I rappresentanti dell’alto lago chiedono di entrare nella gestione della struttura sanitaria. Intanto l’attività rischia la paralisi per la riduzione del personale

Quote d’ospedale ai sindaci

02/01/2005 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Gerardo Musuraca

I sin­daci dell’alto Gar­da scen­dono in cam­po a tutela del­l’ospedale di Mal­ce­sine e chiedono di pot­er «entrare con una quo­ta» nel­la ges­tione del­la strut­tura san­i­taria. All’indomani del­la riu­nione pre-natal­izia orga­niz­za­ta dall’Aidm, l’Associazione dei dis­abili motori gui­da­ta da Rober­to Bassi, alla quale era inter­venu­to anche il diret­tore gen­erale del­la Ulss 22, Rena­to Pic­coli, i sin­daci scen­dono com­pat­ti in cam­po e pre­cisano la loro posizione sull’unico ospedale pub­bli­co dell’alto lago veronese. Dal­la riu­nione dell’Aidm non era­no emerse gran­di novità sul futuro dell’ospedale se non per quan­to riguar­da il ban­do per l’asseg­nazione del­la ges­tione del­la strut­tura san­i­taria, di cui Pic­coli ha promes­so «l’emanazione entro la metà di gen­naio», e pure rel­a­ti­va­mente all’attivazione del­la con­ven­zione con l’ di Verona, per un del­i­ca­to servizio di con­sulen­za di neu­rolofi­si­olo­gia, ded­i­ca­to ai pazi­en­ti affet­ti dal­la post-poliomielite. Nul­la di con­for­t­ante era però arriva­to per la sos­ti­tuzione del per­son­ale medico licen­zi­atosi o trasfer­i­tosi in questi mesi (sono rimasti solo quat­tro dei dieci orto­pe­di­ci che lavo­ra­vano a Mal­ce­sine, e Pic­coli ha pre­cisato che non saran­no aumen­tati «vis­to che sono pre­visti 10 let­ti per inter­ven­ti orto­pe­di­ci di day hos­pi­tal e day surgery», ndr) né, tan­tomeno, notizie con­for­t­an­ti sono arrivate cir­ca il prog­et­to di ristrut­turazione del­l’in­tero com­p­lesso, pre­vis­to dalle delibere region­ali ma lim­i­ta­to invecde ad uno solo dei due padiglioni, sec­on­do il prog­et­to fat­to redi­gere dal­la Ulss 22. Infine, pic­che anche sul­la richi­es­ta del­l’Aidm di ripristi­no di tutte le attiv­ità pre­sen­ti nel­l’ospedale pri­ma del­la delib­era del­la giun­ta regionale di novem­bre 2002 (quel­la che ne dec­re­ta­va la pro­gres­si­va chiusura, ndr) suc­ces­si­va­mente boc­cia­ta in toto dal Tar Vene­to. Durante la riu­nione di Mal­ce­sine ave­va pre­so la paro­la il sin­da­co di Bren­zone, Gia­co­mo Simonel­li, che ave­va pro­pos­to il coin­vol­gi­men­to dei comu­ni dell’alto lago nel­la ges­tione dell’ospedale. A pochi giorni da quel­la pub­bli­ca assem­blea, il pri­mo cit­tadi­no è tor­na­to uffi­cial­mente sull’argomento per pre­cis­are meglio la pro­pos­ta. Ma non lo ha fat­to da solo. Attorno ad un tavo­lo infat­ti ha riu­ni­to anche il sin­da­co di Mal­ce­sine, Giuseppe Lom­bar­di, accom­pa­g­na­to dall’assessore ai , Liv­io Conci­ni, il sin­da­co di Tor­ri, e, in col­lega­men­to tele­fon­i­co, il sin­da­co di San Zeno di Mon­tagna, Adri­ano Peretti, non inter­venu­to per­sonal­mente per un con­trat­tem­po. «Quan­to pre­vis­to per l’ospedale di Mal­ce­sine», ha attac­ca­to Gia­co­mo Simonel­li, «non ci bas­ta, né ci sta bene. Il ter­ri­to­rio resterà sguar­ni­to dal pun­to di vista san­i­tario, specie nell’ambito delle urgen­ze, con il venire meno di un vero pron­to soc­cor­so». «La pre­sen­za del­la chirur­gia orto­pe­di­ca», gli ha fat­to eco Liv­io Conci­ni, «fino­ra garan­tisce inoltre la pre­sen­za costante dell’anestesista, e questo dà affid­abil­ità e sicurez­za alla strut­tura. I dieci posti di day hos­pi­tal o day surgery invece, con cui per­al­tro sarà impos­si­bile eseguire 2000 inter­ven­ti annui, dato che a Mal­ce­sine si face­vano 2200 inter­ven­ti nel 2002, di cui 700 in day hos­pi­tal ma col per­son­ale orto­pe­di­co al com­ple­to, non garan­ti­ran­no più la pre­sen­za dell’anestesista come oggi avviene». «La via­bil­ità e la sis­temazione dei nos­tri pae­si», ha aggiun­to il sin­da­co di Tor­ri, Gior­gio Pas­sionel­li, «è tale che, tolto Mal­ce­sine, i cit­ta­di­ni deb­bano arrivare a Rovere­to, in Trenti­no, o a Peschiera o Bus­solen­go per trovare un vero ospedale per acu­ti. E questo, durante la sta­gione tur­is­ti­ca, è impens­abile ed avrà riper­cus­sioni neg­a­tive anche sul tur­is­mo delle nos­tre zone, che inevitabil­mente cam­bierà meta, sen­za una strut­tura san­i­taria di rifer­i­men­to». A questo pun­to, ecco la pro­pos­ta dei tre sin­daci, con­di­visa pien­amente anche da Adri­ano Peretti, sin­da­co di San Zeno:«Per ren­dere appetibile, per un pri­va­to, la ges­tione dell’ospedale, il 49 per cen­to delle quote non dà suf­fi­ci­en­ti garanzie. I quat­tro Comu­ni dell’alto lago quin­di si pro­pon­gono per acquisire lo 0.5 per cen­to cias­cuno per un totale del 2 per cen­to che, som­ma­to al 49 per cen­to che resterà nelle mani del­la Regione attra­ver­so l’Ulss, garan­tirà ai cit­ta­di­ni da un lato che l’ospedale resterà pub­bli­co e, dall’altro, garan­tirà anche al pri­va­to adegua­ta lib­ertà d’azione e di inves­ti­men­to. Insom­ma, noi siamo disponi­bili a ques­ta oper­azione, che con­sid­e­ri­amo l’unico modo per avere voce in capi­to­lo rispet­to alla tutela del­la salute pub­bli­ca nei nos­tri ter­ri­tori». «Anche se sap­pi­amo già la legge regionale non prevede fino­ra ques­ta pos­si­bil­ità», ha con­clu­so Pas­sionel­li, «la giun­ta regionale è sovrana, e si può pro­porre una dero­ga alla leg­go o, al lim­ite, di far­la cam­biare dal con­siglio regionale». «L’importante comunque»,- ha rib­a­di­to a più riprese il sin­da­co di Mal­ce­sine «è che il diret­tore Pic­coli rispet­ti i tem­pi, emani ed asseg­ni il ban­do di ges­tione. Altri­men­ti si rischia la ulte­ri­ore par­al­isi per molti mesi, vis­to che gli attuali organ­is­mi del gov­er­no regionale sono in sca­den­za di manda­to». Aspettare potrebbe nuo­cere all’ospedale di Mal­ce­sine. Altro per­son­ale potrebbe decidere di andarsene, con ulte­ri­ore aggravio del­la situazione.