Gasparo da Salò: figlio d’arte

25/04/2020 in Cultura
Di Redazione

Gas­paro nacque a Salò il 20 mag­gio 1540, da una famiglia con inter­es­si arti­gianali, giuridi­ci, artis­ti­ci, oppor­tu­nità, poiché l’ambiente artis­ti­co era molto ric­co e vivace. Figlio e nipote di due suona­tori e musi­ci, nonché com­pos­i­tori, pro­fes­sion­isti di altissi­mo liv­el­lo, Francesco e Agostino;.lo zio fu il pri­mo mae­stro di cap­pel­la di Salò, il figlio Bernardi­no, cug­i­no di Gas­paro, musicista pri­ma a Fer­rara alla poten­tis­si­ma corte degli Esten­si e poi a Roma come “Musi­co di Sua San­tità il Papa nel Castel­lo di S. Ange­lo”.

La for­mazione musi­cale e liu­taria di Gas­paro, sicu­ra­mente di alto liv­el­lo visti i prece­den­ti, avviene in famiglia. Alla morte del padre, attorno al 1562, si trasferisce a Bres­cia. Affit­ta casa e bot­te­ga in un quartiere nevral­gi­co del­la vita musi­cale, la Con­tra­da det­ta degli Anteg­nati per la pre­sen­za del­la famosa dinas­tia di orga­nari, nel­la Quadra Sec­on­da di S. Gio­van­ni, di fronte al Palaz­zo Vec­chio del Podestà (oggi via Cairoli) e si sposa tre anni dopo, con il lavoro e le ren­dite che gli per­me­t­tono di con­durre all’altare Isa­bet­ta Cas­set­ti figlia di un arti­giano ceramista e vetraio.

La sua vita si svilup­pa con rap­por­ti amichevoli, di parte­ci­pazione artis­ti­ca e pro­fes­sion­ali con Giro­lamo Virchi, defini­to in doc­u­men­to del 1563 “mae­stro di stru­men­ti de musi­ca”, il quale nel 1565 sarà padri­no di bat­tes­i­mo del figlio Francesco, il pri­mo di ben altri sei, tre maschi chia­mati Mar­can­to­nio, due dei quali mor­ti qua­si subito, e tre fem­mine.

In quel quartiere si crea un’amicizia con due quo­tatis­si­mi organ­isti del­la Cat­te­drale di Bres­cia, Flo­ren­tio Mas­cara e il suo suc­ces­sore Costan­zo Anteg­nati e inoltre un son­ador di vio­li­no, Giuseppe Big­i­ni, che gli aprono nuovi oriz­zon­ti.

Negli anni a seguire la sua bot­te­ga diviene rap­i­da­mente une delle più impor­tan­ti d’Europa, se non la più impor­tante, del­la sec­on­da metà del 1500 per la pro­duzione degli archi.

Svilup­pa un’arte e un’attività sem­pre più invidi­a­bile con ben 5 allievi: il figlio pri­mo­gen­i­to Francesco, il francese Alessan­dro de Mar­sili­is, Gio­van Pao­lo Mag­gi­ni, Gia­co­mo Lafran­chi­ni ed un cer­to Bat­tista. Le esportazioni rag­giun­gono Roma, Venezia e la Fran­cia,

I suoi stru­men­ti sono sta­ti apprez­za­ti dalle migliori cor­ti europee dell’epoca e dai più gran­di geni musi­cali per le loro mer­av­igliose qual­ità sonore quali Lud­wig van Beethoven, Domeni­co Drag­onet­ti e sono sta­ti, fin dall’antichità, tra i più copiati al mon­do, dal­la scuo­la tedesca, inglese e francese e più recen­te­mente da quel­la amer­i­cana e giap­ponese nonché negli ulti­mi anni anche da quel­la cinese.

Costruì vio­li­ni con le mis­ure già per­fette di un vio­li­no mod­er­no, in un’epoca non anco­ra stan­dard­iz­za­ta, oltre a mod­el­li pic­coli ma soprat­tut­to gran­di, costruì vio­le di diverse taglie da gran­dis­sime a pic­col­is­sime (da 39 a 44,5 cm, con­tral­to e tenore entrambe a loro vol­ta di taglia grande o pic­co­la), vio­le da gam­ba, vio­loni, vio­lon­cel­li, con­tra­b­bassi, prob­a­bil­mente lire e lironi.

Gli stru­men­ti migliori di Gas­paro sono le vio­le e i con­tra­b­bassi, prefer­i­ti dai vir­tu­osi di tut­to il mon­do, per le loro sonorità, a quel­li di Stradi­vari, assieme a quel­li del suo allie­vo Mag­gi­ni, essendo dotati di un tim­bro, di una rapid­ità di rispos­ta e di una poten­za insu­per­ate. Per la sua poliedric­ità artis­ti­ca e per il peri­o­do di tran­sizione in cui ha oper­a­to, molte delle carat­ter­is­tiche dell’arte gas­par­i­ana sono anco­ra da apprez­zare appieno, attra­ver­so uno stu­dio real­mente appro­fon­di­to di tut­ta la sua pro­duzione.