Ruolo e struttura del modernissimo centro illustrati ieri mattina dagli amministratori provinciali

La Protezione civileha un quartier generale

25/03/2009 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Pietro Gorlani

Il nuo­vo quarti­er gen­erale per la del­la Provin­cia è oper­a­ti­vo da ieri nel cuore del­la cit­tà, in via Musei 29. Il nome uffi­ciale è Cen­tro situ­azioni di pro­tezione civile (Cesi) ed è in gra­do di mon­i­torare l’intero ter­ri­to­rio provin­ciale e gestire le even­tu­ali emer­gen­ze (ter­re­moti, slavine, inon­dazioni, incen­di, ma anche inci­den­ti ril­e­van­ti) svol­gen­do fun­zione di rac­cor­do tra enti. La tec­nolo­gia Tele­com ed un mod­er­no grup­po di con­ti­nu­ità saran­no in gra­do di assi­cu­rare il fun­zion­a­men­to di mod­ernissime apparec­chia­ture infor­matiche anche in caso di black out elet­tri­co e telefonico.Più che sod­dis­fat­to ieri al taglio del nas­tro l’assessore provin­ciale alla Pro­tezione Civile Cor­ra­do Sco­lari, affi­an­ca­to dal pres­i­dente del­la Provin­cia Alber­to Cav­al­li e dal diret­tore del­la Pro­tezione civile del­la Provin­cia Gian­maria Tognazzi.«È impor­tante ricor­dare che questo mod­ernissi­mo cen­tro ha il com­pi­to di pre­venire e anal­iz­zare le diverse situ­azioni — ha com­men­ta­to Sco­lari -. E’ la sin­te­si del tan­to lavoro fat­to in questi anni: oggi abbi­amo allesti­to una delle sale oper­a­tive più mod­erne d’Italia che potrà dare risposte ancor più effi­ci­en­ti alle richi­este del ter­ri­to­rio e dei comu­ni». Più che sod­dis­fat­to anche il pres­i­dente Cav­al­li: «Il nos­tro è un mod­el­lo che fa scuo­la a liv­el­lo nazionale».COSTATO 200mila euro, il Cesi imp­ie­ga una dozzi­na di per­sone tra tec­ni­ci e ammin­is­tra­tivi e con­s­ta di 5 postazioni fisse, altre 2 postazioni stac­cate, 6 mon­i­tor di rifer­i­men­to e 2 maxi mon­i­tor a proiezione sul quale ven­gono proi­et­tate mappe e immag­i­ni satel­li­tari dell’intera provin­cia. In caso di emer­gen­za saran­no sem­pre garan­ti­ti i col­lega­men­ti e gli scam­bi di infor­mazioni con gli enti isti­tuzion­ali inter­es­sati (Comu­ni, Comu­nità mon­tane, Prefet­tura, Regione, Dipar­ti­men­to del­la pro­tezione civile). Il Cesi potrà atti­var­si per emer­gen­ze di tipo «a» (ovvero comu­nali), di tipo «b» (riguardante la provin­cia) o di tipo «c» (di liv­el­lo nazionale). Saran­no sem­pre oper­a­tive la postazione anti­ncen­dio boschi­vo (ges­tione e coor­di­na­men­to del volon­tari­a­to durante le oper­azione di speg­n­i­men­to degli incen­di), la postazione Polizia provin­ciale (rac­cor­do con le attiv­ità svolte dal­la Polizia provin­ciale), la postazione via­bil­ità (ges­tione via­bil­ità provin­ciale), la postazione volon­tari­a­to (coor­di­na­men­to delle orga­niz­zazioni di volon­tari­a­to iscritte all’albo provinciale).LE ALTRE DUE postazioni restano libere e da des­tinare in base alle carat­ter­is­tiche dell’emergenza. In tem­po di nor­mal­ità il Cesi svol­gerà attiv­ità di mon­i­tor­ag­gio, di rac­col­ta dati e di aggior­na­men­to di tutte le infor­mazioni ril­e­van­ti, com­pre­sa la rac­col­ta di tut­ti i piani di pro­tezione civile comu­nali, l’aggiornamento del piano di emer­gen­za provin­ciale ma anche il mon­i­tor­ag­gio in tem­po reale dei dati idroplu­vio­metri­ci (ovvero le pre­cip­i­tazioni cadute nelle diverse zone del­la provin­cia).

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