Dopo aver rischiato di perdere l’area affittata ad un privato, il sindaco è pronto per procedere all’acquisto.
Raggiunta l’intesa con i Salesiani: il parco archeologico diventa realtà

Ora la Rocca è del Comune

27/05/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Annamaria Schiano

Accor­do rag­giun­to tra il Comune di Gar­da e i Sale­siani pro­pri­etari del­la Roc­ca: l’amministrazione potrà acquistare i ter­reni sui quali sono sta­ti rin­venu­ti reper­ti arche­o­logi­ci rel­a­tivi al castel­lo che vide imp­ri­gion­a­ta la Regi­na Ade­laide. Sven­ta­to peri­co­lo, quin­di, per il per il quale Provin­cia di Verona e Comu­ni di Gar­da e Bar­dolino han­no già spe­so 350mila euro per effet­tuare stu­di e ricerche. Il prog­et­to infat­ti ave­va subito una dura bat­tuta d’arresto quan­do in dicem­bre i Sale­siani ave­vano reso noto di essere stanchi di aspettare l’acquisto del­la Roc­ca da parte del Comune di Gar­da ed ave­vano fir­ma­to un con­trat­to d’affitto per 15 anni con un colti­va­tore diret­to del­la zona. Il pri­va­to ave­va anche antic­i­pa­to una caparra per l’acquisto dell’area alla sca­den­za del con­trat­to di locazione. Un colpo di sce­na che ave­va mes­so a ris­chio il prog­et­to in cam­po da anni per la val­oriz­zazione del­la Roc­ca con la creazione di un par­co con sen­tieri didat­ti­ci atrez­za­ti. I Sale­siani ave­vano atte­so a lun­go pri­ma di pro­cedere al con­trat­to con il colti­va­tore diret­to ma vis­to che il Comune di Gar­da non si decide­va a pro­cedere all’acquisto, ave­vano deciso per l’affitto al pri­va­to. Inevitabili le reazioni degli enti pub­bli­ci, che da quel momen­to han­no aper­to una trat­ta­ti­va con i Sale­siani per ottenere almeno l’acquisto dei ter­reni inter­es­sati dagli scavi. Scavi iniziati nel 1999 in occa­sione dei mille anni dal­la morte del­la Regi­na Ade­laide, alla quale è inti­to­la­to il prog­et­to archeologico.«Abbiamo trova­to l’accordo pieno su tut­to», spie­ga il sin­da­co Davide Bendinel­li, «presto ver­rà for­mal­iz­za­ta l’intesa rag­giun­ta con il diret­tore dell’istituto Sale­siano, don Romano Bet­tin. Gar­da così potrà acquistare l’area intorno alla som­mità del­la Roc­ca, sede di ritrova­men­ti arche­o­logi­ci. Al colti­va­tore rimar­ra­no invece i ter­reni cen­trali del pianoro sul­la som­mità, che potrà uti­liz­zare esclu­si­va­mente con final­ità agri­cole: pre­cisa­mente per la piantu­mazione di olivi», sot­to­lin­ea Bendinel­li, che con­tin­ua: «Così la Roc­ca resterà acces­si­bile a tut­ti con i prati che ver­ran­no curati invece che las­ciati incolti come sono adesso e si potrà pro­cedere con il prog­et­to del parco».C’è da ricor­dare che lo stu­dio è inizia­to otto anni fa ma dal 2005 i lavori sono fer­mi, con i ritrova­men­ti arche­o­logi­ci esposti alle intem­perie. Uno stu­dio per il quale è sta­to anche real­iz­za­to un libro di 500 pagine, dove è rac­col­ta la ricer­ca che ha por­ta­to in super­fi­cie tre cinte murarie, un’area adibi­ta ad edi­fi­ci pub­bli­ci del castel­lo, una chiesa con mosaici e un’area cimi­te­ri­ale. Nel­la chiesa sono emerse tombe con degli scheletri; ritrovate inoltre mon­ete dell’imperatore Zenone ed una fibu­la molto preziosa. Gar­da è il Comune mag­gior­mente coin­volto nel prog­et­to poichè i ter­reni su cui si sono ritrovate le antiche trac­ce del castel­lo dove Beren­gario II imp­ri­gionò la Regi­na Ade­laide ricadono sul pro­prio ter­ri­to­rio. Tes­ti­mo­ni­anze di un pas­sato che tut­ti cre­de­vano solo leggen­da e che invece si è riv­e­la­to sto­ria mil­lenar­ia del­la popo­lazione lacustre.Ora con l’acquisto dell’area, i lavori di ricer­ca e di real­iz­zazione del prog­et­to arche­o­logi­co potran­no ripren­dere il pro­prio cor­so e con essi anche la stor­i­ca col­li­na potrà tornare agli antichi splendori.La Roc­ca è un pat­ri­mo­nio affet­ti­vo-ambi­en­tale indis­sol­u­bile per le gen­ti garde­sane: dal­la cima si gode un panora­ma moz­zafi­a­to su tut­to il lago, il ver­sante occi­den­tale si affac­cia sul gol­fo di Gar­da, quel­lo ori­en­tale sul­la spon­da di Bar­dolino. Lun­go l’antica via romana vi sono pas­sati mil­ioni di per­sone, in molti han­no anche esplorato le gal­lerie di dife­sa mil­itare. Sul­la cima si tro­va anche il cosidet­to «trono del­la Regi­na», luo­go di incon­tro di tan­ti innamorati. Tes­ti­mo­ni­anze che i due Comu­ni vogliono val­oriz­zare con un par­co che rac­con­ti la sto­ria mil­lenar­ia del luo­go.

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