A due poliziotti che salvarono dei turisti finiti contro gli scogli il riconoscimento «Benemerenze del Garda». In finale anche i responsabili di un progetto per la cura delle patologie della vista

Premiati gli «angeli» dei naufraghi

29/12/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Gerardo Musuraca

Le Ben­e­meren­ze 2005 ai due «angeli cus­to­di» del lago di Gar­da. È il verdet­to del­la qual­i­fi­ca­ta giuria del­la pri­ma edi­zione del pre­mio «Ben­e­meren­ze sul Gar­da», orga­niz­za­ta a Tor­ri dal con­sigliere comu­nale di mino­ran­za Ste­fano Nico­tra. E così, in una sala con­sil­iare tra­boc­cante di gente tan­to da las­cia­re in pie­di più di una deci­na di per­sone, ed annoveran­do per­son­ag­gi del mon­do politi­co, ammin­is­tra­ti­vo, giudiziario e reli­gioso provin­ciale, oltre a moltissi­mi comu­ni cit­ta­di­ni, il pres­i­dente del­la giuria, il gior­nal­ista Ange­lo Peretti, il medico e noto poeta dialet­tale Bepi Sar­tori, e il prefet­to vic­ario di Verona Elio Fail­lac­ci, han­no dec­re­ta­to Mari­na Tez­za e Andrea Den­tali quali vinci­tori del pre­mio isti­tu­ito come riconosci­men­to per chi ha fat­to del bene e si è prodi­ga­to per il prossi­mo, come ha ricorda­to Nico­tra durante la ser­a­ta. Sapi­en­te­mente mod­er­a­ta dal­la bel­la gior­nal­ista Maria Critel­li, la ser­a­ta ha ris­er­va­to al folto pub­bli­co momen­ti di parte­ci­pazione davvero inten­sa. La con­dut­trice, dopo avere nom­i­na­to i cinque per­son­ag­gi, selezionati da un appos­i­to Comi­ta­to cos­ti­tu­ito nei mesi scor­si, ha las­ci­a­to che gli stes­si illus­trassero di per­sona le pro­prie azioni mer­i­to­rie per le quali era­no sta­ti can­di­dati al pre­mio. E così, don Gior­gio Benedet­ti, respon­s­abile per la Curia dioce­sana di Verona per lo sport, il tem­po libero, il tur­is­mo e i pel­le­gri­nag­gi, ha rac­con­ta­to come, dal 1990, si stia occu­pan­do di portare in Ter­ra San­ta pel­le­gri­ni prove­ni­en­ti da tut­to il mon­do. Don Gior­gio, con sen­so dell’umorismo, ha illus­tra­to come a Gerusalemme sia tan­gi­bile oggi l’impegno di Verona e dei verone­si, che por­tano sosteg­no con­cre­to alle famiglie di cat­toli­ci ara­bi, spes­so ves­sate da israeliani e palesti­ne­si. «È questo asse­dio delle altre cul­ture», ha com­men­ta­to don Gior­gio, «fa sì che i cat­toli­ci ara­bi, in prat­i­ca, le pren­dano da tutte e due le fazioni». Di qui l’impegno del reli­gioso per queste famiglie, altri­men­ti costrette ad emi­grare dal­la Ter­ra San­ta. Inoltre, il sac­er­dote veronese ha con­tribuito in maniera deter­mi­nante a creare la mostra per­ma­nente dei pre­sepi e la Por­ta San­ta a Gerusalemme. L’al­tra cop­pia di can­di­dati alle Ben­e­meren­ze 2005 era poi cos­ti­tui­ta dal pres­i­dente del Lions di Vil­lafran­ca, Mas­si­mo Zuc­cot­ti assieme all’oculista del­la clin­i­ca Ped­er­zoli di Peschiera, Emil­iano Ghinel­li. Entram­bi stan­no real­iz­zan­do un prog­et­to di vista bion­i­ca per pazi­en­ti affet­ti da patolo­gie irre­versibili del­la reti­na, che por­tano alla cecità e per le quali fino­ra nes­suno ha anco­ra trova­to soluzione. «In col­lab­o­razione con l’americano Mit, il Mass­a­chus­set Insti­tute of Tec­nol­o­gy, i due scien­ziati ital­iani stan­no real­iz­zan­do, uno dal pun­to di vista tec­no­logi­co e l’altro dal pun­to di vista del­la appli­cazione med­ica, un «prog­et­to per un microchip da impiantare nell’occhio umano per ridare la vista a questi pazi­en­ti». Infine, i due poliziot­ti del­la pat­tuglia nau­ti­ca di Peschiera, Mari­na Tez­za e Andrea Den­tale, han­no rac­con­ta­to come, durante una notte esti­va del 2003, men­tre era­no ad una fes­ta a Peschiera, decis­ero di rien­trare in servizio per rispon­dere ad un Sos di un gom­mone con a bor­do diverse per­sone, naufra­ga­to con­tro gli scogli al largo di Sirmione. «Nes­sun altro, a parte noi, pote­va inter­venire dato che non c’erano i mezzi idonei a rag­giun­gere quel pos­to pieno di scogli». han­no rac­con­ta­to. «Sfi­dan­do il buio, il lago mosso e sen­za pun­ti di rifer­i­men­to pre­cisi per evitare le roc­ce», ha sot­to­lin­eato Andrea Den­tale, già pre­mi­a­to assieme alla col­le­ga anche durante l’annuale fes­ta del­la polizia a Verona, «siamo rius­ci­ti a met­tere in sal­vo cinque per­sone di cui tre, nell’impatto sug­li scogli, ave­vano anche ripor­ta­to frat­ture ossee e trau­mi vari, oltre a finire in acqua». È per questo sen­so di respon­s­abil­ità, asso­lu­ta­mente diver­so dal sem­plice sen­so del dovere, ha argo­men­ta­to il pres­i­dente del­la giuria Ange­lo Peretti, che la giuria, pur tra molte dif­fi­coltà nel­la selezione, ha deciso di pre­mi­are questi due per­son­ag­gi, rispet­to a bril­lan­ti esem­pi di sus­sidia­ri­età, come quel­lo di don Gior­gio Benedet­ti, e di sol­i­da­ri­età, come quel­lo di Zuc­cot­ti e Ghinel­li. Da ulti­mo, ma non in ordine di impor­tan­za, l’apprezzato inter­ven­to finale a sor­pre­sa, e a grande richi­es­ta del pub­bli­co, di Bepi Sar­tori, «un’autentica isti­tuzione nel cam­po del­la dialet­tale veronese», come ha ricorda­to Maria Critel­li. Leggen­do alcune delle sue poe­sie in dialet­to, tra cui anche la diver­tente «Dotor, za’ che l’è qua…», Sar­tori ha diver­ti­to e con­quis­ta­to il pub­bli­co, che lo ha poi lunga­mente applaudito.

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