Proposta della Comunità del Garda agli enti pubblici del Mantovano

Serve un progettoper rifare la rete idrica

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Di Luca Delpozzo
S.J.

Si svol­gerà tra fine gen­naio e i pri­mi giorni di feb­braio una con­feren­za gen­erale sulle acque del lago di Gar­da. A riu­nire gli ammin­is­tra­tori garde­sani sarà la che nell’ultimo diret­ti­vo del 2007, in Vil­la Mirabel­la, ha affronta­to temi legati all’acqua, ai liv­el­li, all’utilizzo del­la gal­le­ria Mori-Torbole.Il pres­i­dente Aventi­no Frau ha rifer­i­to con sod­dis­fazione che, a segui­to delle pres­sioni e dell’azione diret­ta del­la stes­sa Comu­nità, il com­mis­sario stra­or­di­nario per l’emergenza idri­ca Bernar­do De Bernardis ha esclu­so l’utilizzo dell’acqua del fiume Adi­ge, attra­ver­so l’apertura del­la gal­le­ria Mori-Tor­bole, per innalzare, nel peri­o­do inver­nale, il liv­el­lo del Gar­da. Una pro­pos­ta che era sta­ta lan­ci­a­ta dagli uti­liz­za­tori di valle e dai Con­sorzi irrigui mantovani.Le con­dizioni qual­i­ta­tive e fisiche delle acque del Gar­da e dell’Adige sono ovvi­a­mente diverse e, dal­la com­mistione tra le due, il Gar­da ne sof­frirebbe pesan­te­mente, anche in con­sid­er­azione del lentis­si­mo — qua­si 30 anni — peri­o­do di ricam­bio com­ple­to delle acque del bacino.In seno alla Comu­nità non man­ca la pre­oc­cu­pazione per il liv­el­lo del lago, mai così bas­so negli ulti­mi 10 anni. Oggi è stazionario sui 40 cen­timetri sopra lo zero idro­met­ri­co, men­tre dal­la diga di Salionze l’uscita è di 13 metri cubi al sec­on­do, il min­i­mo per garan­tire il deflus­so vitale al Min­cio. Le piogge degli ulti­mi giorni, ma soprat­tut­to l’arrivo delle pre­cip­i­tazioni nevose in alta quo­ta, sono sen­za dub­bio seg­nali pos­i­tivi per l’approvvigionamento d’acqua e per arrivare in pri­mav­era con un lago a quote molto al di sopra degli attuali 40 centimetri.Intanto l’orientamento del­la Comu­nità del Gar­da rimane quel­lo di una stren­ua dife­sa delle acque, del mas­si­mo con­teni­men­to delle erogazioni per un’ agri­coltura, come la man­to­vana, idri­ca­mente poco orga­niz­za­ta. La Comu­nità ha prospet­ta­to le pos­si­bili soluzioni al prob­le­ma del­la sem­pre più fre­quente caren­za idri­ca con un piano di inves­ti­men­ti nel set­tore agri­co­lo che miri a una revi­sione del tipo di col­ture e alla razion­al­iz­zazione del sis­tema irriguo così da risparmi­are acqua; inter­ven­ti di canal­iz­zazione di acqua dell’Adige nel Min­cio des­ti­na­ta all’agricoltura, ma da eseguir­si a valle del lago di Gar­da sen­za toc­care il baci­no, con l’obiettivo di una tutela degli inter­es­si ambi­en­tali e tur­is­ti­ci, del­la regione garde­sana. Il diret­ti­vo del­la Comu­nità del Gar­da ha poi accolto la pro­pos­ta del sin­da­co di Salò Giampiero Cipani di orga­niz­zare, pri­ma dell’estate, una con­feren­za gen­erale sulle acque del Gar­da con l’obiettivo di fare sen­tire alle autorità pre­poste il pen­siero e la volon­tà di tut­ti gli ammin­is­tra­tori garde­sani, su una prob­lem­at­i­ca che è sem­pre più deter­mi­nante per lo svilup­po eco­nom­i­co del ter­ri­to­rio e la sal­va­guardia dell’ecosistema lacustre.

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