Dopo l’esame pratico di vela per gli studenti di Scienze motorie, «Sail camp» per i giovani fino alla fine di agosto

Regate e campeggio nel regno della vela

15/07/2003 in Sport
Di Luca Delpozzo
Luca Belligoli

Tor­ri è la cap­i­tale didat­ti­ca del­la vela sul Gar­da. Pochi giorni fa si è volto l’esame prati­co di vela dal­la facoltà di scien­ze moto­rie dell’ di Verona e da ieri è sede di «Sail camp», il campeg­gio a vela, un modo inter­es­sante e coin­vol­gente di pro­porre questo sport ai gio­vani prin­cipi­anti. «Il cor­so di vela che rien­tra nel set­tore degli sport di squadra ha ottenu­to un buon suc­ces­so; quest’anno lo han­no segui­to 45 allievi, (30 donne e 15 uomi­ni)», spie­ga il docente Beppe Devoti che nel 1991 ha vin­to il tito­lo mon­di­ale del­la classe olimpi­ca Star a prua di Rober­to Bena­mati, che è coor­di­na­tore degli istrut­tori fed­er­ali del­la XIV zona del­la (cioè è istrut­tore degli istrut­tori) e che segue la preparazione dei migliori equipag­gi ital­iani delle clas­si gio­vanili 29Er e l’Equipe. «Quest’iniziativa mi è sta­ta pro­pos­ta dal pro­fes­sor Gior­gio Mon­tre­sor, che è un appas­sion­a­to velista, e io ho accetta­to con entu­si­as­mo. Il pro­gram­ma del cor­so, che dà dirit­to a 3 cred­i­ti for­ma­tivi per il cor­so di lau­rea in scien­ze moto­rie, prevede una parte prat­i­ca che si svolge a bor­do di imbar­cazioni da rega­ta (i monotipi cab­i­nati Blu Rim­i­ni). C’è anche una parte teori­co-nozion­is­ti­ca e quin­di un esame scrit­to che com­prende sto­ria del­la vela ago­nis­ti­ca mod­er­na, rego­la­men­to di rega­ta, mete­o­rolo­gia, teo­ria dell’imbarcazione a vela, tec­ni­ca di , tat­ti­ca e strate­gia di rega­ta». «Ques­ta attiv­ità mi ha entu­si­as­ma­to», affer­ma Devoti, «anche per­ché gli stu­den­ti han­no segui­to il cor­so con impeg­no e seri­età otte­nen­do buoni risul­tati; per questo cor­so uni­ver­si­tario, ma anche per le scuole di vela, l’incremento delle iscrizioni è costante; non si trat­ta più però di una moda, dell’effetto Luna Rossa o Cop­pa Amer­i­ca, ma di una scelta che nasce dal bisog­no di prati­care uno sport a con­tat­to con la natu­ra e di met­ter­si alla pro­va». Una scelta esisten­ziale per conoscere meglio se stes­si? «Direi che nel caso di Sail camp si trat­ta di un’esperienza for­ma­ti­va ad ampio respiro riv­ol­ta ai ragazzi dagli 11 ai 17 anni», spie­ga Emilio — det­to Mim­mo-Palmieri, istrut­tore fed­erale Fiv e pres­i­dente dell’associazione Est Gar­da equipe vela che ha sede a Verona in via Mag­el­lano e base nau­ti­ca a Tor­ri. «Sail camp esce dai canoni clas­si­ci delle scuo­la vela», affer­ma Palmieri che ha nel suo pal­mares impor­tan­ti regate inter­nazion­ali a bor­do di imbar­cazioni d’altura e con le clas­si olimpiche, «ho nota­to che spes­so gli ado­les­cen­ti mal sop­por­tano la ripet­i­tiv­ità dell’impostazione didat­ti­ca; usare sem­pre le stesse barche, nav­i­gare per anni nei medes­i­mi luoghi e sen­tir­si ripetere a iosa inseg­na­men­ti sen­ti­ti chissà quante volte può creare in loro un bloc­co psi­co­logi­co e allon­ta­narli defin­i­ti­va­mente da questo splen­di­do sport. Sail Camp è nato pro­prio per creare inter­esse e sti­mo­lare i ragazzi, per pro­porre loro un per­cor­so di espe­rien­ze e conoscen­ze inter­es­san­ti che va anche al di là dell’attività sporti­va». Il pro­gram­ma di Sail camp, che si svol­gerà fino alla fine di agos­to ogni lunedì e mart­edì, prevede due giorni di vela «full time» con per­not­ta­men­to in campeg­gio. «Si par­tirà la mat­ti­na del lunedì da Tor­ri e dopo una gior­na­ta intera di nav­igazione nell’alto lago, a sec­on­da delle con­dizioni mete­o­ro­logiche, si attrac­cherà a Mal­ce­sine o Cam­pi­one. Saran­no uti­liz­zate barche del­la classe Asso 99», con­tin­ua Palmieri, «usare imbar­cazioni di queste dimen­sioni tec­niche, diver­ten­ti e sicure che per­me­t­tono di portare a bor­do 6–7 per­sone, dà la pos­si­bil­ità a tut­ti i cor­sisti di sper­i­menta­re diver­si ruoli: dal tim­o­niere, al prodiere, dal ran­dista al trapezista. Il tut­to, sot­to la super­vi­sione dell’istruttore che a sua vol­ta fa parte dell’equipaggio. Con­di­videre ques­ta espe­rien­za a fian­co di diver­si altri coetanei, impara­re le regole del­la nav­igazione diret­ta­mente in bar­ca, sper­i­menta­re rotte mai per­corse, ammi­rare splen­di­di pae­sag­gi da un’inconsueta prospet­ti­va, appro­dare in luoghi che mag­a­ri si sono visti solo da ter­ra sono sti­moli che è dif­fi­cile avere con i clas­si­ci cor­si». «Tut­ti han­no la pas­si­bil­ità di avere una col­lo­cazione a bor­do rap­por­ta­ta alle pro­prie carat­ter­is­tiche tec­niche e fisiche; una delle più impor­tan­ti novità è di avere l’istruttore a bor­do», sot­to­lin­ea Palmieri, «i ragazzi inoltre ven­gono respon­s­abi­liz­za­ti attra­ver­so l’attribuzione di com­pi­ti che sono com­ple­men­tari a quel­li degli altri com­po­nen­ti dell’equipaggio».