Appello dell’ente ai circoli nautici per una revisione delle normative sul Garda

Navigazione e livelli, Comunità all’attacco

Di Luca Delpozzo

La Comunità del Garda ha lanciato un appello ai soci dei circoli velici, riuniti giorni fa in assemblea al Vittoriale.«In questo periodo dobbiamo affrontare due temi di particolare importanza – ha detto il segretario generale dell’ente, Pierlucio Ceresa -. Il primo riguarda i livelli delle acque del lago. Ora la situazione è tranquilla, visto che entrano 100 metri cubi al secondo, e ne escono 50. Il bilancio attuale è positivo. Siamo tuttavia preoccupati dal provvedimento preso dal Commissario per l’emergenza idrica, che considera il Garda come un bacino, e ha disposto di riversarvi, nei futuri periodi di crisi, l’acqua dell’Adige, fino a 500 metri cubi al secondo, attraverso lo scolmatore di Mori, utilizzato negli anni ’60 per evitare l’allagamento di Verona. Un’ipotesi che consideriamo nefasta e disastrosa. Noi abbiamo presentato ricorso al Tar della Regione Lazio e al Tribunale superiore delle acque. Ma la Confagricoltura, che ha interessi molto forti, ha inviato un contro ricorso. Chiedo a voi di sostenere la nostra azione».Il secondo argomento riguarda la disciplina della navigazione da diporto, coi motori che a suo tempo sono stati proibiti dai trentini e autorizzati sia dai bresciani che dai veronesi.«La normativa, approvata dalla Lombardia nell’89, dal Veneto nel ’91 e dal Trentino nel 2001, è entrata in vigore recentemente (2002), ma va rivista, poiché già troppo vecchia sotto vari aspetti: la sicurezza, l’ambiente, la protezione della fascia costiera, la regolamentazione del windsurf, eccetera. Abbiamo intenzione di aprire dei tavoli di incontro per discuterne tutti assieme».Le indicazioni sono state accolte favorevolmente dai presenti. Paolo Barziza, presidente del West Garda yacht club di Padenghe, ha sostenuto che le immissioni dall’Adige costituirebbero «un grosso disastro ecologico. Il Comune di Desenzano, che ora rientrerà nella Comunità, si è dichiarata contraria all’apertura della galleria. Occorre farsi promotori di iniziative come questa».«L’acqua unisce tutti – ha detto Lorenzo Rizzardi, che guida il circolo di Gargnano -. L’ideale sarebbe di avere una provincia autonoma del Garda, perché esistono ancora molte differenze. Prendete, ad esempio, i canoni demaniali, pagati in maniera diversa da una sponda all’altra».

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