La frazione di Pai in festa per l’inaugurazione della restaurata chiesa del ’500 Ma San Marco cerca aiuti

Servono 10.000 euro per saldare i debiti

10/12/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Brenzone

La frazione di Pai in fes­ta con l’inaugurazione del­la restau­ra­ta chiesa di San Mar­co. Di fronte ad una chiesa let­teral­mente tra­boc­cante per la mes­sa l’ottantunenne par­ro­co di Pai, don Gio­van­ni Andreoli, ha uffi­cial­mente inau­gu­ra­to il restau­ro del­la chiesa ded­i­ca­ta al patrono del­la frazione a nord di Tor­ri. Il restau­ro del­la chiesa, affac­cia­ta a stra­pi­om­bo sul Gar­da e let­teral­mente aggrap­pa­ta ad un lem­bo di roc­cia, è costa­to oltre due­cen­to mil­ioni delle vec­chie lire, gra­zie alla col­lab­o­razione di due isti­tu­ti ban­cari, la CariVerona e la Ban­ca Popo­lare, e all’impegno dell’amministrazione comu­nale gui­da­ta dal sin­da­co Alber­to Vedovel­li e a quel­lo del­la Provin­cia di Verona. Molti con­tribu­ti eco­nomi­ci e lavo­ra­tivi sono inoltre arrivati da tut­ti i fedeli del­la frazione, come pure da ospi­ti e tur­isti che han­no sog­gior­na­to a Tor­ri e Pai negli ulti­mi cinque anni. Già, per­ché è dal 1997 che, in prat­i­ca, sono par­ti­ti i lavori di restau­ro del­la chieset­ta del 1500. In questo tem­po, perfi­no i bam­bi­ni di Pai ave­vano «ven­du­to» a i loro pic­coli man­u­fat­ti, rac­coglien­do i sol­di per la chiesa. La mes­sa a nor­ma dell’impianto elet­tri­co, di quel­lo di riscal­da­men­to, il ripristi­no delle fac­ciate esterne, il recu­pero degli affres­chi, degli arre­di interni e delle dec­o­razioni dell’altare, sono sta­ti al cen­tro dei lavori. Con­dot­ti, per buona parte dal restau­ra­tore Erminio Sig­nori­ni e dal­l’ar­chitet­to di , Ele­na Avanzi­ni. Alla gio­vane architet­to, conosci­u­ta da don Gio­van­ni «fin da bam­bi­na, quan­do era mia par­roc­chi­ana», come lo stes­so prete ha ricorda­to, è anda­to un gra­zie davvero par­ti­co­lare, dato che «ha lavo­ra­to in questi anni per la chiesa, sem­pre e solo a tito­lo gra­tu­ito», come ha ricorda­to l’asses­sore di Pai e mem­bro del con­siglio pas­torale Rita Mena­pace. E «la chiesa di San Mar­co, dopo i lavori, ha cam­bi­a­to davvero volto» come ha illus­tra­to dal­l’altare Erminio Sig­nori­ni, dopo la mes­sa, nel pre­sentare al pub­bli­co il nuo­vo pieghev­ole sul­la chiesa, da lui cura­to per con­to del­la comu­nale di Tor­ri. Ma non è tut­to. Durante il restau­ro, nel­la lunet­ta del­l’ab­side sono state «ritrovate e recu­per­ate trac­ce di affres­chi con rap­p­re­sen­tazione di cinte murarie, di cui non è ben chiaro il sig­ni­fi­ca­to. Potreb­bero però anche essere una rap­p­re­sen­tazione del­la realtà di Tor­ri del Bena­co nel 1500», come ha pre­cisato Sig­nori­ni, «e questo sarebbe l’unico caso del genere, oltre alla rap­p­re­sen­tazione, di epoca però suc­ces­si­va, pre­sente sul ter­ri­to­rio, nel­la chiesa di Sant’Antonio a Tor­ri». E, oltre al sin­da­co di Tor­ri Alber­to Vedovel­li, al vicesin­da­co e a vari altri con­siglieri comu­nali, autorità civili e mil­i­tari, il più sod­dis­fat­to era cer­ta­mente il qua­si com­mosso ma rag­giante don Gio­van­ni. «Ringrazio il Sig­nore», ha con­clu­so il parroco,«e davvero tut­ti quel­li che han­no con­sen­ti­to il ter­mine dei lavori per la nos­tra bel­lis­si­ma «Cat­te­drale di San Mar­co. Io ho solo parte­ci­pa­to da dietro le quinte e tut­to il mer­i­to è di voi e di quan­ti han­no avu­to vera­mente a cuore le sor­ti del­la chiesa». L’ultimo e con­clu­si­vo sfor­zo, rimas­to anco­ra sul grop­pone a don Gio­van­ni e ai suoi par­roc­chi­ani è ora il recu­pero degli ulti­mi diec­im­i­la euro, qua­si ven­ti mil­ioni delle vec­chie lire, per sal­dare defin­i­ti­va­mente le ditte che han­no esple­ta­to parte dei lavori. Una mano sul cuore quin­di e l’altra al portafoglio, per con­clud­ere total­mente «l’operazione San Marco».

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