Ambiziosi progetti per il restauro della sede a Palazzo Girardi, l’edificio storico in pieno centro. Servirà un milione e mezzo di euro. Circa 800 mila dalla Regione

L’Ateneo sarà un «gioiello»

06/09/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

L’, che ha la sede in via Fan­toni, ed è guida­to da Giuseppe Mongiel­lo, ex sin­da­co ed ex numero 1 del­la , ha pre­sen­ta­to il prog­et­to defin­i­ti­vo per la sis­temazione di Palaz­zo Girar­di (quat­tro piani, ognuno da 320 metri qua­drati, in pieno cen­tro stori­co, a cinquan­ta metri dal­la torre dell’orologio) L’ingegner Giampiero Avanzi e l’architetto Euse­bio Ebra­nati, che han­no redat­to lo stu­dio det­taglia­to, par­lano di una spe­sa di un mil­ione e 548 mila euro, cir­ca tre mil­iar­di di vec­chie lire. La Regione dovrebbe comunque inviare 800 mila euro, nell’ambito dei con­tribu­ti per il ter­re­mo­to, a fon­do per­du­to. L’edificio fu las­ci­a­to in ered­ità nell’81 dal­la 92enne sig­no­ri­na Doral­ice, dis­cen­dente di una famiglia francese arriva­ta in Italia da Nantes nel 14° sec­o­lo. «I miei — scrisse nel tes­ta­men­to — si sono sem­pre pre­oc­cu­pati del pub­bli­co inter­esse. Desidero quin­di porre in essere una dis­po­sizione che val­ga a ricor­darne le civiche tradizioni. Io des­ti­no il mio cespite prin­ci­pale (il fab­bri­ca­to con fronte su piaz­za Zanel­li, vico­lo S.Giovanni e via Cal­sone) all’Ate­neo, che in futuro dovrà sta­bilirvi la pro­pria sede, col­lo­can­dovi pure la e una pina­cote­ca». Una parte del Palaz­zo è sta­ta affit­ta­ta alla Cam­era di Com­mer­cio, che ha aper­to una sezione dis­tac­ca­ta da Bres­cia. Al piano ter­ra c’è il negozio gesti­to da Ric­car­do Mel­chioret­ti (salume­ria, droghe­ria) e, accan­to, uno di scarpe da bam­bi­no. Ma gran parte dei locali è inuti­liz­za­ta. Dopo il sis­ma del 24 novem­bre 2004 l’immobile è sta­to mes­so in sicurez­za, imbra­gan­do le strut­ture murarie interne del cave­dio cen­trale con un telaio in travi di leg­no lamel­lare e putrelle di fer­ro, così che il sin­da­co ha revo­ca­to la sua ordi­nan­za di sgombero. Ora Ebra­nati e Avanzi spie­gano che «bisogna met­tere in sicurez­za defin­i­ti­va l’intero edi­fi­cio, ed eseguire le opere di miglio­r­ia o inte­grazione final­iz­zate agli scopi dell’ente e al rispet­to delle volon­tà del lasc­i­to Girar­di». Prin­ci­pali carat­ter­is­tiche dell’intervento: mas­si­mo rispet­to delle fac­ciate esterne, con inser­i­men­to solo di due aper­ture ver­so lo stret­to vico­lo di San Gio­van­ni, per dare un’opportuna aeroil­lu­mi­nazione; nes­suna sig­ni­fica­ti­va trasfor­mazione dis­trib­u­ti­va inter­na ai vari piani, lim­i­tan­do le mod­i­fiche alla elim­i­nazione delle tramezze inutili, in modo da ren­dere mag­gior­mente fruibili le stanze; man­ten­i­men­to di tut­ti i muri prin­ci­pali, sal­vo demolizione di due pic­coli set­tori; costruzione di due solette ai piani sec­on­do e ter­zo, e di un nuo­vo vano ascen­sore; creazione di un pic­co­lo allog­gio per il cus­tode. E poi anco­ra: con­cen­trare i servizi, ora sparpagliati in posizioni illogiche; real­iz­zare un’unica scala inter­na di col­lega­men­to, al pos­to delle attuali; rifare com­ple­ta­mente il tet­to, vari­a­mente diss­es­ta­to; con­sol­i­dare le strut­ture, inizian­do dalle fon­da­men­ta. C’è molto da fare. La spe­sa di 750 mila euro a cari­co dell’Ateneo, sem­pre che dal­la Regione arriv­i­no i restanti 800, potrebbe essere sostenu­ta dal comune, ricor­ren­do ai mutui Frisl, con tas­so agevola­to, o chieden­do con­tribu­ti. Bisogna infat­ti con­sid­er­are che l’Ateneo occu­pa da anni alcu­ni locali in via Fan­toni, vici­no alla bib­liote­ca e al Cen­tro stu­di sul­la Repub­bli­ca sociale ital­iana, rice­vu­ti dal munici­pio in comoda­to gra­tu­ito per cen­to anni, che sareb­bero liberati una vol­ta sis­tem­ato Palaz­zo Girar­di. La soluzione alter­na­ti­va è di vendere una parte del­la vol­ume­tria, in modo da ricavare i quat­tri­ni nec­es­sari all’intervento.

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