Condivisi i 10 principi del progetto Parole O_Stili e l’impegno a osservarli, promuoverli e diffonderli. Un’iniziativa di sensibilizzazione contro la violenza delle parole.

Sirmione firma il manifesto della comunicazione non ostile

20/05/2021 in Attualità
Di Redazione

Un prog­et­to sociale di sen­si­bi­liz­zazione con­tro la vio­len­za delle parole”: si rias­sume così l’essenza del “Man­i­festo del­la comu­ni­cazione non ostile” a cui la Giun­ta Comu­nale di Sirmione ha for­mal­mente ader­i­to, assieme ad altri comu­ni ital­iani tra cui e Torino. 

Un’iniziativa impor­tante e sig­ni­fica­ti­va, nata dal­la pro­pos­ta  del­la fon­da­trice e pro­motrice Rosy Rus­so con l’obiettivo di con­trastare l’odio in rete soste­nen­do un uso con­sapev­ole del lin­guag­gio da parte degli uten­ti, delle isti­tuzioni e di tut­ti col­oro che rico­prono ruoli fon­da­men­tali nel­la comu­ni­cazione online e offline.

Il potere delle parole: com­muovono, unis­cono, scal­dano il cuore — si sot­to­lin­ea infat­ti nel sito di Parole O_Stili — oppure feriscono, offendono, allon­tanano. In Rete spes­so l’aggressività dom­i­na tra tweets, post, sta­tus e sto­ries. È vero che i social media sono luoghi vir­tu­ali, ma è vero che le parole che vi si incon­tra­no sono reali e che le con­seguen­ze sono reali. Per questo oggi, specie in Rete, dob­bi­amo stare atten­ti a come usi­amo le parole”.

Dare giuste regole alla comu­ni­cazione per avere un lin­guag­gio rispet­toso è impor­tante oggi più che mai  – affer­ma il Sin­da­co – soprat­tut­to quan­do a essere coin­volti sono sogget­ti frag­ili, come ad esem­pio gli ado­les­cen­ti. Per questo moti­vo la  Giun­ta ha deciso di aderire al prog­et­to di Parole O_Stili, chieden­do poi a tut­ti i nos­tri cit­ta­di­ni di fare pro­pria ques­ta iniziativa”. 

L’incontro con gli altri si regge sul­la comu­ni­cazione – aggiunge l’assessore alla Cul­tura – e la nos­tra cresci­ta, indi­vid­uale e di comu­nità, pas­sa dal­la capac­ità di ascolto rec­i­pro­co. Le parole pos­sono così diventare inclu­sive e aiutar­ci a super­are ogni tipo di dif­feren­za. In tal sen­so va colto il recente invi­to di a scegliere le parole che ci fac­ciano vivere davvero”.

La fir­ma odier­na diven­ta così un gesto con­cre­to, mira­to ad  avval­o­rare ulte­ri­or­mente ciò che già da tem­po il Comune di Sirmione si impeg­na a fare attra­ver­so i pro­pri canali di comu­ni­cazione dig­i­tali e tradizion­ali: ascolto, com­pren­sione e rispet­to guidano da sem­pre ogni scelta lin­guis­ti­ca attuata. 

Sirmione per­corre quin­di la stra­da già intrapre­sa da altri comu­ni ed enti che han­no già ader­i­to a questo prog­et­to fir­man­do il man­i­festo con­te­nente i 10 prin­cipi fondamentali.

 

IL MANIFESTO

Pen­sato per la ges­tione dei rap­por­ti tra cit­ta­di­ni e pub­bliche ammin­is­trazioni, è uno stru­men­to per aiutare conc­re­ta­mente a definire poche e sem­pli­ci regole che con­sen­tano di instau­rare un dial­o­go “non ostile”, pri­mo vero pre­sup­pos­to per la parte­ci­pazione civi­ca. Questo Man­i­festo è il frut­to di un lavoro di parte­ci­pazione col­let­ti­va a cui han­no con­tribuito tutte le orga­niz­zazioni del­la soci­età civile e le ammin­is­trazioni impeg­nate nell’attuazione del ter­zo action plan ital­iano per l’open gov­ern­ment.  — fonte www.paroleostili.it

 

  1. Vir­tuale è reale

Non c’è buona ammin­is­trazione sen­za buona comu­ni­cazione. Investo le migliori energie per­ché la mia comu­ni­cazione online e offline sia sem­plice, acces­si­bile, com­pren­si­bile, traspar­ente, cortese. So che quan­to scri­vo in Rete ha con­seguen­ze reali. 

