Domenica apre la stagione su laghi e fiumi. Oltre trentamila gli appassionati, seminati 9340 chilogrammi di pesce. Ripopolamento delle specie a rischio negli incubatoi di Desenzano e Iseo

Pescatori, in acqua la lenza

24/02/2006 in Attualità
Parole chiave: -
Di Luca Delpozzo
Sergio Botta

Si apre domeni­ca la sta­gione itti­ca che inter­esserà oltre 30 mila pesca­tori del­la provin­cia di Bres­cia. A dis­po­sizione avran­no 26.550 ettari di super­fi­cie tra laghi e fiu­mi nei quali potran­no trovare core­go­ni, trote, luc­ci, tinche, car­pi­oni, e altri pesci d’ac­qua dolce dopo l’immissione nelle quat­tro aree di rifer­i­men­to di 9.340 chilo­gram­mi di sem­i­na di pesci adul­ti. L’im­peg­no dell’assessorato provin­ciale, guida­to da Alessan­dro Sala, si è arti­co­la­to in più direzioni, occu­pan­dosi in par­ti­co­lare del ripopo­la­men­to di alcune specie a ris­chio di com­pro­mis­sione. Per questo l’Uf­fi­cio Pesca ha immes­so, in col­lab­o­razione con la Fip­sas e con altre asso­ci­azioni (vedi Sebi­no Fran­ci­a­cor­ta) e con il coor­di­na­men­to del­la Polizia provin­ciale, negli incu­ba­toi di Desen­zano e di Iseo uova di core­gone, nel­l’am­bito del­la cam­pagna ittio­geni­ca che si è svol­ta tra dicem­bre e gen­naio. Nel­la strut­tura garde­sana sono state con­teggiate 53.360.000 larve, men­tre per altre specie le cifre ne reg­is­tra­no 150.000 di tro­ta fario ed un pic­co­lo quan­ti­ta­ti­vo di . Pas­san­do a quel­lo sebi­no (l’impianto provvi­so­rio si tro­va in local­ità Polle tra i comu­ni di Iseo e Corte­fran­ca), il totale delle uova di core­gone è sta­to di 6.500.000 e le larve stan­no nascen­do in questi giorni. Sala ha inoltre spie­ga­to che la Provin­cia «si sta impeg­nan­do ad attuare inter­ven­ti sper­i­men­tali di ripopo­la­men­to anche del­l’al­borel­la, con­sideran­do che la specie ha reg­is­tra­to una grave dimin­uzione di esem­plari. In qual­ità di coor­di­na­tore degli asses­so­rati provin­ciali alla Cac­cia e pesca del­la Regione, ho affida­to al col­le­ga di Como il com­pi­to di ’reclutare’ le uova, riprodotte in quel lago. Quan­do saran­no pronte per schi­ud­er­si, ver­ran­no trasferite in appo­site cas­sette sul­la spi­ag­gia di Limone del Gar­da, già attrez­za­ta e recin­ta­ta. Ciò con­sen­tirà alle alborelle nate di crescere in un luo­go pro­tet­to e con­trol­la­to». Com­p­lessi­va­mente la Provin­cia ha stanzi­a­to 200.000 euro per la sem­i­na. In agen­da c’è anche un incu­ba­toio in Val­trompia (spe­sa pre­vista 100.000 euro). Sala ha poi annun­ci­a­to che in aprile l’in­cu­ba­toio di Desen­zano sarà inti­to­la­to a Fran­co Alber­ti, pres­i­dente stori­co deela Fip­sas, men­tre tra gli inter­ven­ti è sta­to pro­tet­to un trat­to del fiume Nav­iglio nel ter­ri­to­rio di S. Zeno per con­sen­tire l’at­tiv­ità sporti­va. Ma non è fini­ta. L’asses­so­ra­to ha di recente effet­tua­to un mon­i­tor­ag­gio del cor­mora­no, met­ten­do in cam­po inter­ven­ti dis­sua­sivi per un ridi­men­sion­a­men­to del loro numero (ogni volatile con­suma in media 420 gram­mi di pesce al giorno). «Dap­pri­ma — ha spie­ga­to Sala — è sta­to ese­gui­to un cen­si­men­to, poi una sti­ma degli effet­tivi quan­ti­ta­tivi e qual­i­ta­tivi. Nelle 6 aree delle provin­cia sono risul­tati pre­sen­ti 1280 cor­morani. Il numero abnorme ci costringe asso­lu­ta­mente ad inter­venire con mis­ure alquan­to dras­tiche in quan­to non si può toller­are sul ter­ri­to­rio provin­ciale, durante l’in­ver­no che questi uccel­li prelevi­no tra i 700 e gli 800 quin­tali di pesce». La con­seguen­za? La riduzione notev­ole di alcune specie ittiche: tro­ta mar­mora­ta, pigo, savet­ta, las­ca, bar­bo comune e bar­bo cani­no. E come inter­venire? Riducen­do nel­l’an­no non più del 10 per cen­to di quan­to cen­si­to. Altra inizia­ti­va? L’in­ter­ven­to di ripopo­la­men­to nel fiume Oglio, dopo la moria del­la fau­na itti­ca in un trat­to di 1200 metri per un inquina­men­to di scarichi indus­tri­ali. «Chieder­e­mo — ha con­clu­so Sala — il ris­arci­men­to dei dan­ni, 15 mila euro in ter­mi­ni di pesce».

Parole chiave: -