La tendenza dilaga, basata sul «passaparola». E per un assessore e il capogruppo di maggioranza quello dei matrimoni è ormai quasi un secondo lavoro.
Gli inglesi battono tutti, anche i tedeschi per i «sì» tra torre e limonaia: il 2008 anno (e incassi)

Le nozze al Castellodiventano un affare

06/01/2009 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Gerardo Musuraca

Aumen­tano le cop­pie che si sposano al Castel­lo scaligero. Una sor­ta di «busi­ness» per il Comune, vis­to il trend in asces,a basato sul pas­s­aparo­la, tra aspi­ran­ti sposi per il «sì» più impor­tante. Rispet­to ai dati del 2007, i riti civili cel­e­brati al Castel­lo han­no subito un aumen­to di oltre l’11 per cen­to, dagli 86 del 2007 ai 96 del 2008.Sorprendente la «pole posi­tion» del­la prove­nien­za: gli ingle­si bat­tono tedeschi e ital­iani. Fanali­no di coda bel­gi e svizzeri. All’anagrafe del munici­pio non san­no se i mat­ri­moni cel­e­brati al castel­lo abbiano miglior for­tu­na di quel­li cel­e­brati in chiesa, con­sideran­do anche come in Italia le sep­a­razioni siano ormai cosa con­sue­ta. Con una pun­ta di iro­nia, dall’anagrafe con­fer­mano solo di «esser­si attrez­za­ti, per ora, sola­mente per il sì», men­tre «per il “bas­ta” las­ci­amo volen­tieri spazio agli avvocati».La mag­gior parte delle cop­pie opta comunque per la splen­di­da limon­a­ia, al pian ter­reno del castel­lo: sug­ges­ti­va ser­ra con finestre in leg­no, piante di limoni e arance. In sec­on­da bat­tuta le cop­pie, ma solo quelle che non sof­frono di ver­tig­i­ni, sal­go­no sul­la torre più alta. Lassù, a cir­ca una venti­na di metri di altez­za, si gode di uno splen­di­do panora­ma sul Gar­da, sul por­to di Tor­ri e sul cen­tro. «Il prob­le­ma logis­ti­co che limi­ta la scelta del­la torre», pros­eguono dall’anagrafe, «è che solo una venti­na di per­sone pos­sono salire fin sul­la torre, con gli sposi». Al ter­zo pos­to si col­lo­ca la «sala del­la barches­sa», splen­di­do vano al pianter­reno, che ospi­ta una bar­ca in leg­no di oltre cinquan­ta anni fa e una serie di reti da pesca. Quar­to pos­to per la austera sala consiliare.A preparare le carte e a istru­ire le pratiche per il rito pen­sano gli uffi­ciali dell’anagrafe men­tre, a cel­e­brare i mat­ri­moni sono, in par­ti­co­lare, l’assessore comu­nale Agosti­no Danese e, in misura minore, il capogrup­po di mag­gio­ran­za, Fabio Raguzzi. Il pri­mo, per il numero di mat­ri­moni cel­e­brati, è s’è guadag­na­to il sopran­nome di «Don Agostino».L’amministrazione ha di recente approva­to una delib­era rel­a­ti­va alla «orga­niz­zazione e cel­e­brazione di mat­ri­moni civili per l’anno 2009», con la deter­mi­nazione delle nuove tar­iffe. Si sco­pre così che, chi sceglierà di pro­nun­cia­re il sì nel­la sala con­sil­iare, dovrà sbor­sare 350 euro se in orario d’ufficio, cioè tra le 8 e le 14, men­tre la tar­if­fa sale a 500 euro se fuori orario. Analoghe cifre per la «sala del­la barches­sa», men­tre sono da 400 a 600 gli euro nec­es­sari per sposar­si nel­la limon­a­ia o sul­la torre. Infine, bas­tano appe­na 300 euro (ma solo fuori orario), per scalzare il sin­da­co dal suo offi­cio e poter­vi dire sì alla pro­pria bel­la.