Presentato a Salò il terzo volume della serie “Storia di Salò e dintorni”, dedicato al periodo della “Magnifica Patria”.

20/05/2022 in Cultura, Libri, Storia
A Salò
Di Luigi Del Pozzo

Così, Ele­na Led­da, pres­i­dente del­l’Ate­neo di Salò, ha pre­sen­ta­to il volume:

«Agli stu­di qui pub­bli­cati ne seguiran­no altri su car­ità, assis­ten­za, istruzione, cul­tura, temi affio­rati dalle carte dei ric­chi archivi del­la Riv­iera e del Comune, risis­te­m­ate gra­zie ad un assid­uo lavoro inizia­to negli anni ‘90».  Così scrive­va Gian Pietro Bro­gi­o­lo nell’introduzione al sec­on­do vol­ume, da lui cura­to, del­la serie Sto­ria di Salò e Din­torni, La Mag­nifi­ca Patria (1336–1796). Soci­età, arte, devozione e pan­demia, pub­bli­ca­to nel 2020.

A dis­tan­za di un anno, l’ rende ora pub­bli­ci questi stu­di, dan­do vita al ter­zo libro del­la rac­col­ta che por­ta l’icastico tito­lo Nel­la “Cap­i­tale” del­la Mag­nifi­ca Patria. Le ragioni e la fat­i­ca del vivere.

Nuove tessere si aggiun­gono, dunque, a quelle prece­den­ti per com­pletare il vivi­do, sug­ges­ti­vo  mosaico rap­p­re­sen­ta­ti­vo del­la nos­tra cit­tà e del suo ter­ri­to­rio sot­to la giuris­dizione del­la “Serenis­si­ma”, dura­ta qua­si quat­tro sec­oli. Sono tas­sel­li sto­ri­ografi­ci, spes­so inedi­ti, che rac­con­tano di “rare, struggen­ti e care cose di un lon­tano pas­sato” in gra­do di far­ci riv­i­vere momen­ti ed even­ti impor­tan­ti, di con­di­videre umori, pas­sioni e sen­ti­men­ti di per­son­ag­gi cele­bri o meno noti, ma non cer­to meno impor­tan­ti, che han­no las­ci­a­to trac­ce pro­fonde nei nos­tri luoghi. Sono sostanze vive e mem­o­rie con­crete di una sto­ria che vuole essere nar­ra­ta per aiutar­ci a com­pren­dere la comu­nità del pre­sente, incas­to­na­ta nell’infinitamente diver­so pae­sag­gio del ven­tes­i­mo sec­o­lo, e offrire spun­ti di rif­les­sione per quel­la del domani.

Mer­i­to dei due autori, Lil­iana Aimo e Giuseppe Piot­ti, l’aver saputo scan­dagliare, con com­pe­ten­za, tra gli innu­merevoli doc­u­men­ti archivis­ti­ci per rac­cogliere le tes­ti­mo­ni­anze più ril­e­van­ti e poi tesser­le in quadri uni­tari che ci resti­tu­is­cono spac­cati di vita sociale, reli­giosa, civile e cul­tur­ale in cui l’atmosfera che si res­pi­ra pare fat­ta, direbbe Pap­i­ni, «di luce pal­pa­bile e magica».

Quel­la che ci appare è dunque una “cit­tà di pietra” e al tem­po stes­so una “cit­tà di vita”, con le sue realtà mate­ri­ali (le chiese, i monas­teri, il teatro, le scuole) e l’intelaiatura, meno appariscente ma  impre­scindibile, delle strut­ture orga­niz­za­tive, degli appa­rati ammin­is­tra­tivi, politi­ci, giuridi­ci, educa­tivi. Ma è soprat­tut­to una “cit­tà da vivere”, in tut­ta la sua bellez­za e oper­osità, anche quan­do gli even­ti avver­si ten­tano di scalfirla.

Negli undi­ci capi­toli analiti­ci di questo libro che pre­sen­tano icas­ti­ca­mente i fat­ti accadu­ti, sen­za mai cedere e nul­la con­cedere a un astrat­to o trop­po eru­di­to itin­er­ario, emerge un lavoro di ricer­ca accu­ra­to che non si limi­ta allo stu­dio e all’interpretazione delle carte esam­i­nate, legate pret­ta­mente alla sto­ria locale e attorno alle quali si svilup­pano tesi suf­fra­gate, ma offre sicuri rifer­i­men­ti anche alla sto­ria gen­erale di quell’epoca che sono di grande ausilio per val­utare l’importanza o l’unicità di talu­ni accadimenti.

