra­b­bas­so data­to 1595, costru­ito da Gas­paro Bertolot­ti e acquis­ta­to per 270 mila euro dal­la famiglia Bion­do, conosci­u­ta per l’attività nel cam­po edile, che lo ha mes­so a dis­po­sizione del comune. Nel cor­so del­la ser­a­ta (ore 21, Sala dei Provved­i­tori del Palaz­zo comu­nale) Leonar­do Colon­na, l’ex pro­pri­etario del­lo stra­or­di­nario stru­men­to, il pianista Ger­ar­do Chi­mi­ni e il Trio d’archi dell’orchestra sin­fon­i­ca del­la Rai, com­pos­to da Rober­to Righet­ti (vio­li­no), Luca Ranieri (vio­la) e Pier­pao­lo Tosi (vio­lon­cel­lo), eseguiran­no l’opera 114 «La tro­ta», che, in un cer­to sen­so, è un omag­gio al lago.«L’anno scor­so — ricor­da il sin­da­co — avu­ta notizia del­la ven­di­ta del pres­ti­gioso con­tra­b­bas­so, abbi­amo lan­ci­a­to un appel­lo final­iz­za­to a trovare un aiu­to per acquisire questo ambì­to stru­men­to musi­cale, che altri­men­ti sarebbe fini­to all’estero. La sol­lecitazione è sta­ta accol­ta dal­la famiglia Bion­do che, dopo aver­lo com­per­a­to, lo ha affida­to tramite con­ven­zione all’amministrazione munic­i­pale, che ne ha segui­to pas­so pas­so le del­i­cate e ser­rate trat­ta­tive, e potrà dis­porne per un peri­o­do di ven­ti anni, rin­nov­abile, sal­vo prelazione a con­dizioni di par­ti­co­lare van­tag­gio nell’ipotesi in cui la nuo­va pro­pri­età ne decidesse la ven­di­ta. Il con­tra­b­bas­so ha trova­to tem­po­ranea col­lo­cazione a Cre­mona, nell’importante Stradi­var­i­ano, in atte­sa dell’ultimazione dei lavori nell’antico com­p­lesso del­la chiesa di S.Giustina, dove sorg­erà il Museo del­la cit­tà di Salò e dove lo stru­men­to tro­verà la sua sede defin­i­ti­va». E il 31 mar­zo il debut­to: «Per dare il gius­to risalto all’acquisizione — con­clude Cipani — nel­la sper­an­za che l’esempio dei Bion­do ven­ga emu­la­to da altri, abbi­amo orga­niz­za­to la ser­a­ta d’onore «Il Gas­paro ritrova­to». E nell’occasione pre­sen­ter­e­mo la 49a edi­zione del Fes­ti­val vio­lin­is­ti­co inter­nazionale, che si ter­rà in estate».Flavio Dassen­no, ispet­tore ono­rario del Min­is­tero per i beni e le attiv­ità cul­tur­ali, vice pres­i­dente del Cen­tro stu­di stru­men­ti musi­cali bres­ciani, ha avu­to modo di spie­gare che «il con­tra­b­bas­so Colon­na è un pat­ri­mo­nio cul­tur­ale nazionale. Lo avreb­bero volu­to musei e collezion­isti di ogni parte del mon­do. Dob­bi­amo ringraziare le fer­ma volon­tà del suo pro­pri­etario, il mae­stro Leonar­do Colon­na, di aver­lo ven­du­to in Italia. Il cap­ola­voro tornerà a essere pien­amente godu­to dal­la comu­nità bres­ciana e da tut­ti gli appas­sion­ati. La sua acqui­sizione di può con­sid­er­are l’avvenimento più impor­tante degli ulti­mi anni, per alcune ragioni particolari».La datazione, innanz­i­tut­to, risalente alla fine del Cinque­cen­to. Questo con­tra­b­bas­so è uno dei pochissi­mi stru­men­ti tar­do-rinasci­men­tali giun­ti fino a noi in con­dizioni inte­gre. Al mon­do ce ne sono appe­na quat­tro interi, sicu­ra­mente aut­en­ti­ci, usci­ti dal­la bot­te­ga di Gas­paro (un quin­to ha la tavola armon­i­ca anti­ca, ma dub­bia). E’ in con­dizioni di per­fet­ta eccel­len­za esec­u­ti­va, quin­di non solo un pez­zo da museo. Nel ’96, per lo «Stradi­var­ius sum­mit con­cert» a Tokyo, lo han­no scel­to come fon­da­men­to a un’orchestra com­pos­ta esclu­si­va­mente di Stradi­vari. Per le sue carat­ter­is­tiche costrut­tive viene con­sid­er­a­to «unicum». Alcu­ni det­tagli, come l’elaborazione del­la tes­ta e il dis­eg­no dei fori armoni­ci, las­ciano trasparire l’influenza di Zanet­to e Pel­le­gri­no Miche­li da Mon­tichiari. Nato come vio­lone a cinque o sei corde, molto prob­a­bil­mente nel Sette-Otto­cen­to è sta­to mon­ta­to a tre corde, per poi essere defin­i­ti­va­mente mon­ta­to a quattro.

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