Divieto assoluto di innaffiare

Sanzioni fino a 500 euro

28/06/2005 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Bazerla

Il forte e cres­cente con­sumo di acqua pota­bile, a fronte del sen­si­bile aumen­to del­la tem­per­atu­ra, ha costret­to ieri il sin­da­co Ren­zo Frances­chi­ni a emanare un’ordinanza urgente che vieta di innaf­fi­are prati, orti, gia­r­di­ni e piazze. Il divi­eto è asso­lu­to: non è pos­si­bile uti­liz­zare l’acqua dell’acquedotto comu­nale dalle 3 alle 23. Agli inadem­pi­en­ti sarà com­mi­na­ta una sanzione ammin­is­tra­ti­va da 25 a 500 euro. «Con­sid­er­a­to il forte e cres­cente con­sumo di acqua des­ti­na­ta all’uso umano», spie­ga il sin­da­co, «dovu­to prin­ci­pal­mente all’aumento dell’afflusso tur­is­ti­co e soprat­tut­to a un indis­crim­i­na­to e sre­go­la­to uso del­la stes­sa, ci vedi­amo costret­ti a emanare ques­ta ordi­nan­za per­ché sti­amo assis­ten­do all’abbassamento delle falde idriche. Ma questo fenom­e­no», pros­egue il sin­da­co, «sta amplian­dosi, almeno nel nos­tro ter­ri­to­rio comu­nale, anche per l’approvvigionamento di acque da parte di pozzi pri­vati, nonché per l’utilizzo con­sis­tente delle piscine ad uso pri­va­to. Ho invi­ta­to i vig­ili urbani a mon­i­torare il ter­ri­to­rio per un con­trol­lo sig­ni­fica­ti­vo e per garan­tire una scrupolosa atten­zione all’ordinanza. Non tan­to per una ques­tione di carat­tere repres­si­vo, ma soprat­tut­to per la tutela del­la salute pub­bli­ca e per la sal­va­guardia delle falde freatiche e idriche».