Il vol­ume, dunque, nel­la sua ampia gam­ma di ques­tioni affrontate e ricostru­ite, anche icono­grafi­ca­mente, al di fuori di ogni sug­ges­tione oleografi­ca ed anzi con un impeg­no di revi­sione crit­i­ca, viene a svol­gere una duplice fun­zione: quel­la di con­tribuire alla ricostruzione del per­cor­so stori­co di Salò in un peri­o­do di par­ti­co­lare pres­ti­gio eco­nom­i­co e politi­co, di gran­di intu­izioni ma anche di fal­li­men­ti,  e quel­la di arric­chire il quadro sto­ri­ografi­co dei rap­por­ti con  la Repub­bli­ca mar­ciana, in ter­mi­ni non solo di mag­giori conoscen­ze, ma anche di una evoluzione dei par­a­dig­mi e cri­teri inter­pre­ta­tivi utili a  ind­i­riz­zare e sti­mo­lare nuovi filoni di ricerca”.

Gian­piero Cipani, sin­da­co di Salò aggiunge:

Salò è una cit­tà ric­ca di per­sone e asso­ci­azioni che fan­no del­la curiosità il motore del­la loro vita e delle loro inizia­tive. Esem­plare, da questo pun­to di vista, l’Ate­neo, che da sec­oli ani­ma un con­cer­to di men­ti e di idee e anco­ra oggi, nonos­tante le dif­fi­coltà con­tin­gen­ti, non ces­sa di pro­porre nuovi prodot­ti e nuove vie di ricerca.

La “Sto­ria di Salò e din­torni”, di cui viene pre­sen­ta­to ora il ter­zo vol­ume, è un esem­pio lumi­noso del­la mobil­i­tazione cul­tur­ale di cui è sta­ta capace l’ac­cad­e­mia salo­di­ana: una ricostruzione inter­dis­ci­pli­nare del lun­go cam­mi­no del­la nos­tra comu­nità nei sec­oli, real­iz­za­ta uti­liz­zan­do e val­oriz­zan­do soprat­tut­to il grande pat­ri­mo­nio doc­u­men­tario di cui Salò è dotata.

Questo mi sem­bra il sig­ni­fi­ca­to fon­da­men­tale del­l’­opera, in quan­to viene a sco­prire un tesoro, il nos­tro pat­ri­mo­nio archivis­ti­co, in cui si è deposi­ta­ta la sto­ria di Salò e del ter­ri­to­rio del­la Riv­iera e che le Ammin­is­trazioni Comu­nali han­no pri­ma, tra XIX e XX sec­o­lo, dife­so e con­ser­va­to, e poi nel­l’ul­ti­mo trenten­nio mes­so in val­ore. L’Ate­neo, per­ciò, ha saputo sin­te­tiz­zare ed esprimere sul piano sci­en­tifi­co l’or­mai sec­o­lare atten­zione che il Comune di Salò ha ded­i­ca­to alle mem­o­rie di cui è cus­tode ed ha col­ma­to un vuo­to di cui da tem­po si sen­ti­va il peso.

Ringrazio, per­ciò, il nos­tro Ate­neo per il suo impeg­no e ringrazio in par­ti­co­lare i due autori che han­no dato vita al vol­ume, i quali tra l’al­tro sono anche pro­tag­o­nisti del grup­po archivis­ti­co del­l’ASAR. Il loro lavoro con­tribuisce a com­pletare l’im­mag­ine del­la nos­tra cit­tà in epoca vene­ta e ci con­vince una vol­ta di più che i val­ori che dis­tin­guono Salò e la Riv­iera non sono da ricer­care solo nei tal­en­ti nat­u­rali del ter­ri­to­rio, ma anche nel­la pres­ti­giosa sto­ria che l’ha inter­es­sato e che ha las­ci­a­to trac­ce che dob­bi­amo non sola­mente con­ser­vare, ma anche val­oriz­zare e far conoscere.

Cre­do che sia com­pi­to del­l’Am­min­is­trazione Comu­nale porre le basi mate­ri­ali ed orga­niz­za­tive per­ché questo fiorire di ricerche e di pub­bli­cazioni pos­sa con­tin­uare ad arric­chir­ci di conoscen­za dei tal­en­ti che abbi­amo rice­vu­to dal pas­sato, ma anche fare del nos­tro pat­ri­mo­nio stori­co, dai doc­u­men­ti ai mon­u­men­ti, un pun­to di forza del­l’im­mag­ine che la nos­tra cit­tà offre al mondo”.

