I monaci tibetani hanno distrutto le case degli dei

L’energia dei mandala affidata al lago

14/07/2002 in Curiosità
Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

Tre dei quat­tro man­dala real­iz­za­ti durante la scor­sa set­ti­mana da cinque monaci tibetani in Roc­ca, sono sta­ti dis­trut­ti ieri mat­ti­na durante una cer­i­mo­nia rit­uale. Il man­dala di sab­bia è una com­p­lessa e col­oratis­si­ma figu­ra geo­met­ri­ca, real­iz­za­ta su di una sper­fi­cie piana: dap­pri­ma ven­gono mar­cati i con­torni e poi, con un lavoro di estrema con­cen­trazione e pre­ci­sione, seguono i riem­pi­men­ti effet­tuati con sab­bia finis­si­ma col­orata in varie tinte. La sab­bia viene rac­col­ta den­tro pipette coniche, che pre­sen­tano un forelli­no finis­si­mo ad un’estrem­ità: raschi­an­do con spe­ciali lame la super­fi­cie ester­na zigri­na­ta, i granel­li scor­rono come attra­ver­so la stroz­zatu­ra del­la clessidra. Il man­dala è una «casa» del­la divinità, con­tiene ed emana ener­gia pos­i­ti­va: dei quat­tro, uno era per la pace, gli altri per la salute fisi­ca (quest’ uni­co esem­plare è rimas­to intat­to e potrà essere vis­i­ta­to per qualche set­ti­mana, pri­ma di seguire la sorte degli altri), per la com­pas­sione e l’ul­ti­mo per la pro­tezione del­la vita e del­lo svilup­po. Ieri mat­ti­na i man­dala sono sta­ti dis­trut­ti: il del­i­ca­to, frag­ile traforo di cui sono fat­ti, è sta­to can­cel­la­to dai monaci dopo una preghiera, e la sab­bia rac­col­ta in sec­chiel­li, è fini­ta dis­per­sa nel lago da uno scoglio che affio­ra: l’ac­qua è l’ele­men­to uni­ver­sale, in cui le forze pos­i­tive si dif­fon­dono. Per l’oc­ca­sione c’è sta­ta la rioc­cu­pazione da parte del pub­bli­co del par­co del­la Roc­ca, o almeno dei per­cor­si pavi­men­tati in pietra tut­t’in­torno al grande pra­to alber­a­to dove l’er­ba, appe­na sem­i­na­ta, attende di crescere (sen­za calpestio).