I robot collaborativi: una soluzione di automazione economica, flessibile e sicura

02/03/2021 in Attualità
Di Redazione

La scar­sità di man­od­opera disponi­bile per tante imp­rese sta diven­tan­do un vero e pro­prio dram­ma, anche dal pun­to di vista degli inves­ti­men­ti. La ten­den­za del­la pic­co­la e media indus­tria è quel­la di ori­en­tar­si ver­so per­son­ale con un ele­va­to gra­do di for­mazione da inserire in ruoli e com­pi­ti speci­fi­ci e a val­ore aggiun­to, del­e­gan­do le attiv­ità di fat­i­ca, peri­colose e ripet­i­tive alle macchine.

Si trat­ta di una ten­den­za indus­tri­ale pre­sente da moltissi­mo tem­po, ma che soltan­to di recente si sta con­cretiz­zan­do gra­zie alla matu­rità del­la robot­i­ca (che negli ulti­mi anni si è dif­fusa cap­il­lar­mente all’in­ter­no di aziende che pri­ma non avreb­bero potu­to met­tere in bud­get questo tipo di dis­pos­i­tivi) e all’uso dei cobot, i robot collaborativi.

Per­ché inve­stire in automazione e robotica

L’in­dus­tria da molto tem­po si tro­va di fronte ad un poten­ziale pun­to di crisi lega­to anche al cos­to del lavoro ed è nec­es­sario affrontare pri­ma pos­si­bile la situ­azione. Avere per­son­ale con un bas­so gra­do di for­mazione è una poten­ziale perdi­ta grave per un’azien­da, per­ché tenere immo­bi­liz­za­to un dipen­dente in una postazione a scar­so val­ore aggiun­to è soltan­to un costo.

Meglio inve­stire sul­la sua spe­cial­iz­zazione e del­e­gare ai robot indus­tri­ali i com­pi­ti ripet­i­tivi, quel­li peri­colosi oppure fati­cosi, sceglien­do invece di pas­sare un dipen­dente ad un ruo­lo di over­head per pro­ces­si pro­dut­tivi ad alto val­ore aggiun­to, o meglio anco­ra a posizioni discrezionali.

La sos­ti­tuzione del per­son­ale in certe posizioni è inevitabile. Non si trat­ta di un prob­le­ma, ma piut­tosto di un’oc­ca­sione per inve­stire sul fat­tore umano, cre­an­do spazio per nuovi posti di lavoro in par­ti­co­lare per i gio­vani, e per aprir­si a nuove prospet­tive, ottimiz­zan­do al meglio gli asset aziendali.

Bas­ta pren­dere come esem­pio un cobot per il pal­let­ting: un com­pi­to fati­coso che sostanzial­mente non ha val­ore aggiun­to, ma che richiede comunque un dis­cre­to gra­do di pre­ci­sione soprat­tut­to quan­do il pack­age è par­ti­co­lare o il prodot­to fragile.

I robot sono versatili

Per molto tem­po ci siamo abit­uati a pen­sare ai robot indus­tri­ali come grosse mac­chine che pos­sono svol­gere una sola fun­zione o un numero di com­pi­ti ristret­to, un po’ come un tornio oppure una nas­tra­trice. I cobot, nuo­va gen­er­azione di mac­chine con un ele­va­to gra­do di adat­ta­bil­ità, anche gra­zie all’elevato numero di gra­di di lib­ertà (disponi­bili per molti mod­el­li) si pos­sono rap­i­da­mente adattare in sicurez­za a varie posizioni all’in­ter­no del­la cate­na di produzione.

L’approccio alle mac­chine di ulti­ma gen­er­azione prevede la creazione di robot che richiedono un set-up min­i­mo per essere adat­tati a nuovi com­pi­ti, con la pos­si­bil­ità di espan­dere in maniera mod­u­lare il con­trol­lo, inserir­li in reti dis­tribuite e uti­liz­zare un soft­ware pen­sato per con­sen­tire lo svilup­po su vari gra­di delle routine.

Imp­ie­gan­do inter­fac­ce gra­fiche molto sem­pli­ci e intu­itive, un numero ridot­to di coman­di e pro­ce­dure editabili è infat­ti sem­plice ricon­ver­tire anche diret­ta­mente in azien­da una macchi­na se deve assol­vere a nuovi com­pi­ti, las­cian­do così i dipen­den­ti liberi di dedi­car­si a lavo­razioni più red­di­tizie e che pos­sano spin­gere in avan­ti le posizioni dell’impresa nel suo set­tore di vocazione.

La riv­o­luzione dei robot pas­sa anche attra­ver­so il calo dei prezzi rispet­to alle vec­chie mac­chine, ren­den­doli un inves­ti­men­to in gra­do di rias­sor­bir­si in tem­pi ragionevol­mente bre­vi anche per aziende di dimen­sioni non molto gran­di. Offrono una serie di van­tag­gi con­sid­erevoli anche dal pun­to di vista del­la salute dei dipen­den­ti che si trovano così svin­co­lati da com­pi­ti poten­zial­mente peri­colosi o degradanti.