Viaggio ieri pomeriggio nel cantiere comunale nel giorno dell’anniversario. Un milione e 300 mila euro dalla «Reale», due milioni e 300 il contributo regionale

I lavori? In parte li paga l’assicurazione

25/11/2005 in Attualità
Di Luca Delpozzo
s.za.

Da mesi il Palaz­zo comu­nale di Salò, chiu­so subito dopo il ter­re­mo­to, è ingab­bi­a­to per i lavori dell’impresa edile Luciano Berto­la­sio di Tig­nale. Nel tar­do pomerig­gio di ieri ha ria­per­to i bat­ten­ti, in via provvi­so­ria e del tut­to eccezionale. Il sin­da­co ha fat­to gli onori di casa, accom­pa­g­nan­do Gui­do Berto­la­so, respon­s­abile del­la , il Prefet­to Maria Tere­sa Cortel­lessa Dell’Orco, la vicepres­i­dente del­la , Viviana Becca­los­si, l’assessore provin­ciale Cor­ra­do Sco­lari e altre autorità in una visi­ta all’interno. C’erano vig­ili urbani, , i , i fun­zionari del Pirelli­no, ecc. Man­ca­va «il com­mis­sario» Mas­si­mo Busce­mi, vola­to via dopo la riu­nione in cit­tà. Pri­ma la scali­na­ta, poi il salone con­sil­iare con la grande tela del Bertan­za e il bus­to di Gas­paro, con­sid­er­a­to l’inventore del vio­li­no, quin­di le altre stanze. Piange il cuore entran­do nel­la Sala dei Provved­i­tori, restau­ra­ta poco pri­ma del­la ter­ri­bile scos­sa e ora seg­na­ta ovunque. Sem­bra d’essere in locali appe­na abban­do­nati da profughi dis­perati. L’architetto Anna Gat­ti, respon­s­abile dell’Ufficio tec­ni­co, e il geome­tra Ange­lo Del Miglio (han­no redat­to il prog­et­to, assieme a Pao­lo Beschi, allo stu­dio Techne di Bres­cia e all’ingegnere Gian­ni Zilet­ti), spie­gano, illus­tra­no, chiariscono. Assi­cu­ra­no che, per il mese di aprile, l’intervento sarà com­ple­ta­to. Il sin­da­co annun­cia che il cos­to com­p­lessi­vo sarà di tre mil­ioni e 600 mila euro. «Due mil­ioni e 300 — ram­men­ta Cipani — è l’ammontare del con­trib­u­to del­la Regione Lom­bar­dia. La cifra restante (un mil­ione e 300 mila) l’abbiamo ottenu­ta dal­la Reale Assi­cu­razione. E qui voglio ringraziare il nos­tro diret­tore gen­erale, Giuseppe Iovene, che alcu­ni anni fa mod­i­ficò le polizze, chieden­do alle com­pag­nie di intro­durre il ris­chio ter­re­mo­to. Alle casse comu­nali il restau­ro del Palaz­zo non costerà nul­la. Quan­do lo inau­gur­ere­mo, in pri­mav­era, sono sicuro che arriverà gente da ogni parte. Per­chè questo edi­fi­cio è un sim­bo­lo». Il fab­bri­ca­to, sul lun­go­la­go, deri­va dal­l’u­nione di due edi­fi­ci costru­iti in epoche diverse. Gli stori­ci con­cor­dano nel ritenere che la costruzione risal­ga alla fine del XV sec­o­lo, su dis­eg­ni del­l’ar­chitet­to Sanso­vi­no, il cui vero nome era Jacopo Tat­ti. Dopo il ter­re­mo­to la situ­azione si è pre­sen­ta­ta gravis­si­ma. Nei muri, fes­sur­azioni con anda­men­to diag­o­nale o ver­ti­cale. E scon­nes­sioni, soprat­tut­to sul­la fac­cia­ta a lago, con rotazione e sposta­men­to ver­so l’ester­no. I dan­ni mag­giori local­iz­za­ti nei muri che ave­vano subito rimaneg­gia­men­ti per aper­ture o tam­pon­a­men­ti di varchi o nic­chie, e in quel­li di minore con­sis­ten­za per spes­sore. I solai esisten­ti, real­iz­za­ti con travet­ti e assi­to lignei, non sono sta­ti in gra­do di ripar­tire le azioni sis­miche oriz­zon­tali sulle pareti più resisten­ti. Nes­sun disses­to, invece, per le fon­dazioni. Berto­la­so, con­trol­la­to a vista dal suo (qua­si) omon­i­mo Berto­la­sio, ascol­ta con inter­esse. Cipani ringrazia le isti­tuzioni per tut­to quan­to han­no fat­to. La Becca­los­si assi­cu­ra scher­zosa­mente che, alle prossime ammin­is­tra­tive, pren­derà in con­sid­er­azione l’ipotesi di can­di­dar­si a sin­da­co di Salò. Local­ità famosa per la Repub­bli­ca sociale ital­iana di Ben­i­to Mus­soli­ni. Il cor­teo sale al sec­on­do piano, dove l’impresa edile ha inizia­to i lavori. Ma non c’è molto tem­po. Bisogna par­tire per Sopraponte di Gavar­do, quin­di Pom­peg­ni­no di Vobarno. Un viag­gio tra i cantieri. Anche se c’è buio, e si veda molto poco.