Sarà operativo entro la primavera il punto di attracco della Navigarda, «sfrattati» i privati. «Attaccati» 40 metri per facilitare l’approdo delle motonavi

Molo San Carlo più lungo

26/02/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Il molo San Car­lo, allun­ga­to di qua­si quar­an­ta metri, è in dirit­tura d’arrivo per pri­mav­era. Sarà il pun­to di attrac­co del servizio pub­bli­co del­la : potran­no sostare in atte­sa ben due moton­avi con­tem­po­ranea­mente. I natan­ti pri­vati dovran­no invece far capo al Cat­ul­lo. In aprile saran­no ulti­mate pavi­men­tazione e illu­mi­nazione e ver­rà posizion­a­to il seg­nale lumi­noso di attrac­co. Lo annun­cia il Genio civile di Verona che dall’aprile scor­so lavo­ra per real­iz­zare l’opera. Sono sta­ti l’ufficio del­l’is­pet­tora­to di por­to di Verona, la ges­tione gov­er­na­ti­va del servizio di (Nav­i­gar­da), l’Amministrazione comu­nale e la direzione regionale alla mobil­ità a rib­adire la neces­sità di real­iz­zare l’opera, utile anche per dare impul­so alla sis­temazione del­la zona por­tuale, sem­pre più sogget­ta a un’alta richi­es­ta di servizi des­ti­nati al trasporto di per­sone e di mezzi. Così il prog­et­to è sta­to pre­dis­pos­to e la Giun­ta regionale ha finanzi­a­to una cifra di tut­to rispet­to: 1.136.205,17 euro. Ora il molo, che pri­ma mis­ura­va 21,70 metri, ne misura 59, esat­ta­mente 37,30 in più rispet­to a pri­ma. Il lavoro è sta­to com­p­lesso: «Per­ché risul­tasse vera­mente fun­zionale abbi­amo dovu­to affrontare notevoli dif­fi­coltà tec­niche e logis­tiche», spie­ga il geome­tra Ger­ar­do Verde, diret­tore dei lavori. Si sono dovu­ti fare anche trasfer­i­men­ti logis­ti­ci. «Lo sca­lo ha dovu­to essere tem­po­ranea­mente trasfer­i­to all’altro molo in local­ità Bor­go, zona del mer­ca­to, e la natu­ra del fon­dale, che all’estremità del molo arri­va a 9 metri di pro­fon­dità, non ci ha facil­i­ta­to». Sono pure state nec­es­sarie indagi­ni anche per indi­vid­uare la pre­sen­za di even­tu­ali ordig­ni bel­li­ci. Ma ora ci siamo: «Gra­zie anche alla col­lab­o­razione del­la ges­tione gov­er­na­ti­va del servizio di nav­igazione pub­bli­ca che, se pos­si­bile, farà sì che la strut­tura sia oper­a­ti­va entro pri­mav­era». L’intervento era nec­es­sario e urgente: «Il rap­p­re­sen­ta per l’economia ital­iana e veronese un baci­no di grande inter­esse, richia­ma moltissi­mi tur­isti ital­iani e stranieri e atti­ra anche tan­ta gente dai pae­si vici­ni e dal­la cit­tà. Il sis­tema ricetti­vo è qual­i­fi­ca­to, il servizio e le strut­ture ris­er­vate alla nav­igazione pub­bli­ca non pote­vano essere da meno», fa notare Verde. Ha cura­to il prog­et­to di per­sona e spie­ga il lavoro fat­to par­tendo dal­la descrizione del­la situ­azione esistente pri­ma di iniziare: «A Gar­da sono due i por­ti addos­sati al cen­tro stori­co che è una zona qua­si esclu­si­va­mente pedonale e ric­ca di negozi: il por­to vec­chio a sud e quel­lo nuo­vo a nord», spie­ga. «Tra queste due strut­ture ci sono due pon­tili che cos­ti­tu­is­cono lo sca­lo, dove a Gar­da appro­dano i bat­tel­li del­la nav­igazione pub­bli­ca». «Lo sca­lo», pros­egue, «è molto impor­tante anche per­ché fun­ziona come stazione di cam­bio dei servizi di lin­ea con tutte le altre local­ità lacus­tri». Par­lano chiaro i numeri for­ni­ti dal­la Nav­i­gar­da: «Si con­ta che la movi­men­tazione toc­chi i 400mila passeg­geri all’anno: è cioè uno dei pun­ti più fre­quen­tati del Gar­da». Ma il cari­co era sostenu­to da un pon­tile, il San Car­lo, in con­dizioni piut­tosto pre­carie: «Posizione e strut­tura era­no tali da pot­er creare prob­le­mi di sicurez­za per i passeg­geri e per la nav­igazione». Il pon­tile a Sud, il Cat­ul­lo, è nelle imme­di­ate vic­i­nanze dell’imbocco del por­to vec­chio, prin­ci­pal­mente adibito ad ormeg­gio delle imbar­cazioni da pesca e da dipor­to. «Quan­do le motonovi del­la Nav­i­gar­da face­vano le loro manovre per avvic­i­nar­si o sal­pare, il peri­co­lo per la nav­igazione pub­bli­ca e pri­va­ta si face­va davvero serio. Il molo San Car­lo, più a nord, non era a sua vol­ta strut­tura­to per rice­vere tut­to il cari­co dei passeg­geri del­lo sca­lo di Gar­da». Per questi motivi il Comune ave­va pro­gram­ma­to una riqual­i­fi­cazione dell’intera zona, rior­ga­niz­zan­do il Por­to Vec­chio per l’ormeggio fis­so delle imbar­cazioni da dipor­to, uti­liz­zan­do strut­ture gal­leg­gianti adat­te alla dipor­tis­ti­ca in genere. Viste le pre­messe il finanzi­a­men­to regionale, ingente, è arriva­to: 1.136.205,17.euro. «Si è pro­ce­du­to in base alle leg­gi region­ali, è infat­ti la ad aver sem­pre oper­a­to nell’ambito del lago di Gar­da eseguen­do inter­ven­ti di poten­zi­a­men­to e manuten­zione stra­or­di­nar­ia dei por­ti e di man­ten­i­men­to dei fon­dali», spie­ga sem­pre Verde. «Così, per assi­cu­rare l’esercizio del­la nav­igazione pub­bli­ca e dei servizi di trasporto non di lin­ea, anche questo inter­ven­to è sta­to inser­i­to nel pro­gram­ma regionale». La direzione regionale alla mobil­ità, pri­ma, e il Genio Civile di Verona, poi, han­no pre­dis­pos­to il prog­et­to gen­erale, da eseguir­si in due stral­ci. «Data la com­p­lessità dell’opera, il cal­co­lo e il dimen­sion­a­men­to strut­turale sono sta­ti affi­dati dal­la giun­ta regionale allo stu­dio dell’ingegner Clau­dio Mod­e­na, ordi­nario di Tec­ni­ca delle costruzioni alla Facoltà di Ingeg­ne­r­ia dell’ di Pado­va, che si è avval­so del­la col­lab­o­razione dell’ingegner Mirko Stop­pa. Il Genio civile di Verona ha cura­to la real­iz­zazione dell’opera affi­dan­do in appal­to la sua ese­cuzione alla dit­ta Vipp Lavori s.p.a. di Angiari».

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