Il presidente della Provincia, Cavalli, esalta la sfida velica

«La Cento e la Mille Miglia portano Brescia nel mondo»

18/09/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Da un lato Alber­to Cav­al­li, pres­i­dente dell’Amministrazione provin­ciale di Bres­cia; dall’altro Eolo Attilio Pratel­la, redat­tore di «Nau­ti­ca Mag­a­zine», che, con le sue 65.000 copie ven­dute è la mag­giore riv­ista del set­tore in Italia. Il politi­co e il tec­ni­co, ovvero due modi diver­si di inter­pretare la numero 51 che è anda­ta in archiv­io con un altro suc­ces­so. «Bres­cia ha offer­to alla vela fig­ure stra­or­di­nar­ie, come , il cui record nel­la Cen­to risul­ta tut­to­ra imbat­tuto — esor­disce Cav­al­li — e la Provin­cia intende dedi­car­gli un pre­mio, anco­ra da definire. Lo abbi­amo promes­so e coin­vol­ger­e­mo in questo prog­et­to tut­ti i Cir­coli veli­ci bres­ciani». Il pres­i­dente del­la Provin­cia fa rifer­i­men­to al fenom­e­nale pri­ma­to che Zuc­coli sta­bilì nel­l’edi­zione del­la Cen­tomiglia del 1993, la numero 43, su «Dimore», copren­do il per­cor­so in poco più di sei ore. Entran­do nel­lo speci­fi­co del­la Cen­tomiglia, «non ho mai parte­ci­pa­to a regate, ma sono soli­to seguirne da spet­ta­tore. Giu­di­co la Cen­tomiglia qualche cosa di stra­or­di­nario e l’ul­ti­ma edi­zione ha offer­to uno spet­ta­co­lo di col­ori, oltre che di sport. È un vei­co­lo di pro­mozione per il ter­ri­to­rio e richiede agli Enti Pub­bli­ci una mag­giore vic­i­nan­za, per pot­er cap­i­tal­iz­zare i ben­efi­ci del­la man­i­fes­tazione vel­i­ca, che offre un’ec­cel­lente immag­ine del Gar­da. «Si può andare oltre, pun­tan­do all’ac­costa­men­to tra Cen­to e , per portare il nome di Bres­cia nel mon­do. Bisogna apprez­zare il lavoro degli orga­niz­za­tori, dimostran­do­lo anche con la pre­sen­za. La vela è ama­ta dagli ital­iani e ques­ta Cen­to non è infe­ri­ore alla Cop­pa Amer­i­ca per orig­i­nal­ità. Inoltre gen­era lavoro: cantieri, rimes­sag­gi». Dopo il politi­co, ecco la Cen­tomiglia let­ta dal­l’es­per­to Eolo Attilio Pratel­la, che por­ta il dis­cor­so sul piano tec­ni­co. «La man­i­fes­tazione va fat­ta conoscere di più, mi sem­bra ci sia una con­trazione rispet­to alle migliori del pas­sato. C’è, infat­ti, da dire che se esiste in Italia un ambi­ente che potrebbe ricor­dare o per­me­t­tere di ripro­durre la Cop­pa Amer­i­ca, questo è il Gar­da e pro­prio sul Gar­da è nata la vela lib­era, con eroi come Daniele Buiz­za su Ander e pros­eguen­do con il leggen­dario Cas­sio­pea del­l’ap­pas­sion­a­to Nociv­el­li, ai ver­ti­ci fino all’ar­ri­vo di Bruce Farr, che con Luciano Lievi e Ettore Santarel­li ha fat­to nascere Far­r­net­i­cante». Poi l’anal­isi si fa anco­ra più pro­fon­da: «Luna Rossa e Paul Cayard dis­trag­gono l’at­ten­zione e del­la Cen­tomiglia si è per­so il sen­so e il sig­ni­fi­ca­to esclu­si­vo di ques­ta gara che non potrà mai morire per­ché, in fon­do, rap­p­re­sen­ta lo spir­i­to pio­nieris­ti­co». Per l’es­per­to, esiste un legame indis­sol­u­bile tra la vela e i garde­sani, «che han­no questo sport nel loro Dna. Qui esiste un humus che può portare a fare crescere un fenom­e­no parag­o­nabile a Luna Rossa. Questo stes­so humus non si può trovare altrove: nè sul Tigul­lio, né in Sardeg­na e nep­pure a Pun­ta Ala».