Ieri il commissario delegato al sisma Massimo Buscemi ha annunciato che lo stato di emergenza sarà prorogato fino al 31 maggio. Dalla prossima settimana via ai contributi anche per gli edifici non prioritari

Oltre 300 persone ancora fuori casa

19/10/2006 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Mario Mattei

Era­no 2200 due anni fa, sono 376 adesso (dati aggior­nati al 30 set­tem­bre), e quan­do si chi­ud­erà l’emergenza (il com­mis­sario Mas­si­mo Busce­mi ha annun­ci­a­to che i ter­mi­ni, in sca­den­za al 30 novem­bre, saran­no pro­ro­gati di sei mesi) forse saran­no la metà. Ma ci saran­no: le crepe provo­cate dal ter­re­mo­to del 24 novem­bre 2004 han­no causato dis­a­gi, forse infini­ti, per molte per­sone, anco­ra fuori di casa dopo 24 mesi e sen­za la certez­za di poter­vi fare ritorno.GLI INTERVENTI. E tut­to questo nonos­tante una macchi­na orga­niz­za­ti­va che in questi mesi ha fat­to in pieno il pro­prio dovere, gra­zie all’intenso lavoro di sin­daci, ammin­is­tra­tori, tec­ni­ci e cit­ta­di­ni coor­di­nati dal­la sede ter­ri­to­ri­ale del­la Regione di Bres­cia. Gar­da e Valsab­bia ulti­ma­mente han­no vis­to sorg­ere numero­sis­si­mi cantieri, e al 15 otto­bre sono sta­ti ero­gati in tut­to 38,5 mil­ioni di euro, tra i quali la parte prin­ci­pale riguar­da gli inter­ven­ti su edi­fi­ci pri­vati (22,2 mil­ioni) e quel­li pri­vati (6,7 mil­ioni). Sono 1267 i ben­e­fi­cia­ri dei con­tribu­ti, per 1673 liq­uidazioni: 790 per il sal­do (cui van­no aggiunte 56 famiglie che si era­no arran­giate soltan­to con l’autonoma sis­temazione), 128 al sec­on­do accon­to (70%), 755 al pri­mo del 40%. Per quan­to riguar­da le opere pub­bliche (pri­or­ità 1) sono arrivate 109 schede di seg­nalazione dan­ni, 84 prog­et­ti (tut­ti istru­iti) di cui 68 con parere favorev­ole. 59 invece le seg­nalazioni per le pri­or­ità 1 di edi­fi­ci eccle­si­as­ti­ci, 56 i prog­et­ti pre­sen­tati e 53 istru­iti, con 39 pareri favorevoli. In ques­ta cat­e­go­ria, per ciò che con­cerne le pri­or­ità 2, sono ben 254 le seg­nalazioni arrivate; in tut­to però, per ora, meno di ven­ti i cantieri aper­ti, anche per­chè in questo caso l’istruttoria, che deve pas­sare anche l’esame del­la Sovrin­ten­den­za, è mag­gior­mente lun­ga. Ai Comu­ni non dovreb­bero più per­venire richi­este: dunque entro la fine dell’anno, si augu­ra il diret­tore del­la sede bres­ciana del­la Regione Sil­vio Lau­ro, tutte le pratiche saran­no istru­ite. Da ricor­dare che i lavori van­no effet­tuati entro 24 mesi dall’approvazione del prog­et­to. Infine, i con­trol­li (ammin­is­tra­tivi e sui cantieri): un centi­naio quel­li effet­tuati, sen­za che venis­sero riscon­trati grossi prob­le­mi. Busce­mi e Lau­ro e Busce­mi han­no comunque insis­ti­to affinchè i Comu­ni vig­ili­no sem­pre e fac­ciano atten­zione: «Va seg­nala­to tem­pes­ti­va­mente ogni qual vol­ta una situ­azione da provvi­so­ria diven­ta defin­i­ti­va». 13 i Comu­ni (era­no 65) che lamen­tano anco­ra per­sone fuori di casa. LA NUOVA ORDINANZA. La set­ti­mana prossi­ma, ha poi det­to poi Mas­si­mo Busce­mi, una nuo­va ordi­nan­za darà il via lib­era ai con­tribu­ti per le pri­or­ità 2 e 3: questo, è sta­to sot­to­lin­eato, è indica­ti­vo anche del­la certez­za dei fon­di, dal momen­to che fino ad ora si era­no finanzi­ate soltan­to le pri­or­ità 1. Saran­no anche pub­bli­cati i ben­e­fi­cia­ri dei con­tribu­ti, e l’approvazione degli esi­ti dei con­trol­li. Busce­mi ha inoltre det­to che scriverà al Sot­toseg­re­tario alla Pres­i­den­za del Con­siglio Enri­co Let­ta affinchè «non ricadano su di noi gli oneri del mutuo da 30 mil­ioni di euro in 15 anni acce­so per l’emergenza e con­fer­ma­to dal­la Finanziaria», con­seg­nan­do poi lo scrit­to ai Par­la­men­tari bres­ciani per­chè si mobil­iti­no in ques­ta direzione. IL FUTURO. Situ­azione qua­si risol­ta per tan­ti dunque, ma per 376 il futuro è sem­pre quan­tomai incer­to. Sono le famiglie messe peg­gio, e prob­a­bil­mente molti non rien­tr­eran­no nelle loro case. «A loro penser­e­mo sin­go­lar­mente: se avanz­er­an­no dei fon­di li dis­tribuire­mo a chi ne avrà più neces­sità», ha det­to anco­ra il com­mis­sario, sol­lecitan­do i sin­daci a seg­nalare già da ora le situ­azioni mag­gior­mente critiche. Che già si conoscono, come sot­to­lin­eato dal sin­da­co di Vobarno Car­lo Panz­era e dal­la por­tav­oce del Comi­ta­to per i cit­ta­di­ni Daniela Manen­ti: «Ci sono delle situ­azioni, per quan­to riguar­da le famiglie più indi­gen­ti e per chi si trova­va in affit­to in un appar­ta­men­to che il pro­pri­etario non intende sis­temare o che comunque in futuro costerà di più, che sono vera­mente a ris­chio. Queste per­sone, in ogni caso, al ter­mine dell’emergenza si tro­ver­an­no in dif­fi­coltà per la man­can­za del sus­sidio dell’autonoma sis­temazione: è a loro che si deve pen­sare. Sap­pi­amo che non è pos­si­bile imporre ai pro­pri­etari di sis­temare le case, e nem­meno che lo Sta­to con­ce­da con­tribu­ti all’infinito, ma anche i pro­pri­etari dovreb­bero pen­sare a ques­ta cosa, anche per­chè in alcu­ni comu­ni ci sono edi­fi­ci peri­colan­ti e inag­i­bili che sono davvero peri­colosi». Nes­suna cel­e­brazione, infine, è pre­vista per il sec­on­do «com­plean­no» del sis­ma, una lin­ea sobria sposa­ta da tut­ti: «Meglio sarà aspettare che tut­ti, ci auguri­amo, ritorni­no nelle pro­prie case — ha det­to il com­mis­sario Busce­mi — soltan­to allo­ra ci sarà una reale occa­sione per festeggiare».