Film, diapositive e riflessioni su fame e guerre nel mondo

Incontro al Carnacina con i volontari di Emergency

22/12/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Bardolino

Una fines­tra sul mon­do. Apprez­z­abile la deci­sione degli stu­den­ti dell’Istituto alberghiero Car­naci­na di occu­par­si, nel cor­so dell’assemblea d’istituto svol­ta nel­la sala con­gres­si dell’hotel Grit­ti, di Emer­gency, l’organizzazione uman­i­taria sen­za fini di lucro sor­ta per inizia­ti­va di medici, infer­mieri e tec­ni­ci con espe­rien­za di lavoro uman­i­tario in zone di guer­ra. Ad intro­durre l’incontro il film «Viag­gio a Kan­da­har» pre­lu­dio al dibat­ti­to che ha vis­to la parte­ci­pazione di Pao­la Tosi, coor­di­na­trice e respon­s­abile del­la sede di Verona di Emer­gency. Tra gli obi­et­tivi dell’associazione di volon­tari­a­to la cura dei civili, l’organizzazione degli ospedali e cen­tri di riabil­i­tazione nelle zone di guer­ra. Gra­zie all’uso di dia­pos­i­tive Camil­lo Smac­chia, medico del Sert di Vil­lafran­ca, ha rac­con­ta­to la sua espe­rien­za negli ospedali dell’Africa sub­sa­har­i­ana sof­fer­man­dosi sulle con­dizioni di vita estrema­mente mis­ere di queste popo­lazioni. Denise Rug­geri, docente e volon­taria di Emer­gency, ha rib­a­di­to gli altri scopi dell’associazione: adde­strare per­son­ale locale a far fronte alle neces­sità mediche, chirur­giche ed alle riabil­i­tazioni più urgen­ti. Emer­gency si è sem­pre dis­tin­ta per la qual­ità notev­ole degli inter­ven­ti riv­olti alle popo­lazioni civili coin­volte in tragi­ci con­flit­ti in ogni ango­lo del mon­do, operan­do con asso­lu­ta trasparen­za e cer­can­do di «col­lab­o­rare» il più pos­si­bile con le realtà locali: famosi i suoi inter­ven­ti in Afghanistan con da una parte la creazione di una strut­tura nel­la valle del Pan­shir con­trol­la­ta dai mujaddin e dall’altra di un ospedale a Kab­ul con­trol­la­to allo­ra dai tale­bani. Il momen­to più coin­vol­gente dell’assemblea si è avu­to con il fil­ma­to che mostra­va le ter­ri­bili con­seguen­ze, specie sui bam­bi­ni, delle mine antiuomo.