Assemblea al cinema con filmati sulla recente trasferta a Venezia e nuove critiche alla Regione. L’assessore Gaspari: «Un commissario per far rispettare il Tar»

Ospedale, difesa a oltranza

25/03/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Alvaro Joppi

La reazione alla fuma­ta nera sul­la San­ità non è sta­ta solo la delu­sione. Presto si è fat­ta stra­da una volon­tà anco­ra più forte di difend­ere l’ospedale. Un propos­i­to, questo, emer­so in tut­ta la sua evi­den­za, durante l’assemblea pub­bli­ca con­vo­ca­ta dopo la disce­sa dei capri­ne­si in Lagu­na in dife­sa del­la strut­tura ospedaliera mon­te­bal­d­ina. «La Regione sbaglia», ha subito evi­den­zi­a­to l’assessore comu­nale Anto­nio Gas­pari, dopo che sul grande scher­mo del cin­e­ma Nuo­vo era­no state proi­et­tate le immag­i­ni e il fil­ma­to del­la mobil­i­tazione veneziana. «Sbaglia», ha rib­a­di­to, «se crede di avere risolto il prob­le­ma san­i­tario a Capri­no con la sem­plice con­ces­sione di una deci­na di posti let­to in ospedale insieme a una Rsa con dici­as­sette posti let­to, poliambu­la­to­rio, servizio di dial­isi, day hos­pi­tal e due let­ti per la ter­apia subin­ten­si­va». Gas­pari, alla cro­nis­to­ria degli ulti­mi avven­i­men­ti, ha fat­to seguire un’accusa riv­ol­ta all’assessore regionale Fabio Gava: quel­la di non conoscere la reale situ­azione ospedaliera di Capri­no che a tutt’oggi, nonos­tante i tagli dei servizi «è anco­ra ospedale per acu­ti con repar­to di med­i­c­i­na, psichi­a­tria e geri­a­tria». Non ha poi risparmi­a­to frec­ciate a quan­ti in Con­siglio regionale si sono pro­nun­ciati in modo diver­so da quan­to han­no fat­to sul ter­ri­to­rio. E in questo sen­so si è rifer­i­to agli apparte­nen­ti al grup­po di mag­gio­ran­za Pao­lo Ceri­oni, al vice pres­i­dente del Con­siglio regionale Ange­lo Fior­in, a e a Mario Rossi. Anche se pri­vo del sup­por­to ver­bale del sin­da­co Maria Tere­sa Girar­di, assente per un lut­to famil­iare, l’assessore capri­nese ha sin­te­tiz­za­to le strate­gie con le quali l’Amministrazione comu­nale intende difend­ere, con l’appoggio del Grup­po dife­sa salute e dei cit­ta­di­ni, la realtà ospedaliera esistente. «Se entro il 10 aprile, ter­mine ulti­mo dei 30 giorni asseg­nati alla Regione per ottem­per­are ai dis­pos­i­tivi dei giu­di­ci ammin­is­tra­tivi, tut­to rimar­rà immu­ta­to o ci sarà una delib­era del Con­siglio regionale elu­si­va del­la sen­ten­za, sarem­mo costret­ti», ha pun­tu­al­iz­za­to Gas­pari, «a chiedere la nom­i­na di un com­mis­sario che fac­cia rispettare le deci­sioni assunte del Tri­bunale ammin­is­tra­ti­vo regionale». Alla luce del fat­to che ben tre col­le­gi giu­di­can­ti diver­si han­no riconosci­u­to a Capri­no il dirit­to di godere del­la legge dero­ga sulle Comu­nità mon­tane: legge che le tutela anche in relazione alla razion­al­iz­zazione delle strut­ture ospedaliere. «Nel caso poi che la Regione, come sem­bra prospet­tar­si, ricor­ra nuo­va­mente al Con­siglio di Sta­to non esclu­di­amo», ha pun­tu­al­iz­za­to Gas­pari, «di atti­vare le altre azioni: un espos­to alla Corte dei Con­ti per lo sper­pero di denaro pub­bli­co da parte del­la Regione con il ricor­so anche a stu­di legali pri­vati, nonos­tante sia sta­to boc­cia­to un prece­dente ricor­so al Con­siglio di Sta­to». «In extrem­is», ha aggiun­to, «non è esclu­so che si arrivi a una denun­cia penale nei con­fron­ti del­la giun­ta regionale». Parole dure non sono man­cate sull’accoglienza ris­er­va­ta a Venezia ai cit­ta­di­ni accor­si per l’audizione pri­ma del Con­siglio regionale. «È sta­to ver­gog­noso come ci han­no rice­vu­to» ha det­to il por­tav­oce del Grup­po dife­sa salute. «Non è pos­si­bile che cit­ta­di­ni che si bat­tono per sal­va­guardare i loro dirit­ti», ha spie­ga­to Mario Sev­eri­no», vengano accolti con arro­gan­za e osten­tazione tan­to da far­ci apparire come poveri men­di­can­ti. Bisogna ribel­lar­si a situ­azioni del genere, raf­forzan­do gli sforzi per arrivare a spun­tar­la pur con­sapevoli che la stra­da non è pri­va di osta­coli. Un parere con­di­vi­so dal vicesin­da­co Gian­car­lo Brunel­li che ha rib­a­di­to: «Nel­la dife­sa del nos­tro ospedale siamo nel gius­to più di qualche altro». Nel sot­to­lin­eare come la chiusura dell’ospedale porterebbe all’impoverimento dell’intera zona, il vice sin­da­co ha invi­ta­to la cit­tad­i­nan­za, che aspet­ta da dieci anni una rispos­ta chiara in fat­to di san­ità e assis­ten­za, a far­si più atti­va per rac­cogliere con­sen­si anche all’esterno dell’ambito comu­nale. Durante il dibat­ti­to è emer­sa anche l’idea di inter­es­sare alla situ­azione le emit­ten­ti nazion­ali come «Striscia la notizia» oppure «Mi man­da RaiTre».

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