Grande commozione alla cerimonia per la consegna agli alunni dei riconoscimenti intitolati ai poliziotti uccisi due anni fa. Il questore: «Eroe è chi compie fino in fondo il proprio dovere»

Premi per non dimenticare

Di Luca Delpozzo
(g.b.)

«Por­tate questo nel cuore. Potrà servirvi per la vos­tra vita». Maria Tere­sa Turaz­za non ha resis­ti­to al deside­rio di riv­ol­ger­si diret­ta­mente alla platea degli alun­ni delle scuole pri­maria e sec­on­daria di Peschiera schierati nell’aula magna del­la scuo­la di polizia per rice­vere il pre­mio ded­i­ca­to a Davide Turaz­za e Giuseppe Cimar­rusti. Ques­ta don­na stra­or­di­nar­i­a­mente cor­ag­giosa, e anco­ra così entu­si­as­ta del­la vita, ha volu­to essere pre­sente all’iniziativa pro­mossa dal Comune, in col­lab­o­razione con l’istituto com­pren­si­vo, per ono­rare i due gio­vani poliziot­ti rimasti uccisi in un con­flit­to a fuo­co il 21 feb­braio 2005.«Avevo già deciso di venire insieme alla mia nuo­ra e alla nipoti­na; ma quan­do ho saputo che ci sareb­bero sta­ti i ragazzi il cuore si è riem­pi­to di gioia», dice al suo ingres­so in aula magna. A ren­dere solenne l’occasione è la pre­sen­za delle mas­sime autorità del­la provin­cia: il prefet­to Italia For­tu­nati e il que­store Lui­gi Merol­la. Con loro il sin­da­co , Giuseppe Rec­cia Anto­nio Ser­gi e Daniele Mar­ti­na­to, coman­dan­ti rispet­ti­va­mente del­la scuo­la di Polizia, del­la Com­pag­nia e del­la Tenen­za del­la .E’ sta­to il sin­da­co a spie­gare, ricor­dan­do anche l’uccisione del­l’is­pet­tore capo Fil­ip­po Rac­i­ti, le ragioni del pre­mio «con cui Peschiera vuole ricor­dare, per come pos­si­amo, la pas­sione civile di umili servi­tori del­lo Sta­to, usci­ti di casa salu­tan­do i pro­pri cari e mai più tor­nati. Si può rea­gire, par­lan­done come oggi e impara­n­do fin da gio­vani che il male esiste, che gli errori si pagano e che non ci stancher­e­mo mai e non ci imbarazzer­e­mo mai di rispettare le leg­gi e lo Sta­to e gli uomi­ni e le donne che la difendono giorno e notte».Anche Gio­van­ni Righel­li, diri­gente vic­ario dell’istituto com­pren­si­vo, ha sot­to­lin­eato il val­ore del con­cor­so «che ha per­me­s­so alla scuo­la di raf­forzare il legame e la col­lab­o­razione con l’amministrazione comu­nale e di affrontare temi impor­tan­ti di edu­cazione civi­ca e attualità».Quindi le pre­mi­azioni degli alun­ni autori dei temi vinci­tori anche se l’attribuzione del riconosci­men­to è anda­to alle loro clas­si di apparte­nen­za : Car­lot­ta Rico­bel­li (4ª D), Sara Pagan­ot­to (4ª C), Andrea Tosi e Angel­i­ca Zuc­cot­ti (4ª A) per la scuo­la pri­maria; Anna Poli (3ª D), Fed­er­i­ca Rec­cia (3ª A) e Ste­fano But­turi­ni (3ª C) per la secondaria.La let­tura di bre­vi frasi prese dai loro temi ha sus­ci­ta­to non poca emozione. Un sen­ti­men­to stem­per­a­to solo dall’entusiasmo dei ragazzi che solo durante la cer­i­mo­nia han­no saputo chi ave­va vin­to. «Sono gra­to all’amministrazione di Peschiera che ha volu­to isti­tuire questo pre­mio», ha ricorda­to il que­store Merol­la, «e mi con­grat­u­lo con voi ragazzi per quan­to avete scrit­to. Si è par­la­to del val­ore delle pic­cole cose e non a caso io ho spes­so defini­to Davide Turaz­za e Giuseppe Cimar­rusti eroi del quo­tid­i­ano. Ecco, quan­do pen­sate a fig­ure stra­or­di­nar­ie sap­pi­ate che non dovete cer­care così lon­tano: eroe è chi­unque com­pie fino in fon­do il pro­prio dovere».Un prin­ci­pio ripreso dal prefet­to For­tu­nati, che lo ha con­trap­pos­to «all’assurdità di quan­to abbi­amo vis­to e sen­ti­to dire in queste ultime set­ti­mane con­tro le Forze di polizia. Fat­ti ter­ri­bili, che non devono accadere in una soci­età civile».Giuditta Bolog­ne­siPeschiera. «… Ques­ta sera sono felice per­ché sono final­mente a casa ad un’ora ragionev­ole. Saran­no con­tenti anche mia moglie e mio figlio. Avrei dovu­to essere in servizio dalle ore dieci fino alle sei di domat­ti­na, insieme ad un col­le­ga appe­na arruo­la­to. All’ultimo momen­to ci han­no cam­bi­a­to il turno. Andran­no al nos­tro pos­to i due col­leghi Davide Turaz­za e Giuseppe Cimarrusti…».Alle parole di Ste­fano, la gio­vanis­si­ma vedo­va di Davide Turaz­za, deb­o­rah, si asci­u­ga le lacrime che più volte sono scese in ques­ta gior­na­ta in cui gioia e dolore si sono mesco­late rac­con­tan­do più di ogni altra cosa l’essenza del­la vita. Ma sono in molti ad avere gli occhi luci­di durante la let­tura dei pen­sieri ispi­rati agli alun­ni e stu­den­ti di Peschiera dal­la trage­dia dei due gio­vani agen­ti uccisi sul­la statale 11.Pensieri pro­fon­di. Come il dispi­acere di Angel­i­ca che vor­rebbe «che i sig­nori che fan­no i poliziot­ti non perdessero la vita per col­pa dei delin­quen­ti» o quel­lo di Andrea per quei «figli pic­coli bisog­nosi di essere segui­ti e aiu­tati nel cam­mi­no del­la loro vita». Sara par­la di «sac­ri­fi­cio gra­tu­ito» che dovrebbe essere d’esempio, e Car­lot­ta si sof­fer­ma sul fat­to che non esistono luoghi sicuri o peri­colosi «ma tut­to può suc­cedere, ovunque». E se Anna chiede di pen­sare a cosa cias­cuno può fare per «creare una con­viven­za più civile con tut­ti», Fed­er­i­ca sogna una vita migliore «sen­za guerre, mas­sac­ri e sen­za bisog­no di eroi come Davide Turaz­za e Giuseppe Cimarrusti».