Il Garda crocevia della storia durante la Repubblica di Venezia. Il monastero di Maguzzano al centro dell’opera prima di Roberto Berveglieri

L’abbazia al centro del romanzo

30/04/2002 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Lonato

L’an­ti­ca abbazia lonatese di Maguz­zano ha ispi­ra­to il pri­mo roman­zo di Rober­to Berveg­lieri, scrit­tore di Fer­rara, «Lui e il bar­baro sig­nore di Venezia». Tut­to inizia con il ritrova­men­to di un mano­scrit­to in un archiv­io del­la provin­cia. Lo scrit­tore intu­isce che si trat­ta di un doc­u­men­to ined­i­to che può aprire un nuo­vo sce­nario sul dominio vene­to del ‘500. Micro­fil­ma il mano­scrit­to, quin­di dà inizio alla traduzione di un lin­guag­gio vol­gare dif­fi­cile, il dialet­to vene­to del­l’e­poca. La vicen­da, che ha ispi­ra­to Berveg­lieri, è trat­ta da un proces­so del­l’In­qui­sizione fir­ma­to dal­la mano di Bar­baro, dig­ni­tario del­la Repub­bli­ca Vene­ta, e nar­ra, attra­ver­so le tes­ti­mo­ni­anze for­nite durante le udien­ze al San­t’Uf­fizio, la sto­ria di un gio­vane, Ste­fano, che suo mal­gra­do si tro­va ad essere al fian­co di Car­lo V, l’im­per­a­tore di Spagna, nel cor­so di un incon­tro seg­re­to des­ti­na­to a cam­biare il cor­so del­la sto­ria ital­iana fino alla pace di Cateau Cam­bre­sis del 1559. L’in­con­tro, che nel mano­scrit­to viene chiam­a­to «La con­sul­ta seg­re­ta», si svolge in un nobile palaz­zo cre­monese. Siamo nel 1529 e il gio­vane Ste­fano, lega­to ad ambi­en­ti rin­no­va­tori veneziani e pre­so di mira dagli inquisi­tori, decide di riti­rar­si nel­l’ab­bazia di Maguz­zano, per risol­vere una crisi esisten­ziale dovu­ta all’in­sod­dis­fazione del­la vita acca­d­e­m­i­ca. A Maguz­zano incon­tra Grazia, una don­na nobile e molto bel­la, che si invaghisce di lui e lo seduce nel cor­so di un fugace incon­tro che non pas­sa, però, inosser­va­to da un mona­co. a sua vol­ta invaghi­to del­la splen­di­da Grazia. Dopo una sequen­za di fat­ti anche dram­mati­ci, alla fine Ste­fano finisce sot­to proces­so ma ver­rà assolto dal­la grave accusa di ere­sia e di vio­len­za car­nale e finirà a Venezia in monas­tero. E’ una sto­ria di sen­ti­men­ti, amore, ami­cizia, ambi­en­ta­ta nel ’500 e oggi di grande attual­ità per la riscop­er­ta di aspet­ti impor­tan­ti legati alla vita umana. Un sogget­to di grande inter­esse se è vero che se ne sta rica­van­do una sceneg­giatu­ra cinematografica.

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