La singolare iniziativa di un docente per aiutare una missione in Brasile

La solidarietà si fa anche con un libro

19/04/2002 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Gargnano

Si definisce «poeta di pas­sag­gio» e, dopo avere pub­bli­ca­to da pochi mesi la sua pri­ma rac­col­ta di ver­si, che tito­la «Sof­fio», tor­na con un’al­tra pic­co­la opera di divul­gazione sul­la «Madon­na di Guadalupe». Pier­car­lo Arche­t­ti, abit­ual­mente, si ded­i­ca ad altro. Gargnanese, fa la spo­la con Tren­to, dove tiene cor­si post-lau­rea e di spe­cial­iz­zazione nel set­tore azien­dale e di sta­tis­ti­ca. Docente di Econo­mia, inseg­na dis­ci­pline giuridiche ed eco­nomiche. Ha deciso di final­iz­zare la ven­di­ta del suo libro ad una causa par­ti­co­lare: sostenere il lavoro di padre Ezio Datres, trenti­no, da anni impeg­na­to in Brasile. E così, i proven­ti delle ven­dite, Arche­t­ti li ha già con­seg­nati al mis­sion­ario il quale, dopo avere vis­su­to a Nord del grande Paese sudamer­i­cano, adesso è a San José do Rio Pre­to. Gestisce un col­le­gio, segue alcune par­roc­chie, è atti­vo nel sociale e gui­da una «cit­tà dei ragazzi» che accoglie 200 gio­vanis­si­mi, ai quali viene inseg­na­to un mestiere. Il mis­sion­ario ha rice­vu­to da Arche­t­ti un gruz­zo­lo di 1400 euro che, in Sudamer­i­ca, sono una bel­la cifra. Sod­dis­fazione non da poco anche per la richi­es­ta del libro che, fino ad ora, con­ta già cir­ca 150 acquiren­ti. Forse, a fare da base al suc­ces­so del «poeta di pas­sag­gio», è sta­ta pro­prio la dichiarazione di vol­ere sostenere l’opera del mis­sion­ario attra­ver­so uno sfor­zo cul­tur­ale: una scelta insoli­ta. Arche­t­ti, in questo caso, ha mis­ce­la­to la sua attiv­ità con la vena let­ter­aria, ricor­dan­do che l’e­cono­mia — mira­ta alla sol­i­da­ri­età — può pas­sare anche attra­ver­so le pagine di un libro. Ma, in con­cre­to, come saran­no final­iz­za­ti gli aiu­ti che giun­gono in Brasile da questo lem­bo di Gar­da? «Con il rica­va­to del­la ven­di­ta (che pros­egue, ndr) del libro di Pier­car­lo aggiun­to ad altri aiu­ti — scrive padre Ezio — abbi­amo costru­ito in poco più di tre anni 200 casette per famiglie che non ave­vano dove abitare o abita­vano in con­dizioni sub­u­mane. Abbi­amo accolto, ali­men­ta­to e accom­pa­g­na­to nel cen­tro par­roc­chiale “Casa Famiglia” oltre 450 bam­bi­ni abban­do­nati. Di questi, 148 sono sta­ti adot­tati da famiglie del­la zona e gli altri sono sta­ti ripresi dalle loro famiglie». Padre Ezio ringrazia pre­cisan­do che «i molti che anche con questo inten­to han­no acquis­ta­to il libro sen­tano il dirit­to a ques­ta benedi­zione di pace, a questo gra­zie di dimen­sioni continentali».