Il commissario prefettizio Laganà ha giudicato inutili le preoccupazioni espresse dal senatore Chincarini. E per la Palazzina storica è stata interessata la Fondazione Cariverona

Nessun assalto alla piazzaforte

Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Lun­gi dal «fare polemiche» o dal vol­er «aprire un con­trad­dit­to­rio», Maria Rosaria Laganà definisce «inutili le pre­oc­cu­pazioni espresse dal sen­a­tore nel­la sua inter­rogazione». Il sen­a­tore del­la Lega Nord, ed ex sin­da­co di Peschiera, ha scrit­to la set­ti­mana scor­sa ai min­istri delle Finanze e dei Beni e attiv­ità cul­tur­ali sull’eventuale loro conoscen­za di «incau­ti pre­lim­i­nari sot­to­scrit­ti tra pub­bli­co e pri­vati» rel­a­tivi a immo­bili del­la Piaz­zaforte aril­i­cense; nel suo doc­u­men­to Chin­car­i­ni ricor­da il vin­co­lo esistente sul­la stes­sa ma crit­i­ca «l’inusuale fre­quen­za con cui sono seg­nalate a Peschiera del Gar­da, in munici­pio, vis­ite dell’ingegner Gio­van­ni Alto­bel­lo, diret­tore dell’agenzia del Demanio di Verona». In par­ti­co­lare il sen­a­tore face­va rifer­i­men­to a un incon­tro avvenu­to lo scor­so 22 mar­zo con i fun­zionari comu­nali e all’ipotesi che il diri­gente del demanio «nel­la provvi­so­ria assen­za di sin­da­co e Con­siglio comu­nale demo­c­ra­ti­ca­mente elet­ti dai cit­ta­di­ni, con­tin­ua ad insin­uare soluzioni “urgen­ti” all’annosa ques­tione del­la ges­tione dei beni dema­niali di Peschiera». «Mi riferisco in par­ti­co­lare al Padiglione gran­di uffi­ciali», ha pre­cisato ieri lo stes­so Chin­car­i­ni, «che potrebbe essere ogget­to di un inter­ven­to di pri­vati nel quale finireb­bero coin­volti anche altri immo­bili del Comune come, ad esem­pio, l’ex scuo­la ele­mentare del cen­tro stori­co». E questo, sec­on­do Chin­car­i­ni, gra­zie alla pos­si­bil­ità di dar vita a una «soci­età di trasfor­mazione urbana che qui avrebbe di che occu­par­si, vis­to il grande pat­ri­mo­nio del cen­tro aril­i­cense». «Tut­to quel­lo che mi sen­to di dire è che oggi la Piaz­zaforte è sicu­ra­mente più tute­la­ta di quan­to non fos­se tem­po fa», dice il com­mis­sario prefet­tizio, «nei con­fron­ti di tut­ti gli enti inclu­so lo stes­so Demanio. La vicen­da del­la Palazz­i­na stor­i­ca e il con­seguente rin­no­vo dei rap­por­ti con la Soprint­en­den­za regionale ci han­no por­ta­to ad adottare, lo scor­so novem­bre, una delib­era che è una man­i­fes­tazione di inten­ti e ha per ogget­to pro­prio una pro­pos­ta di val­oriz­zazione dei beni immo­bili dema­niali di inter­esse stori­co-artis­ti­co sit­uati in Peschiera del Gar­da». «In questo atto si pre­cisa, se mai ce ne fos­se sta­to bisog­no, il ruo­lo del Comune che sarà l’interlocutore di rifer­i­men­to per ogni val­u­tazione o deci­sione rel­a­ti­va al suo pat­ri­mo­nio. Tut­ti gli enti inter­es­sati, dal Demanio stes­so alle Soprint­en­den­ze, han­no for­mu­la­to il loro con­sen­so all’iniziativa. Anzi», con­tin­ua la Laganà, «pro­prio la Soprint­en­den­za regionale ha scrit­to per “ral­le­grar­si per l’ottima delib­era con­cer­nente le inizia­tive di val­oriz­zazione del pat­ri­mo­nio dema­niale ubi­ca­to in Peschiera” e ha con­fer­ma­to l’intenzione alla mas­si­ma col­lab­o­razione con il Comune stes­so». «Dopo di che», rib­adisce il com­mis­sario, «non è sta­ta for­mal­iz­za­ta nes­suna richi­es­ta par­ti­co­lare sull’utilizzo di alcun immo­bile; durante l’incontro cui fa rifer­i­men­to il sen­a­tore Chin­car­i­ni i fun­zionari che accom­pa­g­na­vano l’ingegner Alto­bel­lo ci han­no illus­tra­to una pro­pos­ta di pro­to­col­lo di inte­sa che sarà invi­a­ta alla futu­ra ammin­is­trazione. Ecco per­ché non si com­pren­dono le ragioni delle pre­oc­cu­pazioni espresse dal sen­a­tore». La dot­tores­sa Laganà pre­cisa che, nel frat­tem­po, pro­prio nell’ottica del pros­eguire sul­la stra­da del­la col­lab­o­razione intrapre­sa con gli enti com­pe­ten­ti, il Comune si è mosso per favorire la val­oriz­zazione del pat­ri­mo­nio aril­i­cense. «Abbi­amo defini­to il rin­no­vo del­la con­ces­sione del gia­rdi­no di al canone min­i­mo di ric­og­nizione; è sta­ta inoltre inter­es­sa­ta la Fon­dazione Cariverona come pos­si­bile inter­locu­tore per la Palazz­i­na stor­i­ca, dunque un coin­vol­gi­men­to isti­tuzionale». «Nes­suno, né io né i fun­zionari che qui lavo­ra­no han­no ambizione a met­ter­si in mostra, ma lavo­riamo con impeg­no e seri­età per cer­care di gettare le basi di buoni rap­por­ti con enti ed isti­tuzioni in modo che tut­ti poi, con la nuo­va ammin­is­trazione gius­ta­mente elet­ta, come ha ricorda­to Chin­car­i­ni, dai cit­ta­di­ni si potran­no sedere intorno ad un tavo­lo e lavo­rare insieme», con­clude la Laganà, «per val­oriz­zare al meglio il grande pat­ri­mo­nio di questo territorio».