È morto Blanco, il leone “candido” più vecchio d’Europa

21/07/2017 in Attualità
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Di Luigi Del Pozzo

A qua­si 15 anni, Blan­co era bian­co più vec­chio d’Europa, uno degli 84 esem­plari ospi­tati nei gia­r­di­ni zoo­logi­ci del Vec­chio Con­ti­nente. Men­tre in Africa soprav­vivono cir­ca 200 indi­vidui di ques­ta sot­tospecie cir­co­scrit­ti nel Par­co Nazionale del Kruger, una mat­ti­na di qualche giorno fa Blan­co ha las­ci­a­to per sem­pre le 3 fem­mine del suo bran­co al di Bus­solen­go. La vec­chi­a­ia lo ha por­ta­to alla morte, ma il suo val­ore per la con­ser­vazione sarà imper­it­uro: il Muse (Museo delle Scien­ze di Tren­to) ne accoglierà scheletro e pel­lic­cia, per­me­t­ten­do ai vis­i­ta­tori di conoscere la sto­ria e le minac­ce dei leoni dal man­to can­di­do, sull’orlo del­la scomparsa.

La sera che ha pre­ce­du­to la sua morte — ricor­da Camil­lo San­dri, vet­eri­nario e diret­tore tec­ni­co del Par­co Natu­ra Viva — Blan­co non è volu­to rien­trare nei repar­ti interni insieme a Lubaya, Kian­ga e Safia. Abbi­amo las­ci­a­to che fos­se l’istinto a guidar­lo e la mat­ti­na dopo ci ha las­ci­a­to”. Dal­la fol­ta criniera can­di­da come il suo man­to, Blan­co era fiero e rispet­ta­to. I suoi rug­gi­ti era­no incon­fondibili e non di rado lo si vede­va cac­cia­re e scav­are buche nel suo reparto.

Sfa­tati miti e leggende che ponevano addirit­tura dub­bi sul­la sua esisten­za, la scien­za ci dice che Blan­co appartene­va ad una sot­tospecie non affet­ta da albinis­mo, ma carat­ter­iz­za­ta da un gene reces­si­vo che offre la par­ti­co­lare col­orazione “bian­ca”. Iden­ti­fi­ca­ta solo ai pri­mi del 1900, in natu­ra è tut­tavia di cer­to meno van­tag­giosa di quel­la tipi­ca­mente ful­va, che facili­ta il mimetismo e la dis­crezione negli spostamenti.

Oggi il bran­co delle leonesse è sen­za un mas­chio dom­i­nante e per questo, il Par­co Natu­ra Viva ha richiesto alla rete euro­pea dei parchi zoo­logi­ci un nuo­vo esem­plare. La con­dizione è che sia anch’egli bian­co e che pos­sa scegliere Safia, bian­ca anche lei, per dar vita ad una pro­le che man­ten­ga alta la vital­ità dei 200 leoni dal man­to can­di­do rimasti in natura.

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