Da oggi nuovo servizio al «Montecroce», gestito da Pediatria e Ostetricia

Ecco l’«isola neonatale» per bimbi e madri

Di Luca Delpozzo

Novità in tema di oste­tri­cia e pedi­a­tria: l’accordo tra due set­tori ha per­me­s­so di creare un nuo­vo servizio che faciliterà l’assistenza med­ica ai pic­ci­ni e alle par­to­ri­en­ti, in modo par­ti­co­lare in fase di emer­gen­za. Da oggi infat­ti i neonati del­l’ospedale di Desen­zano pos­sono con­tare su uno spazio in cui pos­sono rice­vere l’even­tuale assis­ten­za e le prime vis­ite dei pedi­atri. Si chia­ma «iso­la neona­tale» ed è nata dal­la col­lab­o­razione tra i repar­ti di Pedi­a­tria ed Oste­tri­cia del «Mon­te­croce». «Questo nuo­vo spazio — spie­ga il pri­mario pedi­atra Gio­van­ni Berga­m­aschi — fa diminuire il “traf­fi­co” nel­la sala par­to, per­ché i col­leghi han­no un pun­to ben pre­ciso dove recar­si nel momen­to del­la nasci­ta del bim­bo evi­tan­do il ris­chio di pos­si­bili infezioni. Inoltre con­sente un miglior uti­liz­zo degli spazi e l’assen­za di sprechi. C’è poi un aspet­to psi­co­logi­co per la madre: se il neona­to dovesse aver bisog­no di urgente assis­ten­za, ques­ta avver­rebbe nel­l’iso­la neona­tale e non più alla sua pre­sen­za». Sod­dis­fat­to di questo nuo­vo servizio anche il pri­mario di Oste­tri­cia, Sil­vano Zaglio. «Sicu­ra­mente viene miglio­ra­ta la ges­tione delle urgen­ze che pos­sono ver­i­fi­car­si durante un par­to. Inoltre, l’iso­la s’in­te­gra per­fet­ta­mente con l’at­tiv­ità del nos­tro repar­to, per esem­pio nel caso di un taglio cesareo, per­ché evi­ta alla par­to­ri­ente il dis­a­gio di uno sposta­men­to forza­to dal­l’oste­tri­cia alla sala oper­a­to­ria». L’iso­la neona­tale, ubi­ca­ta nel repar­to ostet­ri­co, è comu­ni­cante anche con le sale oper­a­to­rie ed è dota­ta di tutte le apparec­chia­ture utili per garan­tire assis­ten­za ai neonati. Al suo inter­no si trovano due let­ti­ni (uno è sta­to dona­to da «Humana»), due fas­ci­a­toi ed un sat­urimetro, stru­men­to che misura la pre­sen­za di ossigeno nel sangue, quin­di una termoculla.