Oggi la presentazione di un volume di storia locale Magnifica patria

Gli archivi comunali svelano la Riviera

11/03/2005 in Cultura
Parole chiave: -
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Oggi alle ore 17.30, nel salone del­la Domus a Salò, ver­rà pre­sen­ta­to il vol­ume «La Riv­iera di Salò: pagine d’archiv­io», cura­to dal grup­po di lavoro del­l’archiv­io stori­co comu­nale. L’in­con­tro rien­tra nel ciclo orga­niz­za­to dal­l’Ate­neo, guida­to dal pro­fes­sor , pres­i­dente del­la . Negli arma­di del salone con­sil­iare del Palaz­zo munic­i­pale, ora chiu­so per le crepe provo­cate dal ter­re­mo­to, ci sono migli­a­ia di volu­mi apparte­nen­ti al comune di Salò e alla Mag­nifi­ca Patria. In ques­ta mas­sa car­tacea trovano tes­ti­mo­ni­an­za sec­oli di sto­ria del­la cit­tà e del­la riv­iera. Buona parte del peri­o­do doc­u­men­ta­to coin­cide col dominio di Venezia. L’esten­sione tem­po­rale e la ric­chez­za del mate­ri­ale, a cui si devono aggiun­gere altri archivi meno con­sis­ten­ti ma ugual­mente inter­es­san­ti, per­me­t­tono di cer­care nel­la conoscen­za del pas­sato le radi­ci e gli ele­men­ti che carat­ter­iz­zano la pro­pria iden­tità cul­tur­ale. Nel ’98 è inizia­ta l’in­ven­tari­azione del mate­ri­ale rel­a­ti­vo alla Mag­nifi­ca Patria: un’­opera fati­cosa e lun­ga, anco­ra in cor­so. Il libro che sarà pre­sen­ta­to oggi offre un pri­mo spac­ca­to del­l’archiv­io, la cui anal­isi, per quan­to non con­clusa, con­sente di conoscere alcu­ni momen­ti ril­e­van­ti del­la comu­nità riv­ieras­ca. Il vol­ume si affi­an­ca a quel­lo edi­to nel ’97, rel­a­ti­vo ai reg­istri comu­nali, e rap­p­re­sen­ta la pre­mes­sa di un’­opera ormai nec­es­saria e pos­si­bile, da lun­go tem­po atte­sa ma non anco­ra con­cepi­ta: la sto­ria di Salò e del­la spon­da occi­den­tale del lago. La fed­er­azione di local­ità che, dal Cinque­cen­to, fu chia­ma­ta Mag­nifi­ca Patria era già cos­ti­tui­ta pri­ma del 1334, anno in cui ven­nero riv­isti gli statu­ti. Nel sec­o­lo XIV ottenne per un breve peri­o­do il pro­tet­tora­to di Venezia. Quin­di passò ai Vis­con­ti, sig­nori e duchi di . Tornò alla Serenis­si­ma con un atto di dedi­zione del 1426, e tale rimase fino al 1797, tranne un breve peri­o­do di sud­di­tan­za francese agli inizi del Cinque­cen­to. Nel 1489–90, a Portese, furono stam­pate le norme crim­i­nali. Il ter­ri­to­rio, sud­di­vi­so in sei quadre (Gargnano, Mon­tagna, Mader­no, Salò, Valte­n­e­si e Cam­pagna, vale a dire la parte bas­sa del Gar­da), com­pren­de­va 34 comu­ni. Se ne aggre­garono altri otto (Tig­nale, Mus­lone, Boton­a­go, Bura­go, Arza­ga, Dru­go­lo, Maguz­zano), che non era­no però rap­p­re­sen­tati nel con­siglio gen­erale. Il provved­i­tore-cap­i­tano, rap­p­re­sen­tante di Venezia, risiedette sem­pre a Salò, benchè Mader­no (capolu­o­go del­la Mag­nifi­ca Patria fino al 1377) chiedesse l’al­ter­nan­za fra i due cen­tri. Il provved­i­tore ammin­is­tra­va la gius­tizia crim­i­nale (quel­la civile spet­ta­va a un patrizio bres­ciano, col tito­lo di podestà) e con­vo­ca­va il con­siglio gen­erale (sen­za avere dirit­to di voto), pre­siedu­to dal sin­da­co spe­ciale, affi­an­ca­to da sei dep­u­tati con incar­ichi esec­u­tivi e di con­trol­lo. L’archiv­io del­la Mag­nifi­ca Patria, rac­colto in arma­di costru­iti apposi­ta­mente dal­l’in­taglia­tore Gia­co­mo Manovali e dec­o­rati dal pit­tore salo­di­ano Gia­co­mo Gen­tili, è sta­to rior­di­na­to nel 1906 da Gio­van­ni Livi, diret­tore del­l’Archiv­io di sta­to di Bologna, dopo avere ricop­er­to la stes­sa car­i­ca a Bres­cia. Il suo inven­tario è divi­so in sei sezioni: pre­lim­i­nari (statu­ti ducali orig­i­nali, reg­istri, ordi­na­men­ti, fogli­azzi, estra­or­di­nari); uffi­ci, con­gregazioni spe­ciali, affari diver­si (san­ità, allog­gia­men­ti mil­i­tari, pro­ces­si fra la riv­iera e altri enti di ter­rafer­ma); esti­mo gen­erale (cen­si­men­to di beni mobili e immo­bili); mas­saria (con­tabil­ità e tesore­ria del­l’am­min­is­trazione); carte estra­nee (tra cui reg­istri di notai); mag­i­s­tra­ture (il nucleo più ril­e­vante è cos­ti­tu­ito dalle raspe, ossia volu­mi in perga­me­na delle sen­ten­ze del Provved­i­tore). I «pezzi» inven­tariati sono 783. Molti, però, com­pren­dono diver­si reg­istri e fas­ci­coli, per cui le unità che potran­no risultare dal­l’in­ven­tario analiti­co in cor­so saran­no più di duemila.

Parole chiave: -