Un bancario in pensione ha concluso un’opera sul primo mezzo secolo del ’900

Lonato ha le sue «Memorie»: 50 anni racchiusi in 6 volumi

05/02/2003 in Cultura
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Di Luca Delpozzo
Roberto Darra

Una vita spe­sa alla Carip­lo, per­cor­ren­do con pas­sione la tappe che lo han­no por­ta­to fino ai posti di respon­s­abil­ità. Con la pen­sione, la pas­sione di sem­pre, la ricer­ca mira­ta alla sto­ria locale, ha avu­to final­mente tut­to il tem­po che richiede­va. Nascono così le «Mem­o­rie lonate­si» di Osval­do Pip­pa. Seim­i­la pagine rac­colte in sei volu­mi, ordi­nati per peri­o­di stori­ci per rac­con­tare in modo doc­u­men­ta­to e crono­logi­co i pri­mi 50 anni del Nove­cen­to a Lona­to. Nel suo stu­dio, Pip­pa con­tin­ua a colti­vare il suo hob­by. Non è anco­ra sazio del mate­ri­ale fin qui rac­colto in archivi, bib­lioteche, solai. Anzi, in questi giorni sta esam­i­nan­do nuovi doc­u­men­ti rice­vu­ti da alcu­ni cit­ta­di­ni. «L’idea di scri­vere una sto­ria di Lona­to l’avevo nel cuore da molti anni — riv­ela l’autore — ma ha com­in­ci­a­to a con­cretiz­zarsi solo nel 1995. Pos­so dire di conoscere prati­ca­mente le case di qua­si tut­ti i lonate­si fino agli anni ’80. Del resto ho sem­pre ama­to e amo stare con la gente, fin da quan­do nell’infanzia abita­vo con mio non­no che face­va il treb­bi­a­tore, e quin­di si pas­sa­va di casci­na in casci­na, di azien­da in azien­da. Da allo­ra mi è rimas­to l’amore, la curiosità, la voglia di cer­care, di capire, di met­tere insieme i puz­zle del quo­tid­i­ano». La nar­razione parte dal 1899 (il mate­ri­ale di quel peri­o­do è ripor­ta­to nelle «note sparse» alle­gate al pri­mo vol­ume) per con­clud­er­si nel 1951 (un’appendice sug­li anni ’50). Le «Mem­o­rie lonate­si» pre­sen­tano in for­ma inte­grale tutte le sequen­ze crono­logiche degli avven­i­men­ti, dei doc­u­men­ti «las­cian­do solo al let­tore — con­tin­ua Pip­pa — il com­pi­to di fare i dovu­ti col­lega­men­ti, di asseg­nare ai fat­ti rac­con­tati la gius­ta valen­za stor­i­ca, il gius­to rilie­vo; agli stu­diosi di appro­fondire i per­cor­si stori­ci; agli anziani di ritrovar­si in quel pas­sato; ai gio­vani di capire il pas­sato per com­pren­dere il pre­sente». Tra le fonti uti­liz­zate ci sono la bib­liote­ca Querini­ana e la Fon­dazione Michelet­ti di Bres­cia, l’archivio comu­nale di Lona­to, cor­rispon­den­ze con le ambas­ci­ate inglese e tedesca, le più impor­tan­ti bib­lioteche del Gar­da, perfi­no vis­ite e incon­tri all’estero «pur di avere carte preziose e mag­giori det­tagli su alcu­ni episo­di». Una pig­no­le­ria e una caparbi­età deg­ne di uno stori­co, che non si accon­tenta di restare alla super­fi­cie degli avven­i­men­ti. Nelle «Mem­o­rie», dat­tilo­scritte da Pip­pa con la mit­i­ca Olivet­ti Let­tera 32, c’è vera­mente di tut­to: dal 1866, quan­do Garibal­di fece di Lona­to il suo quarti­er gen­erale, al feb­braio 1901, quan­do il lago di Gar­da gela e muoiono di fred­do i frati dell’Abbazia di Maguz­zano; dal 1905, quan­do inizia la sua attiv­ità vici­no alla Ras­si­ca la fab­bri­ca dei fiammiferi, al 1911 quan­do com­paiono i pri­mi diri­gi­bili nel cielo lonatese; oppure al 1915 quan­do venne isti­tu­ito il ban­co del Lot­to. C’è poi tut­to il peri­o­do bel­li­co, nar­ra­to giorno per giorno, con bom­bar­da­men­ti, rap­pre­saglie, fer­i­ti, mor­ti e perfi­no funer­ali. La nasci­ta del fas­cis­mo, la Dec­i­ma Mas del principe Borgh­ese, i giorni duri del­la Lib­er­azione. Un’opera del genere andrebbe pub­bli­ca­ta, ma l’autore non è d’accordo: «Voglio che abbia esclu­si­va­mente il carat­tere del­la con­sul­tazione. Pen­so che la gius­ta col­lo­cazione — con­clude Pip­pa — sia la o la bib­liote­ca comu­nale che sarà real­iz­za­ta quest’anno a palaz­zo Zam­bel­li. Tutte le mem­o­rie potreb­bero essere anche moti­vo di con­feren­ze su argo­men­ti mirati».

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