Infine Giuseppe Piot­ti, cura­tore del­l’­opera, nel­la sua intro­duzione ricorda:

Questo ter­zo vol­ume del­la Sto­ria di Salò e din­torni è intera­mente ded­i­ca­to allo stu­dio del­la soci­età salo­di­ana in Età Mod­er­na. Abbi­amo volu­to entrare, per così dire, nel cuore pul­sante del­la cit­tà nei sec­oli del­la dom­i­nazione veneziana, con­di­videre la vita dei suoi abi­tan­ti, sen­tir vibrare i sen­ti­men­ti, le pas­sioni, le con­trad­dizioni, i con­flit­ti che han­no ani­ma­to la sto­ria di Salò e ne han­no costru­ito l’i­den­tità. L’u­so del ter­mine “cap­i­tale” è ovvi­a­mente impro­prio, ma vuole rap­p­re­sentare da un lato la vivac­ità del­la comu­nità cit­tad­i­na dal pun­to di vista eco­nom­i­co, politi­co, cul­tur­ale, reli­gioso, sociale e d’al­tra parte la con­sapev­olez­za mat­u­ra­ta nel­la classe diri­gente salo­di­ana di rap­p­re­sentare la pun­ta di dia­mante e il motore del­la Comu­nità di Riv­iera. Ques­ta coscien­za di sé ha spin­to tal­vol­ta i salo­di­ani ad assumere inizia­tive anche temer­arie per accred­itare e seg­nalare la supre­mazia del­la loro cit­tà sug­li altri cen­tri del­la Mag­nifi­ca Patria, come bene illus­tra Lil­iana Aimo nel pri­mo sag­gio del vol­ume, in cui si par­la dei reiterati ten­ta­tivi di erigere la chiesa par­roc­chiale di San­ta Maria Annun­zi­a­ta in chiesa cat­te­drale, cen­tro di quel­la che avrebbe dovu­to essere la dio­ce­si del­la Riviera.

Il sec­on­do ver­sante del vol­ume è l’at­ten­zione alle con­trad­dizioni e ai con­flit­ti che han­no attra­ver­sato la soci­età salo­di­ana, spes­so funes­ta­ta da un alto tas­so di vio­len­za, tur­ba­ta dal­la con­trap­po­sizione di fazioni, appe­san­ti­ta, come in genere la soci­età del­l’Età Mod­er­na, da una dif­fusa povertà e dal sem­pre incombente ris­chio del­la pauperizzazione.

Gli ulti­mi sag­gi del vol­ume inter­ven­gono pro­prio su queste tem­atiche, stu­dian­do le quali si vede emerg­ere la sof­feren­za che ha accom­pa­g­na­to l’e­sisten­za di molti nos­tri ante­nati, dagli ebrei un tem­po pre­sen­ti in cit­tà e in Riv­iera e poi cac­ciati nel XVI sec­o­lo con il con­trib­u­to atti­vo dei salo­di­ani, agli innu­merevoli poveri che la ric­ca econo­mia del refe non rius­ci­va ad evitare o essa stes­sa pro­duce­va. Si toc­ca il tema delle fazioni con­trap­poste, del cui accani­men­to rimane vit­ti­ma Bersani­no Guizze­rot­ti, che moren­do lascerà un impareg­gia­bile esem­pio di affet­to per la pro­pria cit­tà, per­me­t­ten­do con un lasc­i­to tes­ta­men­tario la nasci­ta di quel­lo che diven­terà il mag­gior Monte di Pietà locale. Infine ver­rà alla luce un momen­to cru­ciale e poten­zial­mente dis­trut­ti­vo del­la vita del­l’is­ti­tuzionale salo­di­ana, che con­siste nel travaglia­to pas­sag­gio dal­la vicinia al con­siglio degli Ottan­ta come organo di gov­er­no del­la cit­tà; e, in occa­sione di ques­ta dif­fi­cile par­ti­ta, emerg­erà una sor­da, ma per­sis­tente e poten­zial­mente peri­colosa con­trap­po­sizione tra il bor­go di Salò e le frazioni, che sul finire del XVI sec­o­lo protes­tano per la loro pre­sun­ta emar­gin­azione attua­ta dai salodiani.

Gli autori si offrono in queste pagine di accom­pa­gnare il let­tore per strade del­l’an­ti­ca “cap­i­tale” del­la Mag­nifi­ca Patria, facen­do per­cepire le gioie e i dolori dei salo­di­ani di un tem­po che fu”.

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