Il direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Desenzano conquista con 92 punti, la valutazione più alta della Regione tra i colleghi bresciani. Borelli il migliore. Dietro a pari punti Scarcella, Mastromatteo e Foschini. Chiude Tonini

Sanità, ecco le pagelle ai manager

18/04/2007 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

A fare cen­tro ques­ta vol­ta è sta­to Mau­ro Borel­li, numero uno dell’Azienda ospedaliera di Desen­zano, che ha por­ta­to a casa una pag­el­la con 92 pun­ti su 100, uno dei pun­teg­gi più alti fino­ra con­se­gui­ti dai man­ag­er che si sono suc­ce­du­ti ai ver­tice delle diverse strut­ture region­ali lombarde.Alle sue spalle, dis­tanziati di gran lun­ga, si sono piaz­za­ti tut­ti gli altri diret­tori di Asl e aziende ospedaliere: Lucio Mas­tro­mat­teo (Azien­da ospedaliera di Bres­cia, che com­prende gli Spedali Civili, Mon­tichiari, Gar­done Vt.), Carme­lo Scar­cel­la (diret­tore dell’Asl di Bres­cia) e Ange­lo Fos­chi­ni (diret­tore dell’Asl di Val­ca­mon­i­ca e dell’Azienda ospedaliera) tut­ti con 77 pun­ti. Infine, un gradi­no più sot­to è sta­to giu­di­ca­to Gabriele Toni­ni (Azien­da ospedaliera di Chiari) con 76 punti.I cri­teri sta­bil­i­ti dal­la giun­ta regionale per l’esercizio 2006 han­no fis­sato un mas­si­mo di 60 pun­ti attribuibili dal­la Direzione gen­erale del­la San­ità sul­la base del­la ver­i­fi­ca del rag­giung­i­men­to degli obi­et­tivi asseg­nati e i restanti 40 indi­cati dal comi­ta­to ristret­to di asses­sori sul­la base di una val­u­tazione sul­la qualità/comportamenti man­age­ri­ali: quest’ultima val­u­tazione viene chia­ma­ta «pun­teg­gio politico».Infatti, deve ten­er con­to di alcu­ni para­metri, come la coeren­za tra l’azione dell’azienda e la polit­i­ca san­i­taria regionale, la capac­ità di costru­ire un’immagine pos­i­ti­va sia del­la strut­tura che del servizio san­i­tario regionale, svilup­pan­do un’efficace comu­ni­cazione anche attra­ver­so i mass media. E anco­ra, la capac­ità di svilup­pare politiche azien­dali di riequi­lib­rio eco­nom­i­co finanziario e pro­ces­si rior­ga­niz­za­tivi coer­en­ti, miglio­ran­do i liv­el­li qual­i­ta­tivi ed assis­ten­ziali sen­za provo­care inefficienze.Mauro Borel­li ha ottenu­to l’en plein anche per­ché ha rag­giun­to gli altri obi­et­tivi fis­sati dal­la regione e val­utabili dal­la direzione gen­erale di via Pola. Fra questi ricor­diamo il rispet­to dei tem­pi delle liste d’attesa e delle regole di gov­er­no eco­nom­i­co-finanziario, quin­di le opere di ristrut­turazione ed edilizia san­i­taria, il prog­et­to del­la car­ta san­i­taria Siss (Desen­zano, ricor­diamo, è sta­to il cen­tro di pre­sen­tazione e svilup­po del­la nuo­va card regionale cura­to dal Servizio Infor­mat­i­ca), infine il rispet­to dei tem­pi e delle modal­ità di trasmis­sione dei flus­si infor­ma­tivi. Ricor­diamo che a Desen­zano fa capo un altro pre­sidio ospedaliero Maner­bio nel­la Bas­sa e Gavar­do in Valsabbia.Quest’ultimo noso­comio è sta­to a lun­go al cen­tro di una acce­sa querelle che un giorno lo vede­va soc­combere a favore di un nuo­vo ospedale e l’altro giorno risorg­ere, des­ti­natario di cor­posi inves­ti­men­ti per la ristrut­turazione in un’area san­i­taria impor­tante. Ora, per Gavar­do, si sono aper­ti impor­tan­ti lavori di ammodernamento.Borelli par­la di «impor­tante tra­guar­do rag­giun­to gra­zie soprat­tut­to al gio­co di squadra». In effet­ti, questi risul­tati non sono appan­nag­gio di un sin­go­lo man­ag­er ma di uno staff di diri­gen­ti che nell’azienda di Desen­zano ha saputo cogliere questo tra­guar­do impor­tante pur con il lim­ite del­la cron­i­ca caren­za di organico.Che non è il pri­mo tra­guar­do, per­ché anche con il pre­de­ces­sore di Borel­li, Ange­lo Fos­chi­ni (oggi al tim­o­ne dell’Asl di Val­ca­mon­i­ca) gli obi­et­tivi era­no sta­ti sem­pre toc­cati con invidi­a­bili pun­teg­gi. Bas­ta, però, un banale ritar­do di trasmis­sione di un flus­so, che il pun­teg­gio può subire una vari­azione. Va poi sot­to­lin­eato, riguar­do a Fos­chi­ni, che gli obi­et­tivi fis­sati per un’Asl sono più com­p­lessi di quel­li di un’azienda ospedaliera e, di con­seguen­za, appare più dif­fi­cile e com­pli­ca­to rag­giun­gere pun­teg­gi vis­tosi. Per esem­pio, il numero degli obi­et­tivi è mag­giore e toc­ca aree che non esistono in un’azienda ospedaliera. È una costante per le aziende san­i­tarie e per i loro manager.In ogni caso, la san­ità bres­ciana anco­ra una vol­ta si è ben com­por­ta­ta. Rice­vere pag­elle con una larga suf­fi­cien­za e per di più da tut­ti i suoi gen­er­al man­ag­er è un’ulteriore tes­ti­mo­ni­an­za del­la loro capac­ità e del buon asset­to orga­niz­za­ti­vo del­la san­ità del­la nos­tra provincia.