  1. Si è ciò che si comunica

So che l’azione ammin­is­tra­ti­va risul­ta tan­to più effi­cace quan­to più effi­cace­mente la comu­ni­co: i cit­ta­di­ni han­no il dirit­to di accedere con facil­ità e fidu­cia a dati, doc­u­men­ti, infor­mazioni e servizi, di essere coin­volti nelle scelte, di capire e ver­i­fi­care il mio operato.

  1. Le parole dan­no for­ma al pensiero

Evi­to le for­mule astruse. Il buro­cratese ves­sato­rio. I ter­mi­ni ingle­si fuor­vianti. So che capire è dirit­to di ogni cit­tadi­no. Se la mia espres­sione è oscu­ra, questo sig­nifi­ca che anche il mio pen­siero e la mia azione non sono chiari e traspar­en­ti a suf­fi­cien­za. Incor­ag­gio il dialogo.

 

  1. Pri­ma di par­lare bisogna ascoltare

Ascolto le opin­ioni e i sug­ger­i­men­ti dei cit­ta­di­ni. Scel­go la col­lab­o­razione e atti­vo canali che favoriscano un dial­o­go costrut­ti­vo e civile. Se un dub­bio o un que­si­to viene espres­so, rispon­do con tem­pes­tiv­ità. Se un dis­a­gio viene man­i­fes­ta­to, mi inter­ro­go su cause e rimedi.

  1. Le parole sono un ponte

Scel­go parole e stru­men­ti adat­ti a dialog­a­re con tut­ti i cit­ta­di­ni, com­pre­si anziani, stranieri, per­sone poco sco­lar­iz­zate. Ver­i­fi­co che quan­to dico o scri­vo ven­ga capi­to dai cit­ta­di­ni. È mia respon­s­abil­ità far­mi capire, favoren­do una comu­ni­cazione pos­i­ti­va e propositiva.

 

  1. Le parole han­no conseguenze

Sono con­sapev­ole del fat­to che ogni mio mes­sag­gio e ogni mia azione han­no con­seguen­ze con­crete e ril­e­van­ti per la quo­tid­i­an­ità dei cit­ta­di­ni. Sono acces­si­bile, infor­mo, sem­pli­fi­co, ren­do chiari gli adem­pi­men­ti e le procedure.

      7. Condividere è una responsabilità

Quan­to con­di­vi­do in rete influisce sul­la percezione del mio oper­a­to. Aggiorno infor­mazioni e dati.
Li ren­do reperi­bili, se pos­si­bile in for­ma­to aper­to. Non dif­fon­do mes­sag­gi fuor­vianti o poco traspar­en­ti. Infor­mo i cit­ta­di­ni sui loro dirit­ti: conoscen­za, pri­va­cy, sicurezza.

  1. Le idee si pos­sono dis­cutere. Le per­sone si devono rispettare

Il rispet­to rec­i­pro­co è il fon­da­men­to del­la con­viven­za civile e miglio­ra la col­lab­o­razione e la parte­ci­pazione. Fac­cio sì che ogni mia comu­ni­cazione sia rispet­tosa dei cit­ta­di­ni nel­la for­ma e nel­la sostan­za, e pro­muo­vo pres­so la col­let­tiv­ità una cul­tura del rispetto.

  1. Gli insul­ti non sono argomenti

Gli insul­ti sono umilianti sia per chi li riceve, sia per chi li fa, sia per chi ne è spettatore.
Invi­to chi insul­ta a esprimere altri­men­ti la pro­pria opin­ione. Non tollero insul­ti, nem­meno quan­do van­no a mio favore. Dif­fon­do una neti­quette per il buon uso dei miei canali online.

    10. Anche il silenzio comunica

So che l’attenzione e il tem­po dei cit­ta­di­ni sono preziosi e val­oriz­zo la bre­vità. Comu­ni­co solo per motivi fun­zion­ali: per pro­muo­vere con­sapev­olez­za e parte­ci­pazione e mai per ragioni pro­pa­gan­dis­tiche. La mia comu­ni­cazione è sem­pre utile, nec­es­saria e pertinente.