Stanziati 350 mila euro

Pesce carpione:progetto di tutelapronto a partire

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Di Luca Delpozzo
M.TO.

«Un prog­et­to ambizioso». Così Alessan­dro Sala, asses­sore provin­ciale con del­e­ga alla cac­cia e alla pesca, definisce il piano per il ripopo­la­men­to del , pesce sim­bo­lo del lago di Gar­da, per­chè solo qui vive, si ripro­duce e muore.«Per il risul­ta­to bisogn­erà atten­dere tre anni — spie­ga il dot­tor Sauro Ben­venu­ti respon­s­abile dell’Ufficio fau­nis­ti­co del­la Provin­cia -. Per la pri­ma vol­ta ver­rà ten­ta­ta la ripro­duzione del car­pi­one in cat­tiv­ità in modo da avere dei sogget­ti in gra­do di pro­durre uova sen­za intac­care la specie esistente».Il car­pi­one, appar­tiene alla famiglia dei salmoni­di, ed è un pesce endemi­co del Gar­da, cioè vive esclu­si­va­mente nel suo baci­no. Si nasconde a gran­di pro­fon­dità e si ripro­duce tra i 70 e i 200 metri.L’adulto può essere lun­go fino a 60–70 cm. e rag­giun­gere i 3 kg. di peso.La fase ripro­dut­ti­va sper­i­men­tale di dura­ta tri­en­nale avver­rà negli incu­ba­toi di Tremo­sine e di Mari­na del Vò, a Desen­zano. Solo alla fine del­la fase 1 si potrà capire se l’incremento del car­pi­one (da anni nel­la lista Wwf delle speci in via d’estinzione) sarà di fat­to realtà .Il prog­et­to che dovrebbe par­tire a breve, è sta­to finanzi­a­to dal­la Regione (350 mila euro per metà finanziati pro­prio dal Pirellone), e vede — tra i part­ner — la Provin­cia di Bres­cia, l’Istituto Zoopro­fi­lat­ti­co e l’Istituto «Laz­zaro Spal­lan­zani» di Riv­ol­ta d’Adda con l’impiego di uno staff di esper­ti e ricer­ca­tori di tut­to rispet­to. «Incre­mentare la popo­lazione del car­pi­one – dice Ben­venu­ti – sig­nifi­ca val­oriz­zarne l’aspetto bio­logi­co ma anche quel­lo eco­nom­i­co. Infat­ti, questo pesce così pre­gia­to e squisi­to è assai ricer­ca­to in gas­trono­mia». Per l’assessore Sala il prog­et­to del­la «molti­pli­cazione dei car­pi­oni» rap­p­re­sen­ta una grande «oppor­tu­nità per il rilan­cio del lago di Gar­da — affer­ma-. Un modo per accrescere l’appeal tur­is­ti­co del Bena­co». In molti, se il prog­et­to dovesse andare a buon fine, potran­no final­mente gustare il car­pi­one sen­za il rimor­so di coscien­za di trovar­si sul­la tavola una specie a rischio.

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