Il drastico calo delle nascite mette in forse il futuro delle scuole nei paesi di montagna. A Valvestino solo 4 iscritti, a Montegargnano 14. Preoccupati i Comuni

Pochi bimbi, materne a rischio

28/02/2006 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Prospet­tive in chiaroscuro per le scuole del­l’In­fanzia altog­a­rde­sane. Il pen­do­lo oscil­la da quel­la di Valvesti­no, sul viale del­la chiusura, pas­san­do per quel­la di Mon­te­gargnano che soprav­vive sep­pure con numeri risi­cati, fino a quelle di Gargnano, Tig­nale, Limone e Tremo­sine, che paiono godere di otti­ma salute. Tutte le realtà vedono le Ammin­is­trazioni locali met­tere sul tavo­lo notevoli risorse per garan­tire il servizio che, solo in due casi (Limone e Tig­nale) è statale. Ordi­nar­ie le cause delle dif­fi­coltà: la realtà per­ifer­i­ca, la bas­sa den­sità di popo­lazione, la riduzione a volte dras­ti­ca dei bam­bi­ni. Il caso più palese riguar­da la Valvesti­no. A Tura­no, sono sola­mente quat­tro i bam­bi­ni che fre­quen­tano, affi­dati a una maes­tra e a una cuo­ca del­la Coop­er­a­ti­va Nigritel­la Ori­one. A set­tem­bre, sul can­cel­lo si pre­sen­terà un solo bam­bi­no che, verosim­il­mente, tro­verà la scuo­la chiusa. Trop­po pochi i bam­bi­ni. Situ­azione che, per gra­di, andrà fatal­mente a coin­vol­gere anche il futuro del­la scuo­la pri­maria di pri­mo gra­do (la ele­mentare), ora fre­quen­ta­ta da 14 alun­ni, ma che presto ered­iterà i prob­le­mi del­la Mater­na. Sul resto del­l’al­to lago la situ­azione più del­i­ca­ta inter­es­sa la scuo­la mater­na Castel­lani di Mon­te­gargnano. Costru­i­ta e man­da­ta avan­ti dal­la par­roc­chia, vi lavo­ra­no una maes­tra e una cuo­ca. I bam­bi­ni iscrit­ti sono 14 e, dal prossi­mo anno, dovreb­bero ulte­ri­or­mente ridur­si. Il Comune ha da sem­pre sostenu­to ques­ta strut­tura con con­tribu­ti diret­ti e inte­gran­do le rette ver­sate da alcune famiglie. Una scelta che viene con­fer­ma­ta: sono 24.000 gli euro ero­gati quest’an­no con­tro i 22.000 del­lo scor­so anno. Vale a dire poco meno di 1800 euro all’an­no per ogni bam­bi­no iscrit­to, una cifra doppia rispet­to a quel­la investi­ta dal­la stes­sa Ammin­is­trazione comu­nale per la mater­na «Fel­trinel­li» di Gargnano, dove i pic­coli sono 51, con un leg­gero calo il prossi­mo anno. La cifra ero­ga­ta è sce­sa dai 59.000 euro del­lo scor­so anno a 53.000, che equiv­al­go­no a un migli­aio di euro all’an­no per ogni bam­bi­no. In base al red­di­to, le famiglie ver­sano fino a una ret­ta mas­si­ma di 141 euro men­sili sia a Gargnano che sul Monte, con inte­grazione del Comune per chi paga di meno, oltre a un con­trib­u­to di trasporto, anch’es­so eroga­to in base al red­di­to. Sono pochi, dunque, i bam­bi­ni del Monte, «ma la situ­azione non con­dur­rà alla chiusura», assi­cu­ra Fer­nan­da Bertel­la, asses­sore all’Istruzione di Gargnano. A Tremo­sine (scuo­la inti­to­la­ta a mon­sign­or Zani­ni), sono iscrit­ti 55 bam­bi­ni con anda­men­to costante anche in prospet­ti­va. Qui incide l’el­e­va­ta pre­sen­za di immi­grati che, nelle scuole medie, supera a volte il 30%. Vi lavo­ra­no 3 inseg­nan­ti e due cuochi e la scelta del Comune è di inter­venire per l’ab­bat­ti­men­to delle spese. Alle famiglie è richiesto il paga­men­to di una ret­ta di 120 euro men­sili. Ogni anno, il con­trib­u­to comu­nale ammon­ta a 30.000 euro, cui nel 2005 se ne sono aggiun­ti 51.000 del Min­is­tero e 5.000 del­la Regione. «Inter­ve­ni­amo alla radice del prob­le­ma — dice il sin­da­co Francesco Bri­ar­a­va — accol­lan­do­ci i costi del­l’im­mo­bile». A Tig­nale fre­quen­tano 35 bam­bi­ni, in leg­gera disce­sa il prossi­mo anno. Vi lavo­ra­no 3 inseg­nan­ti e 2 col­lab­o­ra­tori sco­las­ti­ci. Numeri sim­ili a Limone, con 42 bam­bi­ni (prospet­ti­va in leg­gero calo) accu­d­i­ti da 4 inseg­nan­ti (più un altro edu­ca­tore per qualche ora) e 2 col­lab­o­ra­tori sco­las­ti­ci. Essendo Statali, Limone e Tig­nale non richiedono alcun paga­men­to di ret­ta alle famiglie.