Il clou dell’iniziativa è previsto per domenica, ma già domani sarà possibile partecipare ad incontri all’insegna dell’enogastronomia. Quattro itinerari, 23 poderi: da Capriano del Colle a Garda e Franciacorta

Il turismo passa nelle cantine aperte

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Di Luca Delpozzo
Claudio Andrizzi

L’esercito dei tur­isti del si mobili­ta per l’edizione 2006 di «Can­tine Aperte»: sono ben 111 le aziende vitivini­cole lom­barde, lig­uri e svizzere che per l’intera gior­na­ta di domeni­ca apri­ran­no i can­cel­li ai vis­i­ta­tori per l’ormai tradizionale man­i­fes­tazione orga­niz­za­ta dal Movi­men­to Tur­is­mo del Vino Lom­bar­do. Bres­cia, anche quest’anno, sarà in pri­ma lin­ea: 23 le can­tine aperte nel­la nos­tra provin­cia, sud­di­vise in quat­tro itin­er­ari che coin­ci­dono con altret­tante aree vini­cole Doc. In alcune aziende la fes­ta com­in­cerà già nel­la ser­a­ta di saba­to, con pro­poste con­vivi­ali su preno­tazione che offriran­no agli «enonau­ti» l’occasione di seder­si a tavola diret­ta­mente con i «padroni di casa». Immu­ta­ta la for­mu­la: con un con­trib­u­to di 10 euro si ricev­erà nel­la pri­ma can­ti­na un cal­ice da degus­tazione in sac­ca, si potran­no degustare i vini di tutte le aziende ed anche venire iscrit­ti di dirit­to al Club dei Tur­isti del Vino del­la Lom­bar­dia. La vera novità di quest’anno sarà il debut­to fra gli itin­er­ari del­la zona del Capri­ano del Colle: un’occasione imperdi­bile per conoscere quel pic­co­lo par­adiso verde chiam­a­to Mon­tenet­to nascos­to a pochi minu­ti di auto dai capan­noni del­la Quin­zanese. Due le aziende da vis­itare: La Vigna di Anna Bot­ti e l’agricola San Michele, che pro­pone anche passeg­giate tra i vigneti con tappe enogas­tro­nomiche. Nel Bres­ciano, l’itinerario più ric­co di tappe sarà tut­tavia quel­lo pro­pos­to dal­la Fran­ci­a­cor­ta: il cir­cuito potrebbe par­tire ideal­mente dall’agricola Gat­ta di Gus­sa­go, e pros­eguire a Mon­ti­cel­li Brusati dove si potrà far tap­pa nei mer­av­igliosi locali dell’Antica Frat­ta ed anche allo Sparviere, l’avamposto vitivini­co­lo del­la famiglia Beretta; a Tim­o­line di Corte Fran­ca, imperdi­bile e sig­ni­fica­ti­va tap­pa alla Barone Pizzi­ni, dove si potran­no gustare le prime e per il momen­to uniche bol­licine bio­logiche (l’azienda pro­pone su preno­tazione anche la cena nel­la ser­a­ta di saba­to). Poco lon­tano, a Borg­ona­to di Corte Fran­ca, sarà aper­ta l’agricola Fratel­li Berluc­chi, ad Adro si potrà vis­itare la son­tu­osa sede di Con­ta­di Castal­di oltre a all’agricola (con agri­t­ur­is­mo) Cor­nale­to. A San Pan­crazio di Palaz­zo­lo sarà aper­ta l’agricola Vez­zoli Ugo, ad Erbus­co non pote­va man­care l’agricola Boschi, men­tre a Rova­to è aper­ta Con­ti Terzi. Infine, il : nell’area del Gar­da Clas­si­co si può par­tire dal­la «per­ife­ria» del­la Valte­n­e­si, dove atten­dono vis­i­ta­tori La Torre di Mocasi­na e La Guar­da di Cas­trez­zone. Poi, una vol­ta scol­li­na­to, ci si potrà fer­mare da Pasi­ni Pro­dut­tori a Raf­fa e da Avanzi a Maner­ba (che pro­por­rà in degus­tazione il miti­co Rebo di Mon­tecorno). D’obbligo una sos­ta alla Spia d’Italia di Lona­to, una delle raris­sime aziende che tiene anco­ra in vita il San Mar­ti­no del­la Battaglia Doc, pri­ma di pas­sare in ter­ra di Lugana: a San Mar­ti­no saran­no aperte Sel­va Capuz­za del­la famiglia For­men­ti­ni, Proven­za, e Olivi­ni, a Poz­zolen­go Can­ti­na Marang­o­na e Ten­ta Roveg­lia. Infine Ca’ Lojera di Sirmione, che pro­pone nel pro­prio agri­t­ur­is­mo sia la cena del saba­to che il pran­zo del­la domenica.

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