Il sindaco critico nei confronti dell’ente sovracomunale di cui è vicepresidente e dal quale sono usciti numerosi paesi rivieraschi. Passionelli: «Meglio la Conferenza dei sindaci che la Comunità del Garda»

«Soltanto fiumi di parole per il lago»

25/03/2007 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Annamaria Schiano

Il vicepres­i­dente del­la e sin­da­co di Tor­ri, , lan­cia un sos per le prob­lem­atiche del lago, in par­ti­co­lare per la situ­azione di stal­lo del­la pub­bli­ca che non decol­la nel­la direzione aus­pi­ca­ta. «In questo anno in Comu­nità si sono fat­te molte pro­poste, alcune han­no pre­so la direzione gius­ta, come ad esem­pio l’osservatorio per la qual­ità dell’acqua o la dis­lo­cazione sta­bile a Salò del­la , altre invece sono rimaste sul­la car­ta. Tra queste il servizio di avvi­so di bur­ras­ca: otti­mo prog­et­to al quale Tor­ri ha ader­i­to subito indi­can­do anche dove posizionarlo, ma dopo otto-dieci mesi sti­amo anco­ra aspet­tan­do di pas­sare alla fase operativa».È la nav­igazione pub­bli­ca, però, il tema che più sta a cuore a Pas­sionel­li. «Fiu­mi di parole e di belle idee, ma allo sta­to delle cose nul­la è cam­bi­a­to. Bisogna creare una soci­età mista sgan­ci­a­ta dal­la ges­tione dei Tre Laghi, trovare un accor­do tra Comu­ni e creare un con­sorzio. In questo momen­to è cadu­ta un pò la parte­ci­pazione in segui­to ad alcu­ni dis­ac­cor­di nel­la Con­feren­za dei sin­daci: è sta­ta fre­na­ta la coe­sione che si era con­sol­i­da­ta e quin­di aus­pi­co che ven­ga ripresa l’attività del­la Con­feren­za dei sin­daci riv­ieraschi al più presto, per­chè è l’unico vero organ­is­mo che può dare risposte con­crete e deci­sive per i prob­le­mi del lago». Un mes­sag­gio forte e chiaro che mette in gio­co la stes­sa Comu­nità del Gar­da, sopratut­to se lan­ci­a­to dal suo vicepres­i­dente. «Nonos­tante gli sforzi di Frau», pre­cisa Pas­sionel­li «non si è arrivati a nul­la, anzi siamo rius­ci­ti a perdere l’adesione anche di , ulti­mo degli usci­ti dopo Desen­zano, Sirmione, Peschiera, Lazise e Mal­ce­sine. Ora sono, rimasti tre Comu­ni del­la spon­da veronese: Gar­da, Tor­ri e Bren­zone e pro­prio Bren­zone recen­te­mente ave­va ven­ti­la­to la sua usci­ta poi rien­tra­ta. Questo è un mes­sag­gio politi­co forte dei Comu­ni riv­ieraschi che ormai nel­la Comu­nità sono rap­p­re­sen­tati solo parzial­mente. Riten­go quin­di indis­pens­abile una rif­les­sione molto atten­ta sul­la ques­tione: si reg­is­tra­no nuove ade­sioni dei Comu­ni dell’entroterra, che per car­ità è giustis­si­mo ci siano per il prin­ci­pio com­pren­so­ri­ale del ter­ri­to­rio, ma se intan­to escono i pae­si che si affac­ciano diret­ta­mente sul lago, mi pare che la cosa non vada cer­to nel­la direzione giusta».Passionelli poi si sof­fer­ma su alcu­ni prob­le­mi. «Il liv­el­lo del lago adesso è al di sot­to di cir­ca 50 cen­timetri rispet­to all’anno scor­so e, se saran­no con­fer­mate le pre­vi­sioni meteo di un’estate di sic­c­ità, ci tro­ver­e­mo con una sta­gione come quel­la del 2003 con la nav­igazione des­ti­na­ta a subire for­ti dis­a­gi, sopratut­to nel bas­so lago. L’anno scor­so ci sono sta­ti prob­le­mi per il finanzi­a­men­to del­lo Sta­to alla nav­igazione pub­bli­ca: siamo arrivati a fine agos­to con il tim­o­re che in set­tem­bre si facessero i tagli, for­tu­nata­mente il diret­tore Mar­cel­lo Cop­po­la è rius­ci­to a man­tenere i servizi e gli impeg­ni pre­si. Spe­ri­amo che tale situ­azione non si ripro­pon­ga quest’estate e che si pos­sano ricon­fer­mare gli accor­di che prevede­vano un cir­cuito più allarga­to per il trasporto del medio e bas­so lago e si pos­sano aumentare le corse».«Noi sin­daci», pre­cisa Pas­sionel­li, «vor­rem­mo poten­zi­a­to il trasporto sull’acqua e intan­to sarebbe suf­fi­ciente venisse atti­va­to, almeno per un peri­o­do sper­i­men­tale nell’alta sta­gione, un servizio con molte più corse, sopratut­to ser­ali, per ver­i­fi­care se c’è la sosteni­bil­ità eco­nom­i­ca e se è gra­di­to agli uten­ti. E i gio­vani, con ven­ti minu­ti di bat­tel­lo potreb­bero fre­quentare i vari isti­tu­ti sco­las­ti­ci supe­ri­ori che ci sono nei pae­si riv­ieraschi. Ma ci sono tante altre ragioni per pen­sare ad una nuo­vo modo di vivere gli scam­bi cul­tur­ali dell’intero ter­ri­to­rio garde­sano: ad esem­pio l’enogastronomia, le attiv­ità cul­tur­ali e gli spet­ta­coli. Anche per il tur­ista sarebbe un’offerta mer­av­igliosa pot­er attra­ver­sare il lago dopo cena».«Ma tutte queste con­sid­er­azioni», con­clude Pas­sionel­li «con­tin­u­ano a non tradur­si in realtà. Pas­sano gli anni e dalle idee non si fan­no pas­si in avan­ti nel con­cre­to delle cose».